
Pochi mesi or sono è stato solo grazie alla sentenza del TAR Lombardia se il Politecnico di Milano è stato costretto alla ragione e alla rinuncia alla soppressione della lingua italiana dall’alta formazione.
Il rettore Azzone però, sfascista – nel senso che compie l’errore opposto a quello dei fascisti, volendo la distruzione dell’identità del Paese -, non si è dato per vinto e ha impugnato la sentenza in Consiglio di Stato.
Come l’Associazione Radicale Esperanto ha già segnalato, la gravità dell’atto d’impugnazione è stata assai amplificata dalla partecipazione diretta, a fianco del Politecnico, del Ministero dell’Istruzione, nella persona del Ministro Carrozza.
Incredibilmente, cioè, un ministro che dovrebbe operare in favore del sistema scolastico italiano, prende le parti di chi vuole il linguicidio della nostra lingua madre.
Assistiamo, inebetiti, ad un’Italia che va a difendere gli italiani nei concorsi europei che vengono indetti solo in inglese, francese e tedesco – e che vince -, e ad una Italia che vede nel suo ministro per l’istruzione, il massimo tradimento del popolo italiano e dei suoi diritti linguistici a favore non dell’oligopolio anglo-franco-tedesco ma, peggio, del solo monopolio anglofono. Favorendo la Gran Bretagna, la nazione più antieuropeista dell’Unione, che non ha aderito all’Euro, tramando anzi contro di esso insieme all’alta finanza speculativa americana, che fa di tutto per opporsi a qualsiasi passo in avanti verso il federalismo europeo come, per esempio, opponendosi strenuamente al Parlamento Europeo contro l’approvazione della Risoluzione Fisas per la Dimensione europea dello sport, della quale l’ERA è stata ferma sostenitrice.
Adesso è grazie al CdS se l’italiano non sarà bandito da una università pubblica dell’Italia. Almeno per sei mesi, fino a quando cioè, l’11 marzo 2014, ne potrà avvenire la discussione, infatti il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare Azzone-Carrozza ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito, non sospendendo quindi la sentenza del TAR Lombardia.
Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto















