IL BREVETTO, DOVE LO METTO? SECONDO IL SOLE, LA VICENDA POTREBBE FINIRE ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO

Il Sole 24 Ore, pag. 39:

Sul brevetto Ue rischio ricorso a Lussemburgo

di Fausto Pocar

La cooperazione rafforzata per l`istituzione di una Tutela brevettuale unitaria nell`Unione europea, alla quale hanno deciso di non partecipare Italia e Spagna perché limita a tre – francese, inglese e tedesco – le lingue ufficiali in materia, segue il suo iter, ma fino a quando e in che termini? Il Consiglio dell`Unione l`ha autorizzata il 10 marzo scorso e il 13
aprile la Commissione ha presentato la sua proposta di regolamento, sulla quale dovranno pronunciarsi il Parlamento europeo e il Consiglio stesso prima che diventi definitiva.

Sulla sorte dell`iniziativa legislativa pende tuttavia la minaccia di un ricorso italiano e spagnolo alla Corte di giustizia, inteso all`annullamento della decisione del Consiglio come illegittima per contrarietà ai trattati sull`Unione europea. Questi permettono infatti che un gruppo di almeno nove Stati membri istituisca forme di cooperazione speciale, cui gli altri Stati possono in seguito aderire, solo se non costituiscono un ostacolo per gli scambi e non provocano distorsioni di concorrenza nel mercato interno.

Proprio il rispetto di quest`ultima condizione è al centro del dibattito e potrebbe costituire motivo di ricorso alla Corte di giustizia. La proprietà intellettuale presenta uno stretto collegamento con la concorrenza.
La norma del trattato sulla protezione uniforme dei diritti di proprietà intellettuale figùra accanto a quelle sul ravvicinamento delle legislazioni che hanno incidenza diretta sulla concorrenza, e i negoziati sul brevetto si sono finora svolti (parte mancante) correnza". Degli effetti di una protezione uniforme limitata a una parte degli Stati membri la
decisione del Consiglio si libera però con la sbrigativa affermazione che essa non provoca distorsioni di concorrenza nel mercato interno; ma non dedica neppure una parola ai maggiori costi per le imprese, soprattutto medie e piccole, di un regime linguistico ristretto ad alcune lingue, e all`incidenza di tali costi sulla concorrenza fra tali imprese e quelle che utilizzano come propria una delle tre lingue ufficiali.

La Commissione cerca di ovviare a questi problemi, proponendo che le domande di brevetto possano essere presentate in qualunque lingua dell`Unione, pur continuando ad essere esaminate solo in inglese, francese e tedesco. Quelle presentate in altre lingue dovranno essere tradotte in una delle lingue ufficiali dal richiedente, che riceverebbe un rimborso del costo della traduzione, fermo restando che ogni ulteriore rivendicazione che definisca la portata della protezione implicherà la traduzione nelle altre due lingue ufficiali.

Basterà questa proposta a rimediare alle distorsioni della concorrenza e ad assicurare una protezione unitaria del brevetto nell`Unione europea?
Un indizio negativo si ritrova, sia pure nonsotto il profilo linguistico, ma dal punto di vista della protezione giurisdizionale, nel recente parere della Corte di giustizia, contrario ad un accordo istitutivo di una corte europea dei brevetti alla quale partecipino oltre agli Stati membri anche altri paesi europei.

Lascia un commento

0:00
0:00