i piloti francesi in lotta per la difesa della loro lingua

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

993, 26-Mag-00, 08:14, I—–, 2357, G.Pagano, IT, Roma

Inglese? No grazie I piloti francesi in lotta per la difesa della loro lingua
E’ durata due settimane la proposta di Air France di scambiare "oui" con "yes"

PARIGI – Ci hanno provato per due settimane, ma alla fine non hanno resistito. I piloti e i controllori di volo dell’aeroporto parigino Charles de Gaulle di parlare inglese proprio non ne vogliono sapere e l’iniziativa dell’Air France di imporre la lingua internazionale nelle comunicazioni "aeree" è durata appena 15 giorni. Alla vicenda ha dedicato un servizio il New York Times . La scelta della compagnia di bandiera era stata dettata da criteri di praticità e sicurezza: il passaggio dall’inglese (usato nella maggior parte degli scali europei) al francese complicava le comunicazioni e disorientava i piloti che arrivano nell’ottavo aeroporto più trafficato del mondo da ogni angolo del pianeta.
Ma l’Air France ha dovuto ammettere di aver sottovalutato l’orgoglio nazionale del suo staff. "Non chiedevamo loro di abbandonare la lingua di MoliŠre – spiega il direttore delle operazioni tecniche, Pierre Caussade – lo scopo era quello di raggiungere un linguaggio tecnico comune".
Immediatamente, all’interno dei sindacati di categoria si era costituito un fronte per il "no". "Alcuni erano scioccati , ha spiegato il sindacalista Jean-Pierre Fremontel , dal fatto che venisse loro chiesto di parlare una lingua straniera nel proprio Paese". Con l’avvio della sperimentazione, all’ostilità di un gruppo si è aggiunta la difficoltà oggettiva della maggioranza a parlare una lingua che i francesi non amano. Non a caso nelle torri di controllo americane quelli francesi vengono chiamati voli "keskidiflight" perchè‚ "Qu’est-ce qu’il dit?", "Cosa ha detto?" è la domanda continua dei piloti in arrivo dalla Francia.
Nessun incidente grave, ma già nella prima settimana di prova la faccenda dell’inglese aveva creato un clima di forte tensione. Esplosa nella settimana successiva: "C’erano un sacco di incomprensioni ed equivoci , racconta il controllore Patrick LeNoel , dominava la confusione. Alcuni parlavano in inglese, altri no". Insomma, l’esperimento era fallito e Air France è dovuta ritornare sulla sua decisione. La compagnia, però, non intende demordere. I dati raccolti nei 15 giorni di prova saranno esaminati dai funzionari e presto Air France rilancerà la battaglia per l’inglese.

Giorgio Kadmo Pagano
ARTISTA dal 1977 TEORICO dell'ARTE e ARCHITETTO dal 1985 GIORNALISTA dal 1993, ESPERTO d'ECONOMIA LINGUISTICA dal 1997.

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