Politica e lingue

I 300 giorni del Belgio Come vivere (bene) senza un governo

Corte di giustizia dell'Unione europea (Lussemburgo)

Corriere della Sera, pag. 21:

La crisi politica che dura dall`anno scorso non trova uno sbocco, mai conti tengono. E il re resta il garante dell`unità nazionale

I 300 giorni del Belgio
Come vivere (bene) senza un governo

Fiamminghi e valloni separati in casa

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – E con oggi, sono trecento. Trecento giorni consecutivi senza governo per il Belgio. Finirà come in Cambogia? Era il 2004, quel Paese restò senza premier per 353 giorni di fila; e alla fine ne uscì, è il caso di dirlo, con una «Grosse Koalítion», una grande coalizione: 207 ministri. Si discute ancora se sia stata quella, la più lunga crisi politica della storia, o invece quella dell`Iraq, che il Belgio ha già superato. Record o no, a Bruxelles sarebbe difficile trovare 207 ministri fiamminghi e valloni che vadano d`accordo su tutto. Perché è questo il problema: 6 milioni circa di fiamminghi e 4 milioni di valloni francofoni sono
diventati quasi «separati» in casa.
Divisi da tutto, lingua o cultura, e soprattutto dall`economia: gli uni (i fiamminghi) più benestanti, gli altri più assediati dalla crisi. Eppure accomunati, tutti senza distinzioni, da un fatto mirabile: questo Paese da 10 mesi senza governo, senza governo vive bene.

Primo, la pace sociale è sostanzialmente preservata: le proteste più serie, contro il vuoto politico-istituzionale, sono state le «marce della patatine fritte», tanto arrabbiate quanto allegre. Secondo, i conti tengono: non vi sono piani di austerità e il debito pubblico si aggira sì sul 100 per cento del prodotto interno lordo, ma i depositi e i risparmi delle famiglie ammontano ad altrettanto, anzi a molto di più: è stato calcolato che sfiorino il 200% del Pil. Terzo, tiene la produzione industriale: per fare solo due esempi le consegne dell`industria automobilistica sono aumentate del 18% in questo scorcio del 2011; e quelle dell`
industria meccanica in genere, fanno segnare un +14,3%.

Il tutto sembra un enigma, ma forse non lo è: perché all`angolo della casetta belga, c`è il palazzone tedesco, cioè la Germania, la locomotiva d`Europa. Che a marzo, tanto per restare all`esempio delle auto che «tirano», ha avuto un 11% di immatricolazioni in più. Buona parte dell`industria belga è legata a quella tedesca. La presenza della Germania, e anche il grande business di Bruxelles capitale dell`Unione Europea, possono dunque spiegare una parte della contraddizione: il «fai date», il vivere senza governo. Ma il resto? I servizi sociali che funzionano, la cortesia- e il civismo diffusi ovunque, e il fatto stesso che ancora si conviva? II resto viene probabilmente da un «vaccino»: quello delle molte guerre e scontri vissuti nei secoli scorsi; e poi dalla mancanza di alternative, che allontana l`idea della scissione: semplificando
al massimo, la Francia non sponsorizzerebbe i valloni indipendenti, e l`Olanda non sponsorizzerebbe i fiamminghi indipendenti, ma il «crac», a volte, sembra davvero vicino.

Segnali grandi e piccoli: Bruxelles, capitale delle Fiandre all`85% francofona, che annuncia simbolicamente il suo distacco dalle stesse Fiandre e la nascita della Federazione Bruxelles-Vallonia; i fiamminghi che chiedono l`abolizione del francese come seconda lingua obbligatoria e la sua sostituzione con l`inglese; il principe Laurent, terzogenito del re Albert II e della regina Paola di Liegi, che viene criticato per un suo viaggio in Congo e se la prende con la «stupida stampa fiamminga». E perfino Nick Nuyens, ci mette del suo: campione popolarissimo, ciclista fiammingo perfettamente bilingue come tutti i belgi, vince il Giro delle
Fiandre e risponde in fiammingo – o in inglese `anche alle domande in francese.

In questo guazzabuglio – mentre si allunga su Internet la lista di coloro che chiedono un rimborso spese per ogni giorno senza governo – il re resta un simbolo di unità nazionale. Ma uno dopo l`altro, fiamminghi o francofoni, tutti gli «esploratori» da lui incaricati hanno gettato la spugna: troppo difficile il dialogo. Chissà, magari finirà con una «Grosse Koalition»: modello Cambogia 2004.

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