Hübner: L’inglese non potrà più essere lingua ufficiale dell’Ue dopo la Brexit.

Danuta Hübner, Presidente del Comitato per gli Affari Costituzionali del Parlamento europeo (AFCO), ha avvertito il 27 giugno 2016 che l'inglese non sarà una delle lingue ufficiali dell'Unione europea dopo che la Gran Bretagna lascerà l'UE.

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Danuta Hübner, Presidente del Comitato per gli Affari Costituzionali del Parlamento europeo (AFCO), ha avvertito il 27 giugno 2016 che l’inglese non sarà una delle lingue ufficiali dell’Unione europea dopo che la Gran Bretagna lascerà l’UE.

Nella Conferenza Stampa la Hübner fa riferimento a Alexander Boris de Pfeffel Johnson e  Jonathan Hill:
Alexander Boris de Pfeffel Johnson (New York, 19 giugno 1964) dal 13 luglio ricopre la carica di Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth del Governo May. Politico e giornalista britannico con cittadinanza statunitense, è esponente del Partito Conservatore, è stato sindaco di Londra per due mandati consecutivi dal 2008 al 2016.
Jonathan Hill, politico conservatore britannico, è stato membro e capogruppo del suo partito nella camera dei Lord. Il 10 settembre 2014 Jean-Claude Juncker, nuovo presidente della Commissione europea, ha designato Lord Hill Commissario europeo per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e il mercato unico dei capitali. Dal 1º novembre 2014 ha assunto l’incarico in seno alla Commissione Juncker. Il 25 giugno 2016 ha annunciato le dimissioni a seguito dei risultati del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea, ha concluso il suo mandato il 15 luglio seguente; dal giorno successivo il suo incarico è stato assunto ad interim dal vice-presidente Valdis Dombrovskis.

Se non abbiamo il Regno Unito, non abbiamo l’inglese. L’inglese non potrà più essere lingua ufficiale dell’UE dopo la Brexit.
Danuta Hübner, 27.06.2016

 Buon pomeriggio e benvenuti a questa conferenza stampa sul risultato del referendum nel Regno Unito sull’appartenenza all’Unione Europea. Ho al mio fianco la Presidente della Commissione per gli affari costituzionali, la Signora Danuta Hübner.

Danuta Hübner:  Mi pare di capire che mi abbiate già chiesto… chi sia il capo del segretariato dell’AFCO… Sono qui perché è… all’interno del Parlamento europeo è la Commissione per gli Affari Costituzionali che ha sotto la sua competenza e anche le conseguenze istituzionali di quello che chiamiamo recesso di uno stato membro dall’Unione Europea. Ora vorrei iniziare forse da… In realtà non voglio parlare dei risultati del referendum ma di tutto quanto sta intorno al referendum perché i risultati… non c’è nulla di cui parlare sui risultati. Sappiamo tutti… ma ciò che vorrei condividere con voi è il fatto che stiamo vivendo un periodo molto difficile di incertezza, e l’incertezza non è mai un bene, io penso, per l’economia l’incertezza giuridica non è un bene. Inoltre siamo impazienti, qui sul continente, vediamo molti atteggiamenti del tipo “aspettiamo e vediamo”.

Quindi, dopo tutti questi mesi, per non dire anni, di preparazione per i risultati del referendum britannico, vediamo qui… cinque giorni dopo, siamo seduti qui ad aspettare di vedere cosa succederà. Ovviamente non è un’Apocalisse, non dobbiamo drammatizzare la situazione ma non è una situazione indolore per quanto riguarda il Regno Unito, ma anche per quanto riguarda l’Unione Europea e i cittadini dell’Unione Europea che non sono cittadini britannici ed è questo il motivo per cui ci preoccupiamo in Parlamento. Ci preoccupiamo anche perché ci troviamo in un periodo in cui ci stiamo occupando di programmi a lungo termine, programmi che riguardano molte azioni europee sulle quali stiamo per deliberare, come per la revisione di metà mandato del quadro finanziario pluriennale di cui stiamo discutendo, parliamo del bilancio dell’UE dopo il 2020; siamo anche tenuti a definire entro la fine di quest’anno il nuovo quadro giuridico per la distribuzione dei seggi all’interno del Parlamento europeo in occasione delle prossime elezioni del Parlamento europeo.

Quindi queste sono questioni di minore rilevanza di cui stiamo discutendo che… richiedono una pianificazione a lungo termine e di pensare a lungo termine. Questa incertezza sta avendo ripercussioni anche su quelle decisioni direttamente collegate a quanti… al fatto di quanti stati abbiamo nell’Unione Europea. Quindi, siamo a favore… nel parlamento, siamo a favore di una rapida attuazione del processo di ritiro, il che probabilmente non sembrerà una sorpresa; e abbiamo anche visto la mancanza di conseguenza, in ciò che abbiamo sentito dal primo ministro Cameron qualche tempo fa, quando si assunse molto chiaramente l’impegno di arrivare con la notifica della decisione, sulla base del referendum, immediatamente dopo il referendum, e per noi “immediatamente” significa “immediatamente”. Ora sentiamo qualcosa di diverso, sentiamo che potrebbe esserci un nuovo leader, il nuovo governo…

Quindi, fondamentalmente noi non… è tutto rinviato alle calende greche e questo non è un bene, credo, per… per l’Unione Europea, per la situazione di noi tutti, ma posso dire anche che, per me, questa mancanza di attuazione dell’impegno preso sta andando anche contro il… quello che consideriamo il principio fondamentale su cui si basa il nostra funzionamento nell’Unione Europea, che è il principio di sincera cooperazione.

Gli stati membri sono tenuti dal Trattato a fornire questa disponibilità a cooperare sinceramente ed è inoltre chiesto loro, dall’articolo 4.3 del Trattato dell’Unione Europea, di assistere gli altri stati membri nel caso vi sia da attuare un impegno derivante da un Trattato e l’impegno a invocare l’articolo 50 deriva dal Trattato. Quindi, vediamo anche che esiste non solo un obbligo morale ma anche un obbligo legale per il Regno Unito a chiarire la situazione piuttosto velocemente. Il ruolo del Parlamento Europeo, in qualsiasi trattativa abbia luogo, è del tutto chiaro: noi non siamo l’attore principale, questo è un assolutamente chiaro, ma alla fine del processo siamo obbligati a fornire il nostro consenso. Quindi dobbiamo approvare ciò che sarà negoziato e, come probabilmente saprete, se infine avremo la negoziazione dell’accordo di uscita, ci saranno due tipi di accordi, che dovranno essere negoziati. Il primo con il Regno Unito come stato membro dell’Unione Europea, il recesso, l’articolo 50 e l’accordo di recesso e qui il parlamento dovrà, con la maggioranza dei votanti, fornire il consenso e non si può farlo a meno che non si sia adeguatamente informati, e non si può essere informati a meno che non si sia collegati al processo. Quindi eserciteremo, credo questo diritto di informazione dal Consiglio e dalla Commissione, riguardo all’intero processo di negoziazione in… con l’UE in grado di prendere una decisione di consenso alla fine del processo. Ma poi la situazione col secondo accordo, quando il Regno Unito lascerà l’Unione Europea e diventerà un paese terzo, solo allora sarà possibile negoziare ciò c he è definito un Accordo sulla relazione, sulla futura relazione con l’Unione Europea, così come stiamo negoziando il TTIP con gli USA, come abbiamo negoziato il CETA con il Canada, così dovremo negoziare il quadro della futura relazione, e in questa negoziazione e accordo con un paese terzo, se il Regno Unito diventa subito un paese terzo, allora il parlamento sarà fortemente coinvolto. C’è l’articolo 218 del Trattato che rende questo coinvolgimento fondato sul Trattato.

Quindi, il ruolo del parlamento europeo… in entrambi è tramite consenso ma con il secondo accordo questo è più profondo in termini di partecipazione del parlamento. Quando… certo, è difficile dire oggi cosa succederà alla fine, questo è il nostro problema anzi, uno dei problemi, ma naturalmente noi… mi sento obbligata a dire che se alla fine avremo l’uscita dall’Unione, per la prima volta nella nostra storia, sarà naturale che il parlamento europeo si occuperà o sarà particolarmente sensibile alla questione di proteggere i cittadini. La protezione dei circa due milioni di cittadini dell’Unione Europea nel Regno Unito, ma anche la protezione dei cittadini britannici a Bruxelles, specialmente per quanto riguarda i funzionari. Come sapete ci sono molti cittadini britannici che lavorano nelle istituzioni europee e questa sarà una di quelle questioni su cui dovremo… essere particolarmente sensibili.

Ma pensiamo inoltre già oggi a quanto accadrà con le nostre lingue ufficiali. Probabilmente sapete che l’inglese è una delle lingue ufficiali poiché è stata notificata dal Regno Unito come lingua ufficiale. È anche una lingua di lavoro, è in effetti una lingua dominante. Abbiamo un regolamento ma ora è ovviamente un articolo del Trattato, 342, ma si basa sul Regolamento N.1 del 1958 e che dovrebbe essere cambiato all’unanimità, che stabilisce che ogni paese ha il diritto di notificare una sola lingua ufficiale [Art.8 Per quanto concerne gli Stati membri in cui esistono più lingue ufficiali, l’uso della lingua sarà determinato, a richiesta dello Stato interessato, secondo le regole generali risultanti dalla legislazione di tale Stato. NdT]. Gli irlandesi hanno notificato il gaelico, che è irlandese, i maltesi hanno notificato il maltese. Quindi, abbiamo solo il Regno Unito che ha notificato l’inglese. Se non abbiamo il Regno Unito, non abbiamo l’inglese.

Quindi… ci sono anche argomenti leggeri all’ordine del giorno, ma ci sono quei problemi. Quindi l’accordo di recesso sarà un accordo sull’identificare il… sarà un accordo sull’identificare… sullo stabilire che cosa realmente significhi il fatto che qualcuno cessi di essere stato membro. Quindi dovremo identificare quei… durante quelle negoziazioni, tutti i provvedimenti che cessano di essere validi, che cesseranno di esistere nel quadro giuridico dell’Unione Europea. Quindi ci sarà inoltre una lunga e probabilmente difficile negoziazione sull’accordo.

Vorrei inoltre aggiungere che l’accordo di febbraio, che è stato emotivamente molto coinvolgente, e ha richiesto molte discussioni, questo accordo è già defunto, perciò questo accordo non si riproporrà poiché… fu negoziato e concordato… come accordo tra i 27 dell’UE e il Regno Unito, poiché questo accordo era chiaramente collegato ai risultati positivi del referendum. Dato che quella situazione non si è verificata, non è emersa, questo accordo è cessato. Quindi è qualcosa da ricordare… oggi e domani, al termine della negoziazione sull’accordo di recesso, il Regno Unito sarà un membro dell’Unione sulla base dei trattati attuali e non sulla base dell’accordo di febbraio, anche questo è importante ricordare.

E poi, naturalmente, se il Regno Unito rimane, è difficile giudicare oggi quanto l’Unione Europea sarà disponibile a soddisfare ulteriormente degli accordi duri… quanto l’Unione Europea sarà disponibile… sarà impegnata ad avere il Regno Unito come membro a pieno titolo senza che abbia altre possibilità di scegliere se partecipare o non partecipare a qualcosa o altro… qualunque cosa di cui l’UE potrebbe aver bisogno.

Penso che siamo andati incontro… durante la nostra storia, siamo andati incontro alle richieste provenienti dai governi del Regno Unito con grandissima disponibilità e dipenderà da tutti noi vedere questa disponibilità da parte dei politici degli stati membri continuare con questo tipo di approccio se il Regno Unito rimane con noi.

Poi ci sono molto spesso domande… cosa succederà… abbiamo sentito che Jonathan Hill* ha… non so più come chiamarlo, visto che non è più Commissario e ci sono molte domande sui parlamentari provenienti dal Regno Unito nel parlamento europeo. Vorrei soltanto dirvi che, sebbene ci siano molto colleghi che vorrebbero probabilmente che essi lasciassero subito il Parlamento europeo, questo al momento è assolutamente impossibile. Abbiamo molto chiaramente… le regole, il Trattato, l’articolo 50 non dice nulla sul Parlamento europeo in questo contesto. Sta solo al Consiglio… al Consiglio d’Europa decidere se i rappresentanti di governo del Regno unito non possono partecipare alle discussioni sulla loro questione e alle votazioni ma, nel Parlamento europeo, non abbiamo regole del genere. Pertanto non c’è alcun fondamento legale per fare nulla per escludere nessuno. E inoltre forse ricordate che il Trattato dice che i membri del Parlamento europeo non rappresentano i cittadini delle loro piccole circoscrizioni, noi rappresentiamo i cittadini dell’Unione Europea. Pertanto anche i parlamentari britannici rappresentano i cittadini europei, non solo i cittadini britannici. Quindi non abbiamo alcuna possibilità legale di… di fare diversamente, non importa quali saranno i risultati di… sia che abbiamo la notifica, sia che abbiamo il Trattato o meno, la situazione continuerà, finché il Regno Unito sarà membro dell’Unione Europea.

Naturalmente… come nel caso di Jonathan Hill*, le decisione politiche o la sensibilità politica possono essere anche… può succedere e… i colleghi possono dimettersi ma non abbiamo ancora sentito… niente in questo contesto.

Ora, io personalmente spero anche che questo sia un campanello d’allarme per gli americani, per Trump, che gli americani possano vedere che possono esserci situazioni che poi sono… non possono essere, per così dire, assorbite dalla società e quindi spero che sia così anche in questo caso. Ma quello che vorrei sottolineare è che questo referendum è anche, chiaramente ora che vediamo le reazioni, è anche un esempio perfetto di come le persone possano essere fuorviate e quali siano le conseguenze dei referendum su argomenti su cui non si può… su argomenti troppo complessi cui non si può davvero arrivare a tutti con una completa… completa informazione sulle conseguenze. E vediamo chiaramente che i referendum possono causare anche esiti drammatici, risultati drammatici.

L’ultima questione che vorrei sollevare è affinché noi… sul continente usiamo questa opportunità per rendere molto chiaro cosa… riguardo a… chiarire la situazione riguardo alle riforme di cui l’Unione Europea ha bisogno. Penso che noi… non tutti tra noi stiano leggendo la recente crisi come una legittimazione per fare riforme importanti e di ampia portata. La maggior parte dei politici stavano, in realtà… considerando… guardando all’attuale situazione esattamente al contrario cioè, la gente non ama l’Europa a causa della crisi, perciò dovremmo smettere di respirare e l’Europa non dovrebbe fare nulla. Io pensa sia il contrario, quindi spero che coglieremo questa occasione e l’intensità della crisi, compresa quella provocata da… dal Regno Unito, che la vediamo come una forte legittimazione ad iniziare profonde riforme. In quale direzione andranno credo sia già chiaro. Oggi, dobbiamo rafforzare l’eurozona e non possiamo fingere di essere tutti disposti a muoverci alla stessa velocità, a condividere le stesse politiche alla stessa velocità. Quindi molto probabilmente vedremo, nel tempo a venire, vedremo riforme che approfondiranno l’integrazione all’interno dell’eurozona, mentre, ovviamente al contempo, cerchiamo di non fare azioni dannose per il mercato unico, ma sono sicura che abbiamo bisogno di un quadro legale per coloro che vogliono condividere le stesse politiche a una velocità più alta di altri e penso che, se non abbiamo un quadro legale per quei paesi, allora avremo una Europa “à la carte”, che è una strada semplice verso un’ulteriore disgregazione e se ci disintegriamo, ci disintegreremo in 28, come al 2011, stati del mondo.

Quindi penso che abbiamo bisogno… molto probabilmente la modifica del Trattato, abbiamo bisogno di un nuovo approccio al nostro modo di pensare su come rafforzare l’Europa. E potremmo ancora vivere per qualche tempo con questa formula di Europa “27 più 1”, vedremo come evolverà, ma è difficile… non ne so più di voi, probabilmente, su questo… come andrà a finire; quindi, grazie.

Grazie, abbiamo tempo per… qualche domanda. Prima lei, può dire per favore il suo nome e per chi lavora prima di porre la sua domanda?

JS: Buon pomeriggio, mi chiamo Justin Staires e sono un giornalista freelance operativo qui a Bruxelles. Dal mio accento, potete probabilmente sentire da che nazione provengo. Vorrei porle due domande se posso: una riguarda i parlamentari europei britannici relatori. Cosa pensa… Possono continuare come relatori, dato che essi vigileranno sulla legislazione che entrerà in vigore dopo che il Regno Unito lascerà l’unione? La seconda domanda riguarda il suo commento sulla lingua: sta seriamente suggerendo che questo luogo, le istituzioni europee non parleranno più in inglese dopo l’uscita del Regno Unito? Voglio dire, lei stessa oggi si trova qui e parla in inglese questo pomeriggio. Certamente, oltre ad essere una lingua ufficiale, è una lingua franca. Lei pensa che questo cambierà? Grazie.

DH: Lei sa che ci sono lingue ufficiali e poi ci sono le lingue di lavoro; quindi queste sono due categorie. Io personalmente ritengo che dovremo… Che raggiungeremo l’unanimità per cambiare la regola su questo, che uno stato membro può notificare una sola lingua ufficiale e quindi ci sarà la notifica dagli irlandesi che avranno non solo il gaelico ma anche l’inglese oppure dai maltesi non solo il maltese ma anche l’inglese, ma forse troveremo un altro modo ma personalmente non lo credo.
Sto solo dicendo che ci sono tante piccole cose che inizieranno a saltare fuori quando ci metteremo in quella situazione. Circa i membri del parlamento europeo che sono relatori, penso che non ci sia alcun fondamento legale per chiedere loro di dimettersi, dipenderà esclusivamente da loro come si sentono. Molti di loro, come lei saprà, erano anche favorevoli a lasciare l’Unione Europea, quindi non so come si sentano oggi dopo questa loro vittoria e starà solo a loro decidere. Quindi penso che Jonathan Hill* abbia, per così dire, mostrato certe strade per affrontare questa questione ma non tutti, penso… ma noi non saremo… non credo che nessuno nel parlamento possa trovare un fondamento legale per farlo.

Giornalista dell’Observer
Anch’io ho due domande. I parlamentari europei britannici che lasceranno l’Unione conserveranno cose come i diritti alla pensione e cose del genere? Inoltre, ci sono 73 parlamentari europei britannici. Quando i 73… e adesso ovviamente cambiano la composizione politica dei partiti, quindi sarebbe verosimile supporre che gruppi come Europa della Libertà e della Democrazia Diretta e i Conservatori e Riformisti Europei si scioglieranno?

DH: Be’, lei sa che non siamo ancora a quel punto, non stiamo presumendo che… che la situazione si presenterà realmente dopo la negoziazione dell’accordo, quindi non posso parlare a nome di un’analisi giuridica già esistente. Quello che posso dire con certezza, sulla base della mia esperienza, è che non posso immaginare che qualunque cosa possa applicarsi retroattivamente, quindi tutti i diritti sulle pensioni che sono stati acquisiti finora saranno mantenuti… Tuttavia, naturalmente, se una persona, se ne va, poi è una situazione diversa; come abbiamo con i funzionari, quando ti candidi per un lavoro da funzionario nella UE, la prima precondizione che appare è che devi essere cittadino di uno stato membro della Unione Europea. Ma naturalmente lei sa anche che esistono possibilità di deroghe, ci sono possibilità di includere molte condizioni che permetterebbero loro… alle autorità di decidere che le persone possono restare oppure non possono svolgere un lavoro. Siamo propensi a proteggere i cittadini, non a sbarazzarci dei cittadini britannici. Quindi penso che questo… credo che il Parlamento sarà veramente propenso in questo senso. Ora su… lei sa che ci sono delle regole per i gruppi, affinché continuino ad operare come gruppi, quindi sono necessarie sette nazionalità e venti… e qualcosa, ho dimenticato, ho dimenticato, venti e qualcosa venti membri, giusto, affinché ci sia un gruppo. Quindi dipenderà da questo, certamente, ma abbiamo una grande rappresentanza dei britannici in due gruppi politici, in effetti, nell’ECR ma anche in… nella sinistra, nel gruppo dei Socialisti e Democratici, anche più di venti, credo. Quindi vedremo: ma i gruppi devono essere… potrebbero esserci dei rimpasti, è impossibile dirlo ma le regole sono molto chiare: numero di stati membri e numero di deputati.

B M: Salve, mi chiamo Brett Mason, sono di SBS Australia e il fatto che io mi trovi qui probabilmente vi darà una indicazione su quanto il mondo stia osservando da vicino quanto sta succedendo qui… Perdonerete la mia osservazione, ma guardando dall’esterno, sembra in effetti un po’ un disastro. Quanto siete stati sorpresi dal fatto che il Regno Unito non avesse alcuna pianificazione avanzata per l’evenienza della Brexit? E quanto vi preoccupa il fatto che più a lungo questo processo continua ad andare avanti senza una piano, più il progetto europeo nel suo complesso viene danneggiato?

DH: Bene, penso… grazie di essere qui con noi. Naturalmente siamo tutti pienamente consapevoli… forse qualcuno è sorpreso del fatto che in effetti le conseguenze… le conseguenze immediate, in termini dei mercati finanziari e dell’analisi dei tassi di cambio, siano globali, in effetti. Questo mostra che, per la prima volta, vediamo quanto l’Europa sia importante, in effetti, se posso… dirlo un po’ cinicamente, ma conosciamo le conseguenze. Credo che nel Regno Unito… Ascoltavo attentamente durante tutta la campagna, anche oggi, e ho avuto molti scambi con i pro-Brexit, coloro che volevano che il Regno Unito lasciasse l’Unione Europea. Non si sono mai preoccupati del giorno dopo, cioè dei risultati concreti dell’uscire o rimanere. Erano sempre solo con un forte messaggio politico: “Sarà semplicemente meglio, staremo meglio, nessuno deciderà per noi” e non hanno mai proposto alcuna alternativa e tutti gli sforzi per dimostrare… per dimostrare che qualcosa possa essere meglio di un mercato unico, penso, non hanno portato ad nessun nuovo modello del genere per il Regno Unito. Ma credo che il fatto che non si siano preoccupati di presentare alcuna alternativa concreta dimostra chiaramente… poiché tutte le alternative, come Norvegia o Svizzera, non sono migliori… non si pensa alla Norvegia… perché si può dire che la soluzione norvegese funziona… tanti anni e funziona. Ma la soluzione norvegese nel caso del Regno Unito significherebbe un contributo al bilancio dell’UE probabilmente molto simile a quanto il Regno Unito sta pagando al bilancio dell’UE, visto che hanno richiesto riduzioni oggi. Quindi partecipare, beneficiare del mercato unico sulla base dell’accordo norvegese non significherebbe… davvero più benefici, significherebbe un maggior costo per gli stessi, senza avere alcuna influenza sulle decisioni.

Questo era solo… un commento marginale ma penso che nessuno… forse dire nessuno è un po’ troppo, ma penso che in generale i sostenitore della Brexit non si aspettavano che avrebbero vinto. La loro speranza era di perdere per pochi voti, cioè di avere il 50,1 o ,2% a favore del rimanere e che ciò avrebbe dato loro la stessa tribuna che avevano avuto finora, ma ora rafforzata dalla decisione dei cittadini britannici divisi, che avrebbe permesso loro di continuare la lotta contro l’Unione Europea, continuare la lotta per le espulsioni, continuare ciò stavano facendo da anni. Ora… penso che non avessero nessun piano B, ecco perché sono sconvolti, sorpresi e stanno cercando di ritardare tutta la cosa e nel frattempo Boris Johnson verrà a Bruxelles per cercare di concludere qualcosa… Forse ricordate Bill Cast che diceva “In Europa vogliono così disperatamente tenerci che ci daranno un accordo migliore di quello che abbiamo avuto finora”. Perciò, è molto frustrante ma questa ritengo sia la situazione ed è questo il motivo per cui non erano preparati e… perché non si aspettavano questo tipo di soluzione… Ma penso che sia un fatto negativo, negativo per tutti noi, ecco perché pensiamo… perché l’incertezza, quando si tratta di economia, quando si tratta di politica, l’incertezza è sempre negativa. Quando questa mattina ascoltavo un leader cinese che diceva che la Cina ora terrà gli investimenti nel Regno Unito in sospeso, hum… ciò significa… sembra un’affermazione innocente… ma ciò significa probabilmente molto per la City e non solo per la City perché loro probabilmente sono investitori più reali rispetto agli investitori finanziari ma… gli investimenti… niente investimenti, niente crescita, no no, niente impeghi, niente altre cose. Quindi è semplicemente… molto negativa… conseguenza. Perciò immagino, prima… Ecco perché vogliamo concludere l’intero processo il più presto possibile, in qualunque direzione si vada, ma non possiamo vivere in questa incertezza perché… Forse l’incertezza si attenuerà un po’ ma già ad un livello peggiore quindi, sì, noi… Questo è uno dei motivi principali per cui affrettarsi accelerare per giungere all’accordo; Niente di più ma solo per chiudere con questa incertezza perché abbiamo anche altre cose da fare. Non si tratta soltanto di conseguenze negative sui mercati, sull’economia ma anche non possiamo trascorrere altro tempo a occuparci di quelle questioni… alle quali abbiamo dedicato molta energia in questa Camera, nel Consiglio, nella Commissione nel corso degli ultimi mesi o anni, dal famoso discorso del 2013, in gennaio, di Cameron, che vorremmo concentrarci sulle riforme e non su questo accordo. Grazie.

C F: Catherine Feore, corrispondente dell’Unione Europea. Il commissario… l’ex commissario ha rassegnato le dimissioni. Il Regno Unito potrebbe ovviamente nominare un nuovo Commissario … quello che mi sto chiedendo è… poiché il parlamento dovrà approvare tale nomina attraverso un’udienza, che tipo di portafoglio sarebbe accettabile per un commissario britannico? Diventerebbe un commissario senza portafoglio? Qual è la posizione del parlamento, al di là di questo, secondo lei, se un’altra persona è contraria? E in secondo luogo, l’Ambasciata polacca nel Regno Unito ha rilasciato una dichiarazione in risposta a un’impennata xenofobica e agli attacchi contro la comunità polacca a Londra e non solo. Ha qualcosa da dire alle autorità britanniche o alla comunità polacca nel Regno Unito in merito a questi particolari attacchi?

DH: Sì, il mio collega sta dicendo che anche i portoghesi sono stati attaccati, non solo i polacchi, ma… riguardo al commissario Jonathan Hill, ritengo che abbiamo apprezzato molto il suo lavoro… durante gli ultimi due anni perché ha anche portare una certa freschezza nel suo approccio su come far fronte alle questioni legali di capitale e mercato, pertanto penso di poter parlare per conto di molti colleghi e dire che sentiremo la sua mancanza, ma mi rendo anche conto che il governo ha chiarito che non intendono nominare un nuovo commissario britannico, non so per quanto tempo questa dichiarazione… rimarrà valida, vedremo… Ma penso che… la commissione immediatamente… Lei sa, la Commissione ha una struttura che prevede che i commissari dipendano dal vice-presidente e c’è un vice-presidente, Dombrovskis, che sta in effetti coprendo l’area di cui Jonathan Hill è responsabile come commissario. Pertanto penso che all’interno della Commissione il vuoto sia stato colmato immediatamente e apprendiamo dal governo non c’è alcuna volontà, nessuna intenzione di nominare un nuovo commissario. Mi sembra di capire che l’attuale governo ha lasciato la questione al prossimo governo che potrà venir fuori verso la fine dell’anno e… dipenderà dal nuovo governo occuparsene. Credo che qualsiasi portafoglio sia valido per qualsiasi commissario che sia capace e desideroso di lavorare e che inoltre ami l’Europa, non abbiamo niente di specifico. Ma Hill era al suo posto e credo che noi anche… Ricorderete che per molto tempo, almeno due o tre commissari britannici furono responsabili, tre… del commercio internazionale perché… quando il Regno Unito entrò nell’Unione Europea a quel tempo, è stato il paladino di… non solo dello sviluppo del commercio e dell’apertura dell’Unione Europea, ma anche della liberalizzazione globale. Quindi, quella era, per così dire… la loro specificità e questo è qualcosa che noi realmente dobbiamo a loro, come integrazione europea perlopiù, credo, non solo il mercato unico ma anche questo. Quindi ci si può aspettare che i britannici siano forse migliori in certi campi che altri ma ho fiducia che… non c’è bisogno ora… credo che non ci sia alcuna necessità ora di decidere su queste questioni.

E circa gli eventi xenofobici, be’, è preoccupante, è deplorevole che non sia solo nel Regno Unito che abbiamo questa xenofobia e radicalizzazione e mancanza di desiderio di vivere in comunità caratterizzate da una forte diversità ma è difficile comprendere perché, credo, specialmente nelle comunità locali, ma non solo, anche nelle statistiche globali lo si può vedere, che tutti quei migranti… come dice la gente nel Regno Unito, o tutta quella forza-lavoro che si muove liberamente venendo da altri stati membri verso il Regno Unito ha contribuito in larga misura alla crescita, orami da anni, nel Regno Unito. Ci sono studi del London College… dell’University College di Londra sul contributo delle persone provenienti da altri stati membri al Regno Unito, in termini di crescita e tutti mostrano che quelle persone provenienti da Polonia, Portogallo, Romania hanno versato… attraverso tasse all’Europa… al Tesoro britannico, molto più di quanto abbiano ricevuto in termini di sussidi sociali dal Tesoro. Quindi questo mostra anche che probabilmente è molto ingiustificato e molto… è da condannarsi, penso, ma purtroppo non è solo un problema britannico. Quella è stata un’opportunità che ha dato a quelle persone… che pensano così… di esprimere le loro opinioni ma è molto deplorevole e spero che questo tipo di comportamento non sarà in Europa qualcosa che vedremo più spesso. Questo è uno dei problemi che abbiamo. Dobbiamo parlare con le persone, capire che siamo costretti a convivere in un mondo differenziato per quanto riguarda la popolazione.

FQ: Salve, sono un giornalista di un quotidiano francese… Il parlamento approverà una risoluzione sull’esito del voto. Lei sa a che punto sono ora le negoziazioni sulla risoluzione? … Sulla risoluzione di domain, sa a che punto sono ora le negoziazioni sul testo?

DH: Quello che so è che oggi, questo pomeriggio, ci sono incontri di gruppi politici, che abbiamo un termine per la presentazione degli emendamenti, fino alle 18,00 e poi domani mattina abbiamo un’assemblea plenaria in cui ci saranno i leader dei nostri gruppi politici che parleranno e penso che entro quell’ora la risoluzione dovrà essere presentata. Quindi penso… spero, che stasera avremo la risoluzione… la versione finale della risoluzione verrà conclusa. E la risoluzione, come potete immaginare, sarà su quanto abbiamo bisogno di concludere questo processo e quanto abbiamo bisogno di riforme. Questa è la mia speranza e poi questo rimarrà nella risoluzione fino all’ultimo momento.

C’è un’aggiunta.

FQ: Posso aggiungere? Lei ritiene che con la risoluzione verrà chiesto al Regno Unito di innescare il meccanismo dell’articolo 50 il più velocemente possibile? Credo che tutti i gruppi nel parlamento abbiano detto che lo vogliono presto.

DH: Lei sa che tutti noi, sia nel Consiglio d’Europa, per non parlare della Commissione ma anche noi nel parlamento europeo, sappiamo molto bene che la notifica al Consiglio d’Europa sulla richiesta di lasciare la… di invocare l’articolo 50 sulla base dei risultati della negoziazione, tutto ciò dipende dal Regno Unito, o dal Governo o da quale che sia la procedura costituzionale perché ci sono speculazioni differenti che provengono dall’isola su questo, ma questo è completamente al di fuori della nostra capacità di… e volontà politica di influenzare. Penso che noi… tutto quello che possiamo fare sia esprimere chiaramente cosa ci aspettiamo ma non possiamo costringere, non possiamo fare niente per ottenere questa notifica e senza questa notifica non possiamo dare l’avvio all’applicazione dell’articolo 50. Questo è anche… molto chiaro sulla base del diritto esistente e, come dicevo prima, crediamo che prima avvenga e meglio sarà per… da tutti i possibili punti… punti di vista… ma noi non possiamo farlo per il Regno Unito.

Bene, con questo vorrei ringraziare la signora Hübner per essere stata qui oggi e tutti voi per essere venuti e fare un ringraziamento particolare agli interpreti. Buon pomeriggio

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