Europa e oltre

Guerra di dazi la nuova Commissione scalda i muscoli

L’dea macroniana di una “Europa che protegge” i suoi cittadini, le sue imprese e i suoi consumatori dalle minacce globali si è ormai fatta strada nella cultura comunitaria grazie all’uscita di scena dei britannici e al ripensamento dei tedeschi. Potrebbe essere il primo passo per riconquistare la popolarità perduta

Palazzo Europa

Guerra di dazi la nuova Commissione scalda i muscoli

Uno dei primi atti della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen è mirato a rafforzare gli strumenti a disposizione della Ue nelle future guerre commerciali a disposizione della Ue nelle future guerre commerciali. Il commissario al Commercio Phil Hogan ha infatti presentato un regolamento che, in caso di paralisi degli organi arbitrali del WTO, autorizza l’Unione europea a imporre ritorsioni commerciali anche prima che si sia completato l’iter giudiziale in sede di Organizzazione mondiale del commercio. Il problema è sorto a causa del boicottaggio che l’amministrazione Trump ha deciso nei confronti del Wto, guardato con diffidenza come tutti gli organismi multilaterali. Da tempo gli Usa rifiutano di nominare i nuovi giudici nella corte di appello del Wto e questo ha portato alla paralisi dei giudizi di secondo grado.
Dunque in caso di sentenza sfavorevole ai propri interessi, basta che un Paese faccia ricorso in appello per bloccare di fatto ogni decisione sgradita. Poiché il regolamento finora in vigore nella Ue impone di attendere la conclusione dell’iter giudiziario davanti al Wto prima di poter adottare contromisure precauzionali come l’imposizione di dazi e tariffe, l’Europa si trovava di fatto disarmata in caso di guerra commerciale con le altre potenze
“Oggi rispondiamo direttamente al blocco dell’organo Wto – ha spiegato Phil Hogan – con misure per proteggere le imprese, i lavoratori e i consumatori europei nel caso i nostri partner commerciali non rispettino le regole”. E la presidente della Commissione von der Leyen ha rincarato la dose: “Sono in gioco molti posti di lavoro europei e la Ue deve premunirsi per garantire che i nostri partner rispettino gli impegni presi. E’ proprio questo l’obiettivo della proposta”. Il nuovo regolamento prevede che la Ue possa far scattare ritorsioni commerciali anche nelle prime fasi del contenzioso, qualora l’ostruzionismo di qualche Paese blocchi il funzionamento dei “panel” che normalmente hanno il compito di trovare un arbitrato. Sicuramente la mossa della Commissione, che ha il potere di agire come unico rappresentante della Ue sul piano commerciale, ha un valore difensivo. Come difensiva dovrebbe essere la carbon ta, la tariffa imposta all’importazione di merci da Paesi che non rispettano gli standard ambientali. Ma è innegabile che la nuova Commissione europea si presenta sulla scena mondiale con un atteggiamento molto più “muscolare” di quella precedente guidata da Jean-Claude Junker.
L’dea macroniana di una “Europa che protegge” i suoi cittadini, le sue imprese e i suoi consumatori dalle minacce globali si è ormai fatta strada nella cultura comunitaria grazie all’uscita di scena dei britannici e al ripensamento dei tedeschi. Potrebbe essere il primo passo per riconquistare la popolarità perduta.

Andrea Bonanni | La Repubblica | 16.12.2019

Lascia un commento