GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA PACE: PACE+ RILANCIA L’ARTICOLO 11 NELLO STATO
Guterres: «La Pace non è mai un risultato passivo. La Pace è duro lavoro. La Pace è azione». ERA-ETS rilancia PACE+: PACI preventive e permanenti, Ministro Articolo 11 e prevenzione dei conflitti nel Consiglio Supremo di Difesa.
Roma, 21 settembre 2026 — La Giornata internazionale della Pace cade quest’anno sotto un titolo che sembra scritto per PACE+: «Investire nella Pace: per tutti, ovunque, ogni giorno» (Investing in Peace: For Everyone, Everywhere, Every Day). Le Nazioni Unite sottolineano che la Pace non è semplicemente assenza di guerra, ma sicurezza, dignità, opportunità e cooperazione, e chiamano persone e governi a investire concretamente nella sua costruzione.
Nel suo messaggio, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres insiste sul carattere attivo della Pace e, durante la cerimonia della Campana della Pace del 9 settembre, lo ha sintetizzato così: «La Pace non è mai un risultato passivo. La Pace è duro lavoro. La Pace è azione.»
VIDEO — Messaggio del Segretario generale ONU per la Giornata internazionale della Pace 2026
Guarda il video di António Guterres
Per noi questa è esattamente la questione: se la Pace è lavoro, azione e investimento, dove sono le strutture permanenti incaricate di svolgere quel lavoro prima che le crisi diventino guerre?
LA GUERRA SI È EVOLUTA. LA PACE NO.
La guerra contemporanea non è più soltanto militare. È energetica, monetaria, tecnologica, mineraria, psicologica, linguistica, informativa, cognitiva, spaziale.
E ormai perfino cislunare.
La U.S. Space Force dichiara oggi di doversi preparare a operare dalla bassa orbita terrestre fino allo spazio cislunare; il suo documento ufficiale Future Operating Environment 2040 prevede capacità con effetti «da reversibili a distruttivi» dalla LEO allo spazio Terra-Luna e, tra le tecnologie considerate, compare esplicitamente la voce «Lunar-Based Weapons», armi basate sulla Luna. Space Force
Allora la domanda diventa inevitabile.
La guerra è militare. Dov’è la Pace militare?
La guerra è energetica. Dov’è la Pace energetica?
La guerra è monetaria. Dov’è la Pace monetaria?
La guerra è cognitiva. Dov’è la Pace cognitiva?
La guerra è tecnologica. Dov’è la Pace tecnologica?
La guerra è mineraria. Dov’è la Pace mineraria?
La guerra è spaziale. Dov’è la Pace spaziale?
La guerra diventa cislunare. Dov’è la Pace cislunare?
SE LE GUERRE SONO DIVENTATE MOLTE, ANCHE LA PACE DEVE DIVENTARE PACI.
È questo il significato di PACE+ — PACI PREVENTIVE E PERMANENTI: non aspettare che la guerra sia scoppiata per tentare di fermarla, ma organizzare in permanenza strumenti e competenze capaci di prevenirne le condizioni.
PERCHÉ ORA
L’urgenza non è teorica.
L’11 e 12 settembre, a Kiev, la Yalta European Strategy ha tenuto il suo incontro annuale sotto un titolo esplicito: «La pace attraverso la forza, ORA!» (Peace Through Strength NOW!). In quel contesto il ministro degli Esteri polacco Sikorski ha sostenuto che, in caso di attacco russo, se la NATO abbandonasse ogni moderazione potrebbe sconfiggere rapidamente la Russia.
Il consigliere presidenziale russo Patrushev ha risposto che, se la Polonia partecipasse ad azioni militari contro la Russia, Mosca impiegherebbe «l’intero arsenale di forze e mezzi a sua disposizione» e lo Stato polacco cesserebbe di esistere in due o tre giorni.
Il 19 settembre, alla riunione del Comitato militare NATO a Copenaghen, il presidente del Comitato, ammiraglio Cavo Dragone ha ribadito la prontezza dell’Alleanza: «L’Alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati e le armi sono pronti»
Per noi il punto non è stabilire chi vincerebbe una guerra. È impedire che si arrivi a doverlo scoprire.
LO STATO È PRONTO A PREVENIRE LA GUERRA? NO, ANZI…
E TU SEI PRONTO A CHIEDERGLIELO?
L’ECONOMIA HA UN MINISTRO. L’INTERNO HA UN MINISTRO. LA DIFESA HA UN MINISTRO. LA PACE NO.
Da 78 anni l’Articolo 11 è nella Costituzione.
Ora va incarnato nello Stato.
PACE+ rilancia quindi la richiesta già formalmente trasmessa il 21 luglio 2026 al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Repubblica.
- Al Presidente del Consiglio dei Ministri si chiede di proporre tempestivamente la nomina di un «Ministro Articolo 11», Ministro senza portafoglio presso la Presidenza del Consiglio incaricato dell’attuazione permanente dell’Articolo 11 della Costituzione, con una struttura essenziale e funzioni di indirizzo, impulso, coordinamento, verifica e raccordo delle competenze già esistenti: prevenzione dei conflitti, diplomazia, mediazione, cooperazione e costruzione delle PACI preventive e permanenti.
- Al Presidente della Repubblica, nella sua qualità di Presidente del Consiglio Supremo di Difesa, si chiede di porre stabilmente la prevenzione dei conflitti e l’attuazione preventiva dell’Articolo 11 tra i temi del Consiglio, valutando anche la presentazione della proposta PACE+ — Ministro Articolo 11 in tale sede.
Non chiediamo un nuovo apparato burocratico dello Stato. Chiediamo una funzione permanente dello Stato che prepari e persegua la Pace prima, durante e dopo i conflitti.
Prima di chiedere alle donne e agli uomini della Difesa di combattere e rischiare la vita, la Repubblica deve poter dimostrare di avere organizzato permanentemente tutto ciò che è possibile fare per evitare che quel momento arrivi.
11 FIRME PER INCARNARE NELLO STATO L’ARTICOLO 11
Da oggi la petizione può essere sottoscritta online oppure raccolta anche su carta.
PACE+ mette a disposizione un modulo da 11 firme per facciata, pensato per essere stampato e utilizzato tra amici, conoscenti, colleghi, associazioni, esercizi, incontri e luoghi pubblici.
Raccogli 11 o 11 mila firme. Falle raccogliere. Costruiamo le PACI preventive e permanenti.
FIRMA PER INCARNARE NELLO STATO L’ARTICOLO 11
RACCOGLI LE FIRME — scarica moduli e istruzioni
La raccolta online e quella cartacea confluiscono nella medesima raccolta firme.
DAL PACIFISMO ALLA PREVENZIONE ORGANIZZATA
Benedetto Croce aveva scritto che «la guerra è la guerra, e non ubbidisce ad altro principio che al suo proprio», aggiungendo che persino le ideologie più nobili possono diventare mezzi della guerra.
Marco Pannella chiamava invece «alle armi della nonviolenza, del diritto e della libertà».
PACE+ raccoglie quel filo: anche la Pace deve avere le proprie “armi”, che sono prevenzione, diritto, diplomazia, mediazione, cooperazione, conoscenza, autonomia energetica, monetaria, cognitiva e tecnologica, strutture permanenti e capacità di intervenire prima.
Per questo abbiamo coniato la parola PACIfondaio
Il PACIfondaio non aspetta le guerre:
ne previene le condizioni.
SI NON VIS BELLUM, PARA PACEM.
Se non vogliamo la guerra, dobbiamo preparare la Pace.















