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Giorgio Pagano:«Presidente Fini, allora dobbiamo fare di più per l’unità linguistica del Paese».

Dichiarazione di Giorgio Pagano 

Ieri il Presidente della Camera Gianfranco Fini al Convegno “Patriottismo repubblicano e unità nazionale” ha detto che “pur sfilacciandosi la coesione, l’unità nazionale non è a rischio grazie all’unità linguistica del Paese”. 
Questo è senz’altro vero ma l’interrogativo è: per quanto tempo ancora?
L’unità linguistica è sempre più messa a repentaglio da politiche che impongono un’anglificazione della comunicazione a tappe forzate, sostenendo apertamente l’obbligatorietà dell’inglese come prima lingua straniera nelle scuole, introducendo gradualmente insegnamenti in inglese di altre materie nei licei e sostenendo le università che anglificano i percorsi di studio. Sempre di più si avrà una crescita del divario sociale fra, da un lato le ricche élites anglofonizzanti e anglificate, che usano la lingua nazionale solo nei rapporti familiari alla stregua di un dialetto e, dall’altra parte, coloro per cui invece l’italiano resta il principale strumento di interazione sociale. 
Il fatto che non ci sia ancora una seria legge che affermi la centralità della lingua italiana nel mondo della scuola, dell’Università e della ricerca, della comunicazione, della salute e del lavoro provoca inevitabilmente una sempre maggiore marginalizzazione dell’italiano anche nelle istituzioni internazionali, a cominciare da quelle europee, e negli scambi commerciali. Col rischio di perdita anche di quote di mercato per i nostri prodotti. 
Il fatto che non si sia mai aperto un dibattito su quale sia la migliore politica linguistica per salvaguardare la varietà linguistica continentale e non ostacolare l’efficiente sviluppo dell’UE e la libera concorrenza tra cittadini offrendo, come accade oggi, un ingente beneficio economico al Regno Unito e ai madrelingua inglese. 
Questi fattori, tutti, indicano chiaramente che tale situazione non sia destinata a perdurare e che, pertanto, venendo meno l’importanza della difesa e valorizzazione della lingua italiana anche l’unità del Paese sarà sempre più a rischio.
Lo stato ha il compito costituzionale di rimuovere gli ostacoli alla mobilità sociale dei cittadini. Questo si traduce anzitutto nell’abbattimento della barriere linguistiche che invece si stanno erigendo tramite l’imposizione dell’inglesorum.

Roma 22 giugno 2010

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