Firmato il protocollo sul test per la lingua italiana

Cinque giorni, 5

Firmato il protocollo sul test per la lingua italiana

I soggiornanti di lungo periodo dovranno sostenere l`esame, che si svolgerà presso i Centri Territoriali Permanenti, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno Ce

L`accordo definisce anche gli obblighi delle parti di garantire parità dei criteri e modalità di svolgimento della prova

È stato sottoscritto ieri mattina, presso la Prefettura di Roma, un protocollo di intesa, tra i prefetti delle province del Lazio ed il direttore dell`Ufficio Scolastico Regionale, per favorire l`apprendimento della lingua italiana da parte degli stranieri. L`accordo, ai sensi della legge n. 94/2009 e del decreto del ministro dell`Interno 4 giugno 2010, è finalizzato all’individuazione delle istituzioni scolastiche, sedi dei Centri Territoriali Permanenti (Ctp), presso le quali sarà svolto il test di conoscenza della lingua italiana che i soggiornanti di
lungo periodo dovranno sostenere ai fini del rilascio del permesso di soggiorno Ce e definisce inoltre gli obblighi delle parti per garantire parità dei criteri e modalità di svolgimento della prova. «Non c`è dubbio che questo è un primo passo verso l`integrazione», afferma il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. «La conoscenza della lingua italiana è basilare per un cittadino straniero che voglia integrarsi nel nostro Paese. Attraverso questo protocollo – prosegue – abbiamo individuato molto velocemente gli istituti che possano verificare la conoscenza della lingua italiana. Faremo in modo che gli esami si svolgeranno nel più breve tempo possibile». La prova, spiega il direttore dell`Ufficio Scolastico Regionale Maria Maddalena Novelli, consisterà in una verifica della conoscenza della lingua italiana ad un livello elementare, «il minimo per permettere la comunicazione nel paese che li ospita». Il test prevede una verifica sia a livello informatico che a livello orale. Saranno comunque le commissioni istituite a decidere il tutto, seguendo anche il vademecum di riferimento.

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2 commenti

  • Permesso di soggiorno: test di italiano per 170 stranieri
    L’esame è il nuovo requisito richiesto per ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo

    Firenze, 11 gennaio 2011 – 170 stranieri in tutta la provincia di Firenze sosterranno, lunedì 17 gennaio, le prove di conoscenza di lingua italiana necessarie per poter richiedere il permesso di soggiorno di lungo periodo in Italia.

    L’esame rappresenta il nuovo requisito richiesto per ottenere il permesso di soggiorno e, come spiega la Prefettura in una nota, è riservato ai cittadini non comunitari, in Italia da almeno cinque anni con un regolare permesso, e ai loro familiari.

    I test, che si terranno in una scuola di Firenze e in una di Borgo San Lorenzo, consisteranno in una prova di ascolto, di lettura e di scrittura. L’obiettivo è attestare una conoscenza base della lingua, definita di livello ‘A2’ secondo gli standard europei, tale da permettere allo straniero di destreggiarsi nell’ambiente che lo circonda e nel mondo scolastico e lavorativo, comprendendo e scrivendo espressioni e parole di uso frequente. I risultati saranno consultabili su internet.

  • Repubblica.it

    IMMIGRAZIONE
    Stranieri tra i banchi di scuola
    esame d’italiano per il permesso

    Protocollo d’intesa tra le varie prefetture delle Province del Lazio e l’ufficio scolastico regionale. Saranno 38 i centri del Lazio, individuati all’interno di scuole, dove gli extracomunitari potranno svolgere il test che è tra i requisiti richiesti per ottenere il visto a lungo periodo
    di VIOLA GIANNOLI
    Test di italiano per stranieri a caccia del permesso di soggiorno di lungo periodo in 38 scuole del Lazio. Grazie a un protocollo firmato stamattina a Palazzo Valentini dai prefetti delle 5 province laziali e dal direttore dell’ufficio scolastico regionale, sono stati individuati gli istituti in cui gli immigrati potranno recarsi per affrontare la verifica della lingua italiana. Un’intesa basata sul decreto interministeriale del 4 giugno 2010 firmato dai ministri per l’Istruzione e gli Interni, Maria Stella Gelmini e Roberto Maroni che prevede, tra i parametri richiesti per uscire dalla clandestinità, anche un esame di italiano. Un test, come hanno spiegato il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e la dirigente Usr Maria Maddalena Novelli, che "sarà ad un livello elementare, ovvero quello che può permettere la comunicazione nel paese che li ospita".

    Dei 38 centri individuati, 12 si trovano a Roma e 14 nella sua provincia. Nel frusinate saranno 5, a Latina e provincia 4. Uno nel reatino e 2 a Viterbo e provincia.

    In particolare le scuole della Capitale che ospiteranno i test sono l’istituto comprensivo Daniele Manin all’Esquilino, l’istituto comprensivo di via Tiburtina Antica, quello in via Perazzi, il Lombardo Radice in via Cortina, la scuola in via Tor dè Schiavi, quella in via Rugantino, l’istituto comprensivo Matteo Ricci, il Giuseppe Parini, il Maria Capozzi, il circolo didattico Pietro Maffi, il Cagliero e l’Antonio Gramsci.

    Le spese dei test di italiano saranno a carico della prefettura: ogni scuola riceverà entro 30 giorni dallo svolgimento della prova 1096,56 euro come rimborso spese per l’organizzazione delle verifiche. Mentre per ora non sono previsti corsi di italiano ad hoc per la preparazione all’esame i cui quiz saranno stilati da enti di certificazione e potranno avere solamente due risultati: "superato" o "non superato".

    Il passaggio della prova sarà valido solo ai fini del permesso di soggiorno: in altre parole, agli stranieri non sarà rilasciata alcuna attestazione di competenza linguistica. E anche i minori, dai 16 ai 18 anni, dovranno sostenere il test, mentre saranno esonerati gli immigrati già in possesso di diploma o di altra certificazione simile del tipo A2 secondo i parametri europei.

    Ma come si fa ad iscriversi al test? Nel momento in cui si richiede il permesso di soggiorno l’iscrizione è automatica. Poi gli immigrati avranno sessanta giorni di tempo per sostenere l’esame. Toccherà alla prefettura inoltrare tutti i dati alle scuole, divise per municipio, per agevolare le operazioni organizzative. Le prove saranno distribuite durante l’anno con un calendario concordato dai prefetti e dagli istituti che prevederà comunque più sessioni per rispondere alle necessità degli stranieri.

    Inoltre, la dirigente dell’Usr ha annunciato che "presto nei Centri territoriali permanenti (Ctp) saranno organizzati dei corsi di orientamento civico perché oltre la lingua è importante conoscere il diritto e le leggi dei Paesi ospitanti".

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