Firenze, il Teatro della Toscana taglia le spese: Stefano Accorsi al capolinea, la scuola di Pierfrancesco Favino in bilico
Difficile il rinnovo per il direttore artistico della Pergola. E anche Favino rischia. Il direttore della Fondazione del Teatro, Giorgetti: «L’importo di queste consulenze dovrebbe essere ridotto»
È ormai quasi certa l’uscita di scena dell’attore Stefano Accorsi come direttore artistico del Teatro della Pergola. Resta in bilico la presenza di Piefrancesco Favino alla guida della scuola di alta formazione per attori che fa capo alla Pergola. «Stiamo rivedendo la consulenza di Stefano Accorsi che finisce il 31 dicembre. È chiaro che l’importo delle consulenze artistiche sarà molto ridotto», ha detto Marco Giorgetti, direttore della Fondazione Teatro della Toscana, alla Commissione Controllo di Palazzo Vecchio.
L’attore e regista Stefano Accorsi fu nominato nel 2020 direttore artistico del Teatro della Pergola per il triennio 2021-2023. Da novembre del 2016 invece, Pierfrancesco Favino è il direttore della Scuola di formazione del mestiere dell’attore, in via de’ Serragli a Firenze. La scuola fu salutata come il nuovo fiore all’occhiello del Teatro della Toscana.
«La situazione è sotto controllo – dice ancora Giorgetti – Ho sempre pagato gli stipendi, ho chiuso in pari tutti i bilanci e i debiti riportati sono con le banche per i contributi che non arrivano. La chiusura del 2023 è coperta dal fondo di riserva. Il problema è il 2024. Sto lavorando a un piano di rientro, economie e minori attività che presenterò al Cda il 7 novembre in modo da consentire ai soci un’adeguata riflessione per arrivare all’obiettivo dell’approvazione al 30 novembre».«Tra gli obblighi ministeriali di un teatro nazionale c’è avere una scuola. Quella di Favino — ha aggiunto Giorgetti — costa 600 mila euro l’anno, più 200 mila euro di costi di struttura e affitto, mentre le altre scuole di teatro nazionali non costano meno di un milione di euro. La differenza è che le altre sono finanziate a parte, la nostra invece è dentro il bilancio».
A proposito di numeri, Giorgetti ha ribadito che «gli altri teatri nazionali lavorano con 9,5 milioni di contributi minimi annui e con un personale che si avvicina alle 100 unità tra strutturali e stagionali, rispetto ai 50 nostri. Stiamo parlando — ha sottolineato — di un teatro che muove 170 mila spettatori l’anno e che ha uno stato di salute ottimo dal punto di vista del confronto con gli altri teatri: non mi sembra si possa parlare di esigenza di risanamento».
Anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, rispondendo in aula ad un’interrogazione presentata dalla Lega ha rassicurato: «Non è in vista nessun pericolo di cassa integrazione per i dipendenti della Fondazione Teatro della Toscana». «La Regione non può intervenire con ulteriori fondi per finanziare attività già programmate con consistenti contributi (2 milioni). Per quest’anno la Pergola non ha problemi: c’è un fondo di garanzia di circa 2,5 milioni che può coprire il disavanzo di un 1 milione e mezzo. Serve un piano di risanamento per ridurre i costi strutturali», ha concluso Giani.
La precisazione di Marco Giorgetti
«Con riferimento agli articoli di stampa locale usciti oggi, che riportano alcuni estratti parziali dell’audizione del sottoscritto presso la Commissione Controllo Enti Partecipati del Comune di Firenze, decontestualizzati dalla complessità di una ampia e articolata audizione durata oltre un’ora e mezzo, è indispensabile precisare quanto segue: non è in atto alcuna revisione della attuale consulenza del Direttore Artistico Stefano Accorsi. Il suo contratto, in scadenza naturale al 31.12.2023, potrà essere rinnovato dal Consiglio di Amministrazione come ho intenzione di proporre all’interno del piano che sto preparando, pur tenendo conto della diversa disponibilità economica per le consulenze come da indicazione dell’assemblea dei soci.
Ci tengo, comunque, a sottolineare che Accorsi, quando gli è stata offerta la Direzione Artistica della Fondazione Teatro della Toscana, ha accettato la cifra che gli è stata proposta senza nessuna trattativa e che era la stessa cifra in bilancio destinata ai suoi predecessori. Inoltre, Accorsi ha iniziato a lavorare con lo staff del teatro un anno prima dell’inizio del suo mandato.
Il mio auspicio è che Accorsi accetti di continuare lo straordinario percorso fatto in questi anni, che ha portato la Fondazione Teatro della Toscana ai vertici della classifica ministeriale dei teatri nazionali e allo sviluppo di rapporti internazionali in particolare con Parigi, il Museo del Louvre e il Théâtre de la ville. Ribadisco che il contratto di Accorsi non è ‘sotto esame’ e che il suo lavoro ha sempre costituito un valore aggiunto per la Fondazione sia in termini di attività che di qualità artistica.
Come ampiamente esposto alla Commissione, l’analisi e l’esame in corso per il 2024 riguarda in generale ogni aspetto della vita della Fondazione. È altra cosa mettere l’accento sul solo aspetto delle consulenze artistiche che non sono “da rivedere” nel senso e nelle modalità che traspaiono dalla lettura degli articoli usciti oggi».
Caterina Ruggi d’Aragona | corrierefiorentino.it | 25,10.2023



















