Fini: Nelle moschee si preghi in italiano

Fini: “Nelle moschee si preghi in italiano
per evitare istigazioni all'odio”
“E' giusto che un momento, che dev'essere solo religioso, rimanga tale”


Gianfranco Fini
ROMA – La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. Più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive. E' con questa proposta che il presidente della camera, Gianfranco Fini, riaprire il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici nel nostro Paese.

Fini parla da Abu Dhabi, dove si trova nell'ambito di una visita negli Emirati Arabi. E si dice d'accordo con il principe bin Zayed il quale, spiega il presidente della Camera, “è fermamente convinto della necessità, in Italia come negli altri Paesi, di una predicazione del Corano nella lingua del paese che ospita il musulmano. E ciò perché, come avviene negli Emirati, non ci sia alcun tipo di predicazione e istigazione all'odio durante un momento che deve essere soltanto religioso”.

Questa notazione, sottolinea il presidente della Camera, “va tenuta presente soprattutto in Italia, vista la superficialità con cui qualche volta da noi si affrontano questioni così complesse”. Negli Emirati Arabi Uniti esiste un'autorità dello Stato che verifica che le orazioni pronunciate nelle moschee non contengano istigazioni all'odio.

(18 gennaio 2009) la Repubblica

[addsig]

4 commenti

  • Fini: “Nelle moschee si preghi in italiano
    per evitare istigazioni all'odio”
    “E' giusto che un momento, che dev'essere solo religioso, rimanga tale”

    Gianfranco Fini
    ROMA – La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. Più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive. E' con questa proposta che il presidente della camera, Gianfranco Fini, riaprire il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici nel nostro Paese.

    Fini parla da Abu Dhabi, dove si trova nell'ambito di una visita negli Emirati Arabi. E si dice d'accordo con il principe bin Zayed il quale, spiega il presidente della Camera, “è fermamente convinto della necessità, in Italia come negli altri Paesi, di una predicazione del Corano nella lingua del paese che ospita il musulmano. E ciò perché, come avviene negli Emirati, non ci sia alcun tipo di predicazione e istigazione all'odio durante un momento che deve essere soltanto religioso”.

    Questa notazione, sottolinea il presidente della Camera, “va tenuta presente soprattutto in Italia, vista la superficialità con cui qualche volta da noi si affrontano questioni così complesse”. Negli Emirati Arabi Uniti esiste un'autorità dello Stato che verifica che le orazioni pronunciate nelle moschee non contengano istigazioni all'odio.

    (18 gennaio 2009) la Repubblica

    [addsig]

  • Fini: “Nelle moschee si preghi in italiano
    per evitare istigazioni all'odio”
    “E' giusto che un momento, che dev'essere solo religioso, rimanga tale”

    Gianfranco Fini
    ROMA – La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. Più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive. E' con questa proposta che il presidente della camera, Gianfranco Fini, riaprire il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici nel nostro Paese.

    Fini parla da Abu Dhabi, dove si trova nell'ambito di una visita negli Emirati Arabi. E si dice d'accordo con il principe bin Zayed il quale, spiega il presidente della Camera, “è fermamente convinto della necessità, in Italia come negli altri Paesi, di una predicazione del Corano nella lingua del paese che ospita il musulmano. E ciò perché, come avviene negli Emirati, non ci sia alcun tipo di predicazione e istigazione all'odio durante un momento che deve essere soltanto religioso”.

    Questa notazione, sottolinea il presidente della Camera, “va tenuta presente soprattutto in Italia, vista la superficialità con cui qualche volta da noi si affrontano questioni così complesse”. Negli Emirati Arabi Uniti esiste un'autorità dello Stato che verifica che le orazioni pronunciate nelle moschee non contengano istigazioni all'odio.

    (18 gennaio 2009) la Repubblica

    [addsig]

  • Fini: “Nelle moschee si preghi in italiano
    per evitare istigazioni all'odio”
    “E' giusto che un momento, che dev'essere solo religioso, rimanga tale”

    Gianfranco Fini
    ROMA – La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. Più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive. E' con questa proposta che il presidente della camera, Gianfranco Fini, riaprire il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici nel nostro Paese.

    Fini parla da Abu Dhabi, dove si trova nell'ambito di una visita negli Emirati Arabi. E si dice d'accordo con il principe bin Zayed il quale, spiega il presidente della Camera, “è fermamente convinto della necessità, in Italia come negli altri Paesi, di una predicazione del Corano nella lingua del paese che ospita il musulmano. E ciò perché, come avviene negli Emirati, non ci sia alcun tipo di predicazione e istigazione all'odio durante un momento che deve essere soltanto religioso”.

    Questa notazione, sottolinea il presidente della Camera, “va tenuta presente soprattutto in Italia, vista la superficialità con cui qualche volta da noi si affrontano questioni così complesse”. Negli Emirati Arabi Uniti esiste un'autorità dello Stato che verifica che le orazioni pronunciate nelle moschee non contengano istigazioni all'odio.

    (18 gennaio 2009) la Repubblica

    [addsig]

  • Fini: “Nelle moschee si preghi in italiano
    per evitare istigazioni all'odio”
    “E' giusto che un momento, che dev'essere solo religioso, rimanga tale”

    Gianfranco Fini
    ROMA – La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. Più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive. E' con questa proposta che il presidente della camera, Gianfranco Fini, riaprire il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici nel nostro Paese.

    Fini parla da Abu Dhabi, dove si trova nell'ambito di una visita negli Emirati Arabi. E si dice d'accordo con il principe bin Zayed il quale, spiega il presidente della Camera, “è fermamente convinto della necessità, in Italia come negli altri Paesi, di una predicazione del Corano nella lingua del paese che ospita il musulmano. E ciò perché, come avviene negli Emirati, non ci sia alcun tipo di predicazione e istigazione all'odio durante un momento che deve essere soltanto religioso”.

    Questa notazione, sottolinea il presidente della Camera, “va tenuta presente soprattutto in Italia, vista la superficialità con cui qualche volta da noi si affrontano questioni così complesse”. Negli Emirati Arabi Uniti esiste un'autorità dello Stato che verifica che le orazioni pronunciate nelle moschee non contengano istigazioni all'odio.

    (18 gennaio 2009) la Repubblica

    [addsig]

Lascia un commento

0:00
0:00