Festival del Cinema di Venezia, Pontecorvo dai Radicali all’incontro «1 lingua per l’Europa +lingue per il Cinema»

Fausto Ferzetti in piedi e, alla sua destra, il regista Gillo Pontecorvo. Foto di Giorgio Pagano

Pontecorvo ha accolto l’invito dei Radicali che si sono presentati al Festival di Venezia per sensibilizzare il mondo del cinema alla costruzione di un cinema europeo transnazionale: il consueto incontro sulla terrazza del Casinò è stato dedicato ieri sera al tema “Una lingua per l’europa molte lingue per il cinema”.

Malgrado i Programmi comunitari, M.E.D.I.A. etc, – ha esordito Fausto Ferzetti dell’agenzia cineteatrale NCE – non si può che constatare un continuo e sempre più saldo predominio del cinema anglofono, americano in testa. Ma oltre che chiedere e prendere, le forze cinematografiche devono dare un contributo specifico alla creazione dell’Unione europea. In tal senso il mondo del cinema deve denunciare l’impossibilità – valida anche per altri settori culturali – di fronteggiare oggi l’espansione del cinema americano.
Il mondo americano ha invaso i confini degli altri paesi non attraverso “movimenti di truppe” ma attraverso l’incredibile espansione oltre confine della loro lingua. Non si tratta di far parlare l’esperanto a tutto il cinema europeo ma, certo, l’esperanto è l’unica, seria arma di difesa delle linguee culture europee. Come, peraltro, ha più volte scritto Umberto Eco.
Pontecorvo, pur essendo d’accordo in linea di massima con un cammino di questo genere, ha sottolineato come oggi ci sia una emergenza cinema europeo. La cui sopravvivenza stessa è in pericolo.
Affrontare questa emergenza vuol dire costruire subito una grande distribuzione europea. Intanto, per quanto riguarda le tante lingue bisogna che tutti i paesi europei si convertano al doppiaggio e lo potenzino al massimo.
Giorgio Pagano – del Partito Radicale – ha evidenziato come non si possa continuare ad attendere lo stato avanzato della malattia per intervenire, è necessario prevenire.
Negli Stati Uniti le cattedre di futurologia, pressoché inesistenti in Italia, hanno un ruolo ben preciso in questo.
Il Partito radicale, in Italia prima e transnazionalmente poi, ha svolto sempre un ruolo di “assicurazione” di una vita sempre più libera e democratica ma le sue ragioni sono state sempre riconosciute con 10-20 anni di ritardo.
Ora all’impegno radicale per una lingua federale europea, come l’esperanto, speriamo non tocchi identica sorte: la stessa Unione europea rischia di non esserci più tra venti anni!

Alla 51a Mostra  Internazionale d’Arte Cinematografica, tenutasi dall’1 al 12 settembre 1994,  l’ERA ha organizzato un Tavolo informativo “Progettiamo un Cinema europeo transnazionale” (nella foto sotto).

A sx Guido Gentile a destra Ester Cossaro. Foto di Giorgio Pagano

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