Festa del libro e delle rose. A Barcellona anche l’Era, partita da Roma su una nave di libri con la Biblioteca della Nonviolenza.

Pagano (Era): Una maratona culturale delle scuole italiane di ben 24 ore all’insegna dell’amore per la cultura!

Oggi a Barcellona, la capitale della Catalogna, alla “Festa del libro e delle rose” è presente anche l’Associazione Radicale Esperanto, partita da Roma a bordo di una nave di libri portando con sé i volumi della Biblioteca della Nonviolenza. Il giorno della celebrazione è quello dedicato a San Giorgio (Sant Jordi in catalano), che secondo la tradizione sconfisse il drago e dal cespuglio germogliato dal sangue del mostro colse una rosa da donare a Sabra, la principessa liberata. Nel 1926 un editore valenzano, Vicent Clavel i Andrés, ebbe l’idea di tracciare una linea comune tra l’anniversario della morte di Cervantes e la leggenda di San Giorgio, dando vita così alla “Festa del libro e delle rose”, nella quale gli uomini offrono alla loro amata una rosa ricevendo in cambio un libro anche se, negli ultimi tempi, alla rosa spesso anche gli uomini abbinano un libro per la loro donna. L’Unesco ha altresì adottato questa data come “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”.
«È sicuramente una delle manifestazioni più interessanti dal punto di vista culturale e non solo della Catalogna. Sono stupito dalla dimensione popolare di questa festa e dal fortunato connubio della cultura con l’amore o, meglio, l’amore per la cultura che modifica anche fisicamente l’aspetto della città, riempendo strade e vicoli di rose e di libri», commenta da Barcellona Giorgio Pagano, Segretario dell’Era.

«È stata per me emblematica anche la visita alla Casa degli italiani di Barcellona – aggiunge Pagano – non solo perché è una fra le più antiche in assoluto nel mondo, 1865 l’anno di costituzione, la cosa straordinaria è che a Barcellona le scuole italiane sono anche preferite da catalani e addirittura da stranieri: il Preside Cabria mi ha parlato di olandesi che vedono nel loro sistema di apprendimento scolastico non un sistema a test, dilagante ormai anche in Italia, ma soprattutto un sistema attento al ragionamento, alla condizione della cultura e, da questo punto di vista, a rendere sempre più critico e, in questo senso, anche libero l’essere umano. Straordinario il contributo della scuola italiana alla Festa del libro e delle rose, quella che noi Radicali conosciamo politicamente come Maratona oratoria, qui è divenuta Maratona culturale. Ventiquattro ore all’insegna della passione per il sapere, per la storia dei millenni di cultura che gli italiani unici nel mondo, rappresentano. Ventiquattro ore in cui i bimbi delle elementari come i ragazzi del liceo si avvicendono leggendo grandi classici come l’Odissea. Come i martiri cristiani sotto il paganesimo, questi italiani resistono al martirio dell’anglofonia, lottano contro il genocidio culturale culturale perpetrato da ministri dell’istruzione traditori e in adorazione del Vitello d’oro angloamericano».

«Sarebbe bello lanciare con l’Unesco ogni 23 aprile in ogni Paese una giornata mondiale del libro al fine di promuovere la democrazia e la giustizia linguistica anche là dove al momento appaiono prese in scarsa considerazione, come da noi in Italia. Potrebbe essere l’occasione non solo per il mutuo scambio di libri nelle lingue locali ma, ovunque, di libri in esperanto, non solo la 140esima lingua letteraria al mondo, ma anche la lingua della nonviolenza e delle pari opportunità e dignità degli esseri umani. Insomma un libro per la l’umanità nella lingua dell’umanità!», conclude il Segretario dell’Era.

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