Far rispettare l’italiano anche al Mediatore europeo

Comunicati stampa in italiano, terza lingua UE nel post Brexit

Alla Responsabile del Mediatore europeo per i media
e i rapporti con i mezzi di comunicazione.

Gentile Honor Mahony,
dall’età di 19 anni sono un convinto fautore dell’unità europea (ho avuto anche il piacere della frequentazione di Altiero Spinelli, della sua famiglia e amici, così come di un altro importante europeista come Marco Pannella, per il quale ho scritto numerose interrogazioni e rapporti quando era parlamentare europeo) e, da moltissimi anni, ho una mia rubrica a Radio Radicale – storica radio politica italiana – nella quale affronto temi di politica, geopolitica ed europeismo [https://www.radioradicale.it/rubriche/1133/translimen].
Ora mi sono deciso a scrivervi perché continuo a vedere pubblicati comunicati stampa sempre e solo in inglese, o tedesco e francese ma, mai in italiano. Ciò non solo ci farebbe molto comodo (senza dover passare per la traduzione della nostra redazione) ma, soprattutto, perché ciò continuando a fare dopo l’uscita della Gran Bretagna, il Mediatore sta negando non solo i Trattati – che pongono il multilinguismo tra i pilastri dell’UE – ma, addirittura, una regola fondamentale della democrazia, di qualsiasi democrazia: quella dei numeri.
Oggi la terza lingua più parlata dell’Unione europea è l’italiano e non l’inglese.
Pur volendola considerare seconda lingua ufficiale d’irlandesi e maltesi, la lingua inglese ha persino meno parlanti dello slovacco ed è al 17esimo posto tra le lingue dei Paesi dell’UE.
Vorrei pertanto chiedervi formalmente, visto che usate il trilinguismo, di farlo nel rispetto del multilinguismo e, soprattutto, dei numeri. Numeri che vedono l’italiano come terza lingua dell’Unione europea.
Distinti saluti,
Giorgio Kadmo Pagano

  • GIORNALISTA 
  • SEGRETARIO dell’ERA, ONG dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e dell’ECOSOC dell’ONU

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