Economia: Facebook & Co americani violano dati riservati per il controllo del mercato europeo.

«Continua l’attentato ai diritti del cittadino ad opera delle multinazionali dell’informatica e delle reti sociali globali. In modo particolare sconcerta che Facebook abbia stretto una collaborazione con quattro colossi del data marketing, le società che a vari livelli tracciano le tendenze e gli acquisti dei consumatori (su scala ovviamente aggregata e non individuale, dicono loro…) sia online che, ecco la novità, offline» protesta il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Giorgio Pagano.

«Questa totale invasione dei dati riservati, attuata attraverso la triangolazione di dati online e offline, costituisce di fatto una forma gravissima di concorrenza sleale attuata dalle aziende coinvolte nell’operazione. E’ infatti chiaro come esse finiscano per formare un cartello che danneggia irreversibilmente le aziende che non accettano o non sono ammesse a farne parte, nonchè il diritto della persona ad agire liberamente come soggetto inserito in un libero mercato. Va infatti altresì precisato che in Europa la tutela dei dati personali rientra fra i diritti fondamentali della persona».

Ma c’è di più. Continua il dirigente radicale: «L’operazione che si sta cercando di far nascere negli Stati Uniti serve, come sempre, da rodaggio per essere poi applicata in Europa. E qui, nel nostro continente, basterà superare o arginare i codici e regolamenti europei tuttora vigenti, solo relativamente forti e radicati, per avere una vera e propria invasione di nuove aziende e prodotti da parte delle multinazionali statunitensi, che renderanno in poco tempo desueta e attempata la concorrenza europea in quanto potranno contare sul controllo totale che gli Stati Uniti hanno sull’informatica europea. Non è quindi un caso che Obama continui a premere per la creazione di un’area di libero scambio EU-USA: essa è il tassello mancante perchè si possa passare, insieme con il controllo dei dati personali degli utenti anche offline e non più solo online, anche alla conquista del commercio europeo tout court e non più solo dell’e-commerce. L’indipendenza europea è ormai questione sempre più di vita e benessere per gli eurocittadini».

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