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Europa: 2013 odissea nell’Ue, ricongiungere il cuore spezzato europeo con la metà russa e… lingua federale per tutti!

Il Consiglio Di Sicurezza Discute Su Come Raggiungere La Pace In Medio Oriente

«Ieri Ivan Krastev, a ragione, sul quotidiano Kultura di Sofia scriveva che i pilastri che reggevano l’Ue, come il benessere e la minaccia sovietica, sono crollati uno dopo l’altro e che oggi le nuove divisioni sono fra paesi del Nord e del Sud Europa. Ma sono ancor più d’accordo con Krastev quando tocca due punti centrali: la definizione di un popolo europeo e la necessità di abbandonare la chiusura nei confronti della Russia, che è non solo una potenza economica ma anche un paese dalla storia e dalla cultura strettamente intrecciati a quelli europei, come dimostra, ad esempio, l’influenza della letteratura e dell’arte russa a cavallo Ottocento e Novecento sulla nascita delle avanguardie europee». Questa l’opinione espressa da Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.
«L’Europa è ancora legata alla logica della guerra fredda, ormai finita da decenni, e si mantiene dipendente dagli Stati Uniti e restia nei confronti di un paese non solo più vicino geograficamente, ma soprattutto culturalmente, ricco di risorse anche naturali, a partire dall’energia.
Sono da tempo per l’entrata nell’Ue della Russia, il che permetterebbe una sua maggiore attenzione e rispetto dei diritti umani e, per quanto riguarda la lingua comune, la risposta Radicale è nota: la lingua federale, l’Esperanto. Eviterebbe che alcuni paesi e caste si arricchiscano, per lingua, a spese di altri come avviene oggi con l’inglese e, in più, ci sentiremmo tutti uniti nella varietà», conclude Pagano.

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