Europa: che fare?

Europa: che fare?

Intervista a Monica Frassoni , co-Presidente del gruppo

dei Verdi/ALE al Parlamento europeo

Intervista a Monica Frassoni sul processo costituente europeo. Domande e risposte sul voto del Parlamento europeo sulla Costituzione europea, l’intergruppo federalista e il ruolo del movimento.

di Nicola Vallinoto

28 gennaio 2005

IL VOTO DEL PARLAMENTO EUROPEO

1) Mercoledì 12 gennaio il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la risoluzione in favore della Costituzione europea e con la quale se ne sostiene ”vivamente la ratifica” nei 25 paesi dell’Unione. In

totale 500 sì, 137 no e 40 astenuti. Voti contrari e astensioni hanno raccolto trasversalmente e per motivi opposti la posizione degli euroscettici e della sinistra europea.

Ma anche chi ha votato SI ha criticato il trattato. Tra questi ultimi il SI di Monica Frassoni, federalista della prima ora. Puoi spiegarci il significato del tuo voto?

Io ho approvato la risoluzione con un “sì critico e combattivo”. Un “sì” perché sono profondamente convinta che il Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa costituisca un passo importante sulla strada dell’integrazione politica europea. Per menzionare solo qualche esempio, la Costituzione proposta istituisce l’Unione quale comunità basata sui diritti fondamentali, fonda le politiche europee su un codice di valori comuni, definisce obiettivi chiari e vincolanti ed esprime l’impegno a favore del rispetto della sostenibilità in campo economico, sociale ed ambientale; include i diritti sociali tra i diritti umani classici, vincola le sue azioni esterne al rispetto del diritto internazionale, amplia il campo d’applicazione delle decisioni comunitarie, aumenta la capacità d’intervento, la trasparenza e la legittimità democratica dell’Unione e le possibilità di partecipazione dei cittadini.

Un sì “critico” perchè non sottovaluto le lacune di questa Costituzione. Varie aspettative dei cittadini europei non sono state soddisfatte. La Costituzione non costituisce un ordinamento sociale europeo, la democrazia

europea rimane incompleta, alcuni compiti fondamentali come per esempio la politica estera sono tuttora affidati alla cooperazione governativa e la futura revisione della Costituzione rimane all’unanimità.

Penso pertanto che la Costituzione proposta sia un indispensabile passo in avanti rispetto ai trattati in vigore ora e che il nostro compito da ora in poi debba consistere nel proporre modifiche alla Costituzione e non opporci ad essa. Reputo illusorio credere che un rifiuto possa fornire l’opportunità di redigere una nuova e migliore Costituzione, visto anche e soprattutto il contesto politico e istituzionale nel quale ci troviamo.

Ritengo quindi l’adozione della Costituzione come passo importante ma non definitivo. Il processo d’integrazione deve continuare e noi Verdi ci impegniamo fin da subito a portarlo avanti.

L’INTERGRUPPO FEDERALISTA

2) Al di là della valutazione sul trattato costituzionale europeo sia tra coloro che si sono espressi per il SI sia tra quelli che hanno votato NO è emerso un atteggiamento critico nei confronti della costituzione europea in quanto ha lasciato irrisolti alcuni nodi importanti. Ritieni possibile, alla luce delle varie posizioni espresse durante l’ultima sessione di Strasburgo, un’alleanza federalista trasversale al voto espresso dal Parlamento europeo sulla costituzione? E in quest’ottica, non credi che, l’intergruppo federalista nel Parlamento europeo, possa diventare il luogo dove sperimentare quest’alleanza per ripartire con una nuova iniziativa costituente che superi i limiti, evidenti, del trattato costituzionale ?

I Verdi sono stati gli unici ad essersi espressi per un chiaro SI alla

Costituzione senza pertanto negare le sue evidenti carenze. Abbiamo

presentato un paio di emendamenti alla relazione Mendez de Vigo/Corbett perchè pensiamo che la totale assenza di critica delle lacune e dei rischi di questo testo non ci aiuterà a convincere coloro che sanno che l’Unione non è ancora abbastanza unita e coesa. Questo approccio non è stato condiviso da una grande maggioranza della plenaria.

Vediamo dunque che anche al seno del Parlamento c’è da fare un lavoro di convinzione e di mobilitazione. In questo senso, l’intergruppo federalista nel Parlamento è stato e può ridiventare certamente un luogo per costruire delle alleanze in vista delle prossime riforme.

Devo aggiungere che è stato adottato un emendamento presentato dal gruppo

dei Verdi che fa riferimento al diritto di iniziativa del Parlamento. Nella Costituzione, per quanto concerne le future revisioni della Costituzione, anche il Parlamento europeo avrà la facoltà di presentare proposte. Votando questo emendamento il Parlamento dichiara la sua volontà di avvalersi del nuovo diritto di iniziativa che la Costituzione gli conferirà per presentare proposte volte a migliorarla. Il primo passo è stato fatto. Adesso si tratta di concretizzare.

IL RUOLO DEL MOVIMENTO

3) Il processo di integrazione politica dell’Europa non si è arrestato il 29 ottobre 2004 con la firma del trattato costituzionale. Si tratta di un ulteriore passo, speriamo, verso l’Europa federale sognata da Spinelli e Rossi nel Manifesto di Ventotene. Per superare gli ostacoli posti dai governi nazionali e dalle forze conservatrici all’obiettivo di un’Europa federalista, sociale, democratica e pacifista occorre una grande mobilitazione dal basso del popolo europeo. Di quei/lle cittadini/e europei/e che da Genova in poi sono scesi in piazza per rivendicare un’Europa, soggetto di pace, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Quali possono essere le iniziative dei cosidetti “movimenti costituenti”, e

del Parlamento europeo, per modificare la costituzione europea ?

Marcia per la Pace Perugia Assisi. Come già menzionato il processo d’integrazione europea non si può fermare qui. I Verdi intendono quindi promuovere la prima iniziativa dei cittadini europei, al fine di ottenere il loro sostegno per un “primo emendamento” alla Costituzione. Il fine di questo “primo emendamento” è di completare la democrazia in Europa, istituire un regime di pace europeo e istituire un regime sociale europeo.

Sono convinta che il prossimo passo di riforma si possa realizzare solo con una grande mobilitazione dal basso. Per questo, secondo l’Articolo 47 della futura Costituzione, vogliamo raccogliere almeno un milione di firme a livello europeo. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario il sostegno della società civile, delle ONG, degli intellettuali, insomma di tutte le forze pro-europee. Il Parlamento dovrebbe poi esercitare il proprio diritto d’iniziativa, immediatamente dopo la ratifica della Costituzione, per chiedere la convocazione di una nuova Convenzione e la ratifica di questo primo emendamento alla Costituzione.

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