Esteri: Gli svedesi invidiosi del Bel Paese? Una pubblicità che è un atto d’inciviltà.

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

«L’mmagine pubblicitaria di bambini svedesi che piangono perché non vogliono andare in Italia è l’ennesima offesa priva di fondamento nei confronti del Bel Paese». Questa l’opinione a caldo espressa da Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, riguardo la campagna pubblicitaria di un parco divertimenti diffusa in tutto il territorio scandinavo. «E’ assurdo pensare che la strategia pubblicitaria di una campagna possa strumentalizzare l’Italia come un simbolo negativo, un luogo da evitare. In questo senso, sono d’accordo con tutti gli operatori del turismo tricolore che hanno stigmatizzato l’episodio come atto di inciviltà. L’accaduto, tra l’altro, cozza con i dati del turismo svedese in Italia. Nel 2010, infatti, si è registrata una crescita delle visite scandinave del 12% rispetto all’anno precedente». «Tra l’altro – prosegue il Segretario dell’Era – il fatto di aver coinvolto, in questa campagna denigratoria, altri paesi europei, quali Spagna e Grecia, non giustifica gli ideatori della pubblicità. Svilire Paesi in evidente crisi, infatti, è un atteggiamento che altri paesi dell’Europa, magari al momento più floridi economicamente, dovrebbero assolutamente evitare. Lo spirito patriota europeo consiste anche in questo: aiutarsi vicendevolmente, senza cadere nella tentazione di denigrare una nazione a favore di un’altra. Lo spirito svedese in questione ricorda quello razzista da “sporco negro”… e allora come non rendere nuovamente grazie a quell’Andrè Rizzello che, viste le offese tedesche all’Italia, rinuncia alla cittadinanza tedesca.» conclude il Segretario dell’Era.

Lascia un commento

0:00
0:00