Esperanto/PE: proposta di risoluzione

Esperanto/PE: proposta di risoluzione

PROPOSTA DI RISOLUZIONE CONFORMEMENTE ALL’ARTICOLO 45 DEL REGOLAMENTO SULLA REVISIONE DEI TRATTATI E SULLA QUESTIONE DELLA COMUNICAZIONE NELLE ISTITUZIONI E TRA I CITTADINI DELL’UNIONE

Il Parlamento europeo

A. Rammentando che il Trattato di Maastricht e, nel 1995, il Consiglio europeo, hanno affermato l’importanza che riveste per l’Unione la sua diversità linguistica, elemento essenziale della dimensione e dell’identità europee cosi’ come del suo patrimonio culturale comune;

B. Rammentando che il problema delle lingue potrebbe a lungo termine mettere in pericolo la coesione politica dell’Unione;

C. Rammentando che l’articolo 27 della Convenzione sui Diritti Civili e Politici del 1976, e la Dichiarazione sui Diritti della Persona, recepita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 21 febbraio 1992, riconoscono ai membri delle minoranze linguistiche il diritto di utilizzare le loro lingue;

D. Considerando che i costi di traduzione ed interpretariato dei lavori del Parlamento europeo raggiungono il 33% del suo bilancio;

E. Considerando che le interruzioni dovute ad errori di traduzione sono sempre pi— frequenti nelle procedure di voto e in altri momenti di lavoro parlamentare;

F. Considerando che il prossimo allargamento dell’Unione Europea a Cipro, Malta, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria, porterà da 11 a 15 il numero delle lingue ufficiali, passando così dalle attuali 110 possibili combinazioni linguistiche a 210 (senza contare il maltese);

G. Considerando che con il successivo allargamento dell’Unione Europea a Slovenia, Estonia, Lettonia e Lituania, le lingue ufficiali passeranno da 15 a 19, mentre le combinazioni linguistiche diverranno 342;

H. Considerando che con l’allargamento ad altri Stati centro-orientali come Slovacchia, Romania, Bulgaria, Albania, Croazia, Serbia-Montenegro e Bosnia, le lingue ufficiali diverranno 25 mentre le combinazioni linguistiche saranno allora 600;

I. Considerando che con 25 lingue, corrispondenti o quasi al massimo di espansione linguistica, il servizio di traduzione e interpretariato dovrà lavorare con 6 diverse famiglie linguistiche;

J. Considerando che tali successivi allargamenti e il conseguente aumento di lingue influeranno ulteriormente non soltanto sul bilancio del Parlamento ma sul funzionamento stesso del sistema di traduzione e interpretariato com’è oggi concepito;

K. Considerando che attualmente già due lingue nazionali ufficiali, il gaelico e il lussemburghese, non sono oggetto di traduzione e interpretariato in seno alle istituzioni dell’Unione Europea;

L. Considerando che diverse lingue, come ad esempio il basco e il catalano, che godono di uno status ufficiale a livello regionale, non sono considerate come lingue ufficiali dell’Unione Europea, nonostante siano più parlate di alcune lingue ufficiali dell’Unione;

M. Considerando che all’interno degli attuali confini dell’Unione vivono altre comunità linguistiche come le comunità corsa, gallese, sarda, ladina, occitana, frisone, alsaziana, …;

N. Considereando inoltre che in seno all’Unione Europea esistono delle lingue parlate da consistenti minoranze transnazionali, come le lingue rom, sinti e yiddish;

O. Considerando che con 11 lingue ufficiali l’adozione di una lingua ponte nel sistema di traduzione e interpretariato ridurrebbe il numero di combinazioni linguistiche dalle attuali 110 a 24, mentre nello scenario di 25 lingue ufficiali le combinazioni passerebbero da 600 a 50;

P. Rammentando che attraverso un secolo di vita l’Esperanto si è dimostrato strumento semplice ed efficace che ha messo ogni cittadino nelle medesime condizioni di comunicazione;

Q. Rammentando che l’Esperanto è lingua non concorrenziale rispetto ad altre lingue dette etniche, ragion per cui essa salvaguarda la dignità e la vita di ciascuna delle lingue esistenti;

R. Rammentando che in tre diverse occasioni, nel 1954, nel 1985 e nel 1993, l’Unesco ha fatto rilevare ufficialmente l’importanza assunta dalla Lingua Internazionale detta Esperanto come strumento a favore della pace e del perseguimento dei propri obiettivi;

S. Rammentando che le qualità propedeutiche dell’Esperanto per il successivo apprendimento di altre lingue sono state riconosciute in numerosi studi e ricerche universitarie, cosi’ come dal Ministero della Pubblica Istruzione italiano (circolare nø 126 del 10 Aprile 1995);

Il Parlamento europeo

1. chiede alla Commissione di realizzare nell’insieme dei paesi dell’Unione una esperienza mirante ad accelerare l’apprendimento delle lingue straniere attraverso lo studio di una lingua pianificata come l’Esperanto;

2. chiede alla Commissione di realizzare uno studio sull’opportunità dell’introduzione dell’insegnamento di una lingua pianificata, quale l’Esperanto, come seconda lingua – o come terza lingua laddove la lingua regionale o minoritaria è insegnata come prima lingua e la lingua nazionale o ufficiale come seconda , in tutte le scuole primarie e secondarie dell’Unione Europea;
3. incarica il suo segretariato generale di realizzare uno studio sulla fattibilità e sulle incidenze economiche e finanziarie dell’introduzione di una lingua pianificata, quale l’Esperanto, come lingua ponte e lingua di riferimento giuridico nel sistema di traduzione e interpretariato, in particolare prevedendo l’impiego sperimentale dell’Esperanto come lingua ponte nell’interpretariato;

4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio, al Presidente della Commissione, ai presidenti dei parlamenti e ai ministri dell’educazione o dell’istruzione pubbliche degli Stati Membri.

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