Emigranti

…Una storia di successo, con qualche macchia, che è anche colpa nostra. Come i miei amici di Berlino, paradossalmente gli italiani di Germania hanno dato un’impronta più profonda dei turchi (che sono quattro volte di più), ma stentano ad accettare la loro situazione. Abbiamo scrittori turchi (in tedesco), un regista turco ha vinto l’anno scorso il festival di Berlino, “Solino” il film sulla storia della prima pizzeria italiana nella Ruhr fu scritto, diretto, interpretato dai turchi. E noi? I bambini italiani sono quelli che in percentuale maggiore finiscono nelle “Sonderschule”, le scuole per scolari con difficoltà di apprendimento. Il tedesco rimane una barriera, e la responsabilità è anche delle famiglie, dei genitori. Vengono con l’idea di fermarsi qualche anno, e magari restano tutta la vita. E non imparano il tedesco, né loro né i figli. Si trascorre la vita in una terra di nessuno, tra due lingue.

(Da “Gli italiani di Germania 50 anni di “Deutsche Vita” dalle baracche ai grattacieli” di Roberto Giardina, La Nazione, 20/12/2005).

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