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Economia, cultura: La Francia non si piega alla dipendenza materiale e culturale dagli angloamericani

«La Francia resiste alla colonizzazione linguistica inglese. Le truppe collaborazioniste con l’assediatore anglofono non hanno ancora avuto la meglio e la Resistenza francese alla colonizzazione inglese regge.
In primo luogo il governo francese ha dichiarato “naive” il progetto di libero scambio transatlantico EU-USA, esplicitando che tale espediente sarebbe molto lontano dal produrre la fuoriuscita del nostro continente dalla crisi e puntando il dito implicitamente sui pericoli derivanti da una penetrazione delle lobby americane nei punti nevralgici dell’economia produttiva comunitaria.
Ammirevole poi la reazione di massa che i francesi hanno avuto in relazione al progetto di legge della ministra socialista dell’Educazione superiore, Geneviève Fioraso, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 marzo scorso, che prevede di autorizzare l’uso delle lingue straniere, di fatto della lingua inglese, nelle università e nelle grandi scuole», commenta Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto che così conclude:
«I francesi non si sono fatti abbindolare e hanno subito bollato l’iniziativa come tentativo di instaurare una “sudditanza culturale”. Il provvedimento avrà quindi vita durissima da qui in poi. Un panorama ben diverso da quello italiano, dove la distruzione del nostro patrimonio culturale viene facilitata dal regime partitocratico e legittimata, salvo rare eccezioni, da intellettuali, conniventi e venduti, operazione in corso fin da prima del secondo dopoguerra, come ha dimostrato Giovanni Fasanella nel suo illuminante libro ‘Il golpe inglese’».

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