E LONDRA SCHEDA CHI VA IN GRAN BRETAGNA (La Repubblica)


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA -Tutti coloro che entrano ed escono dal Regno Unito saranno schedati da un nuovo centro di spionaggio del governo britannico. Nomi, indirizzi, numeri di telefono, prenotazioni aeree, itinerari di viaggio e dettagli delle carte di credito utilizzate per pagarlo, in 250 milioni di spostamenti l`anno da e per la Gran Bretagna finiranno in un gigantesco schedario segreto, e ci resteranno almeno dieci anni, come un`arma in più per combattere criminalità, terrorismo e immigrazione illegale. Lo ha rivelato ieri il Sunday Times, indicando che il nuovo centro di immagazzinamento e analisi di questa enorme mole di informazioni è già in funzione alla periferia di Manchester, dove attualmente registra i dati relativi ai movimenti di 70 milioni di passeggeri l`anno. Entro il 2010 il centro sarà in grado di coprire la totalità dei viaggi, sia compiuti dai sudditi di Sua Maestà per recarsi`all`estero, sia da cittadini stranieri per venire in Gran Bretagna. L`iniziativa, approvata con una delibera “top secret” dal ministro degli Interni Jacqui Smith, suscita tuttavia le preoccupazioni e le proteste di parlamentari dell`opposizione, di attivisti per la difesa dei diritti civili e, secondo il Sunday Times, anche di alcuni membri del governo laburista di Gordon Brown, che la considerano un passo significativo verso una società che controlla e sorveglia in modo ossessivo la popolazione. «Non possiamo permettere a nessun governo di trasformarci, sia pure con la giustificazione della lotta al terrorismo, nel Grande Fratello», afferma Chris Grayling, ministro degli Interni del governo ombra dei conservatori, alludendo al Big Brother che tutto vede e sa nel romanzo di George Orwell ” 1984″. Ribatte Lord Carlile, consigliere del governo per il terrorismo: «Gli itinerari di viaggio sono un importante strumento nella lotta al crimine e al terrore organizzato». La settimana scorsa una commissione della camera dei Lord ha affermato che la Gran Bretagna deve salvaguardare le
proprie tradizioni di difesa della democrazia e della privacy.


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