Draghi promette tassi bassi a lungo: “Prospettive prezzi sono peggiorate”

 

Il presidente della Bce è preoccupato dall’alta disoccupazione e dal peggioramento delle stime di medio termine sull’inflazione anche se il rischio deflazione pare lontano: Francoforte, però, potrebbe tagliare ancora il costo del denaro

 

MILANO – Le attese inflazionstiche di medio termine sono “fermamente ancorate” ma potrebbe verificarsi un periodo lungo di bassa inflazione. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, promettendo un politica monetaria accomodante “per tutto il tempo necessario” come dimostra la decisione di Francoforte di lasciare invariato allo 0,25% il costo del denaro spiegando che, anzi, “le prospettive di medio termine per l’inflazione sono peggiorate”. Il banchiere, però, allontana il rischio deflazione e mette in guardia dai facili entusiasmi: “Sarei molto cauto a parlare di fine crisi, restano ancora molti rischi”.

Per il numero uno dell’Eurotower il calo dell’inflazione nell’Eurozona allo 0,8% a novembre era “ampiamente atteso” anche perché a questo lungo periodo di prezzi bassi seguirà un “graduale movimento verso un’inflazione appena sotto il 2%”. Un livello che fornisce altre munizioni alle Bce per fronteggiare la crisi che ancora non molla la presa sul Vecchio continente. Anche per questo Draghi ha ribadito che la Bce è pronta a “ulteriori decisive misure” se saranno necessarie e tiene sotto stretto monitoraggio gli sviluppi sui mercati monetari. Di più: non solo la politica resterà accomodante “finché necessario”, ma i tassi resteranno “ai livelli attuali, se non più
bassi, per un periodo di tempo esteso”.

Di certo il presidente della Bce non entusiasta della reazione dell’economia europea con gli ultimi dati sul Pil e la produzione industriale dell’Eurozona che fanno presagire una “partenza debole” per il primo trimestre del 2014 con un ripresa nel corso dell’anno “a un ritmo lento”, grazie a un miglioramento della domanda interna sostenuto proprio dalla politica monetaria accomodante di Francoforte e da un graduale rafforzamento delle esportazioni. Draghi ha tuttavia sottolineato come i progressi dei mercati finanziari si stiano trasmettendo all’economia reale, così come i benefici del consolidamento fiscale. La Bce mette, però, in guardia i governi affinché il consolidamento non danneggi la crescita.

Draghi chiede quindi che si mettano in moto riforme strutturali capaci di stimolare crescita e occupazione visto che la disoccupazione nell’Eurozona “resta elevata” e “i necessari aggiustamenti di bilancio continueranno a pesare sull’attività economica”.

(09 gennaio 2014)

 

http://www.repubblica.it/economia/2014/01/09/news/draghi_bce_tassi_crisi-75492510/?ref=HREC1-25

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