Do you speak english? No e NON mi serve! Di Anna Bruno

Do you speak english? No e NON mi serve!
Di Anna Bruno, Inter.net, n.51
Sempre più il web si sta internazionalizzando. L’inglese non è più da tempo la lingua di internet.
Il futuro che ci aspetta è quello di una nuova torre di Babele?

Tra le "verità" che tutti conoscono vi è quella che su internet si parla inglese; non solo, questo idioma sarebbe la porta indispensabile per accedere a tutte le potenzialità del web. Osservando perciò con più attenzione la realtà si scopre che ci troviamo di fronte ad una mezza verità: sul web sono sempre di più le altre lingue e queste ben presto supereranno l’idioma di sua Maesta. Quando il web faceva i suoi primi timidi passi nel mondo informatico, ci stiamo riferendo solo a pochi anni fa, sembrava in effetti che l’inglese dovesse essere indiscutibilmente la lingua ufficiale. Per il popolo italiano e, chiaramente, per tutte le comunità non anglofone, non rimaneva che adeguarsi. Negli ultimi tempi pare invece che le cose non stiano proprio cosi. Secondo alcune previsioni, tempo due anni e mezzo e i siti in lingua inglese non rappresenteranno più la maggioranza della rete. La stima della società californiana "Com puter Economics" http://www.computereconomics.com addirittura prevede che, per il 2005, la lingua inglese sarà utilizzata nella rete solo dal 43% dei navigatori mondiali contro il 54% del 1999. Sempre secondo questo rapporto, nell’anno in corso, oltre 91 milioni di internauti utilizzano la lingua inglese (54%), mentre sono poco più di 79 milioni i non anglofoni (46%). Nel 2001, secondo le stesse previsioni, saranno poco oltre i 108 milioni gli anglofoni (51%) contro gli oltre 104 milioni di lingua non inglese (49%). Situazione del tutto diversa solo due anni dopo, nel 2003. Qui addirittura le previsioni sono oramai del tutto favorevoli agli idiomi non inglesi (54%) con quasi 144 milioni mentre la lingua britannica sul web verrebbe parlata da oltre 124 milioni di persone per un totale dei 46%. Nel 2005, infine, i navigatori anglofoni dovrebbero essere oltre 147 milioni (43%) mentre quelli che non parleranno la lingua di sua Maestà dovrebbero essere sui 198 milioni (57%). Le previsioni, dunque, fanno presagire che in futuro in rete ci sarà sempre più una mescolanza di lingue quasi a voler rievocare la famosa Torre di Babele. E’ovvio che tali pronostici hanno un valore molto relativo e potranno essere smentiti in futuro ma in ogni caso sono lo specchio di una tendenza che è oramai manifesta. Levoiuzione della rete, d’altronde, ci ha abituato alie forti impennate di alcuni servizi e agli insoddisfacenti risultati di altri, al di là di qualsiasi supposizione. Vediamo quali sono invece attualmente gli idiomi parlati sulla rete. Ci avvaliamo dello studio effettuato da "GIobal Reach", una società nata nel 1981 e che si occupa di marketing e di comunicazione sul web http://www.euromktg.com. Il suo rapporto è uno dei più completi presenti in rete. Secondo il resoconto di questa società la lingua inglese attualmente è parlata da oltre 107 milioni di utenti e rappresenta il 55,51% del totale. I navigatori non inglesi sono oltre 85 milioni per il 44,49% divisi tra un 30,98% di idiomi europei e un 13,51% di asiatici. In Italia, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Bocconi http://www.sda.unibocconi.it/oii si è passati dai 2.500.000 di utenti dello scorso anno ai 5.000.000 attuali su oltre 60.000.000 di persone. A questa cifra vanno aggiunti altri 700.000 utenti italiani sparsi in tutto il pianeta. ll totale pertanto è di 5.700.000 navigatori nella lingua di Dante che, rappresentano il 2,95 % del popolo informatico mondiale. La leadership della lingua più diffusa, oltre a quella inglese, va logicamente allo spagnolo. Un idioma, quest’ultimo, parlato da 332 milioni di persone disseminate fra le Americhe e la Spagna. Internet ospita 14.200.000 utenti che rappresentano il 7,35 % del totale mondiale divisi fra la Spagna, Venezuela, Argentina, Uruguay, Cile, Messico e una piccola parte degli Stati Uniti. Ma se lo spagnolo è cosi diffuso non da meno è la lingua tedesca che, escludendo la Germania, l’Austria e parte della Svizzera, è parlato solo da sparute minoranze argentine, brasiliane, belghe e statunitensi. L’idioma di Goethe è rappresentata in rete da 13.900.000 utenti (7,2% totale) sui 100 milioni circa di madre lingua. In proporzione rispetto a coloro che la parlano, dunque, è questa il linguaggio più diffuso in rete subito dopo quello inglese.

Gli altri linguaggi comunitari
Il francese è una lingua parlata dal 4,3% del totale mondiale di navigatori con i suoi 8.300.000 utenti. Sono i linguaggi nordici ed in particolare quelli scandinavi, considerata la loro scarsa diffusione, ad essere ben presenti nella rete. Gli svedesi con 3.600.000 navigatori (su 10.000.000 in tutto) sono 1’1,86%. Seguono i norvegesi con 780.000 (4.400.000 sono i madre lingua nel mondo) e lo 0,78% del totale; i finlandesi con 720.000 (sono 5.100.000 le persone che parlano questo linguaggio) sono lo 0,72%. E poi i cechi con 270.000 (0,14%) di utenti, gli olandesi con 4.400.000 (2,28%); i greci con 260.000 (0,13%), gli ungheresi con 250.000 (0,13%); i polacchi con 950.000 (0,49•h); i portoghesi (questa lingua è parlata anche in Brasile e alcune ex colonie atricane) con 950.000 (0,49%); i russi con 1.400.000 (0,72%), i danesi con 1.100.000 (cifra considerevole se si pensa che questo linguaggio è parlato solo in Danimarca dai 5.300.000 abitanti) che rappresenta lo 0,57%h; gli slovacchi con 510.000 per lo 0,26% del totale ed infine, i turchi con soli 150.000 in linea per lo 0, 07%h.

I linguaggi asiatici
Fra i linguaggi asiatici (sono 26.110.000 per una percentuale pari al 13, 51%) quello giapponese la fa da padrone. Sono 14.400.000 gli abitanti del sol levante in linea e rappresentano il 7,46% del globo. Seguono i cinesi con 6.400.000 (3.32%), i coreani con 3.700.000 (1,92%). Le altre lingue sono poi molto staccate: il malaysiano con 600.000 (0,31%), il tailandese con 130.000 (0,06%) e l’indonesiano con 80.000 presenze per lo 0.04%.
E allora, quale linguaggio si parlerà sul web nel nuovo millennio? Secondo gli analisti internet sarà un "contenitore" di siti dalle svariate lingue. L’ inglese un po’ alla volta sarà sopraffatto da altri idiomi. Attenzione a quelli asiatici, ed in particolare a quelli cinesi e giapponesi, che saranno i linguaggi più diffusi nella rete del nuovo secolo, poiché‚ rappresentano una popolazione in forte espansione (anche in Europa, mentre negli Usa sono già una realtà) e capaci di una rapida diffusione. L’elettronica insegna.

Giorgio Kadmo Pagano
ARTISTA dal 1977 TEORICO dell'ARTE e ARCHITETTO dal 1985 GIORNALISTA dal 1993, ESPERTO d'ECONOMIA LINGUISTICA dal 1997.

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