Dizionari: Zingarelli 2015.

Dizionari Nel nuovo “Zingarelli” anche selfie” e “nomofobia”, paura di restare senza telefono.

114 mila parole da cercare, 3 mila da salvare.

di Severino Colombo.

“Agricampeggio” è il campeggio praticato all’interno di fattorie o aziende agricole; “ciclopedonale” rimanda a qualcosa di relativo o riservato a ciclisti o pedoni; la “doula” è , dal greco, una donna che svolge una funzione di sostegno psicologico e pratico, ma non medico né sanitario, a un’altra donna durante la gravidanza, il parto e dopo; “nomofobia” (composta da “no-mobile” e “fobia”) indica il timore ossessivo di non poter disporre del telefono, perché non lo si ha con sé o in una zona priva di campo, “wedding planer” è il professionista che assiste i futuri sposi nell’organizzazione del matrimonio.
  Se serviva una conferma che la lingua italiana è viva ecco cinque parole che raccontano come cambiano attitudini, mestieri, stili di vita e abitudini. Cinque neologismi che corrispondono a un centesimo di quelli che sono stati inseriti nel vocabolario lo “Zingarelli 2015”, che in totale di voci ne ha 144 mila, per oltre 380 mila significati.
  Il dizionario, infatti, “non è il camposanto delle parole, ma una rete mobile che permette di viaggiare da un significato all’altro”. Premette il lessicografo Mario Cannella che per Zanichelli si occupa con altri esperti di scegliere le nuove parole da inserire. Estensioni, qualità e persistenza nel tempo. Sono questi i tre criteri attraverso i quali vengono individuate e selezionate le parole. “Per valutare l’estensione si cerca il termine su Google in lingua italiana, poi su Google libri; quindi si passa a rilevare la presenza in testi letterari, su pubblicazioni, riviste e giornali”. Su queste basi si formula un giudizio di qualità sulla parola, valutando quando e come ricorre. Infine, un terzo filtro è il tempo. Un esempio: “Qualche giorno fa sui giornali è apparsa la “annuncite” in riferimento al premier; può accadere che tra qualche settimana nessuno se ne ricordi oppure che il neologismo entri nell’uso”. A quel punto potrebbe finire nell’edizione del prossimo anno, come quasi certamente accadrà a “storytelling”, anticipa Cannella, che annuncia per il 2016 probabili “tagli di parole del toscano, arcaico e non”.
  Tra i compiti di chi compila un vocabolario c’è quello di datare le parole indicando quando compaiono. “In genere un neologismo quando entra nel vocabolario è già in uso da 4 o cinque anni, ma ci sono anche eccezioni…”. E’ il caso, quest’anno, di “selfie”, termine che non ha equivalenti in italiano” – spiega il lessicografo – e che in tempi rapidissimi si è guadagnato un posto tra “self control” e “self made man”.
  Nella “Presentazione” dell’edizione 2015 del vocabolario si legge che “nonostante i ricorrenti allarmi sulla scomparsa dell’italiano, le parole straniere accolte nel vocabolario sono meno del 2%”. Cannella – che ha curato tra l’altro un dizionario di italiano-cinese e un vocabolario per ragazzi, il “Primo Zanichelli” – conferma che quella dell’invasione linguistica è una paura tanto diffusa quanto immotivata. La lingua italiana gode di buona salute; un uso più attento delle parole e un ricorso più frequente al vocabolario potrebbero farla stare ancora meglio. In questa direzione va l’individuazione di 3 mila “parole da salvare”, nel vocabolario indicate con un trifoglio, termini come “coriaceo”, “onere” e “perorare” da usare in alternativa a sinonimi più comuni ma meno espressivi quali “duro”, “peso” e “difendere”. In questo senso un aiuto alla lingua italiana, conclude Cannella, “è arrivato da un fumetto popolare come “Topolino” che ha usato spesso termini inusuali”. Come “tapino” per “misero” o “infelice”.
(Da La Lettura (Corriere della Sera), 5/10/2014).

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