Diversità linguistica e lingua francese nelle istituzioni europee. L’Italia? Dorme! Dorme sonni profondi mentre la cultura italiana sprofonda

Comunicato stampa congiunto del Sig. Jean-Baptiste Lemoyne Segretario di Stato addetto al Ministro dell'Europa e degli Affari esteri, incaricato del turismo, dei francesi residenti all'estero e della Francofonia e del Sig. Clément Beaune, Segretario di Stato del Ministro per l'Europa e Affari Esteri, Responsabile Affari Europei (22 ottobre 2021)

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Diversità linguistica e lingua francese nelle istituzioni europee – Presentazione di una relazione ai Segretari di Stato per la Francofonia e gli Affari europei il 20 ottobre 2021

Il gruppo di lavoro per la Francofonia e il multilinguismo all’interno delle istituzioni europee è stato consegnato il 20 ottobre 2021 a Jean-Baptiste Lemoyne, Segretario di Stato per il Turismo, Francia all’estero e Francofonia, e a Clément Beaune, Segretario di Stato per gli affari europei, il suo rapporto sulla diversità linguistica e la lingua francese in Europa.
Presieduto dal professor Christian Lequesne, questo gruppo, composto da personalità indipendenti di diversa origine e formazione, tutte di lunga data nella lotta per la Francofonia, è stato nominato nell’aprile 2021 in vista della presidenza francese del Consiglio dell’Europa Unione nella prima metà del 2022.
l rapporto stabilisce un resoconto dettagliato e quantificato dello stato del multilinguismo e in particolare dell’uso della lingua francese nelle istituzioni europee. Sottolinea le sfide da affrontare e formula raccomandazioni a breve e medio termine per lavorare a favore di una maggiore diversità linguistica all’interno delle istituzioni europee e negli Stati membri.
Il sig. Clément Beaune e il sig. Jean-Baptiste Lemoyne hanno ringraziato il professor Lequesne ei membri del gruppo per il loro impegno personale negli ultimi mesi e il loro approccio realistico, ottimista e positivo. Una diagnosi esaustiva e precisa è infatti il ​​presupposto necessario per qualsiasi politica pubblica efficace.
Nelle prossime settimane, il Ministero dell’Europa e degli Affari esteri trarrà insegnamenti da questo rapporto, sia dai suoi risultati che dalle sue raccomandazioni, in vista della presentazione di un piano d’azione pluriennale alla Presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea.

SINTESI DEL RAPPORTO E DELLE RACCOMANDAZIONI (IT)

Il multilinguismo nelle Istituzioni europee è un principio riconosciuto dal diritto dell’Unione europea. È l’espressione della sua diversità linguistica – realtà sociale quotidiana dell’Unione europea. Benché sia la Francia uno degli Stati membri dell’Unione a fare del multilinguismo una priorità politica, anche altri Stati sono sensibili alla questione, generalmente per difendere la loro lingua. Eppure la constatazione è perentoria: il dominio della lingua inglese è aumentato man mano che l’Europa si è allargata. La questione non è sostituire il monolinguismo di fatto dell’inglese con un altro monolinguismo dominato dal francese. Si tratta di ritrovare la via della diversità linguistica nelle Istituzioni europee, perché rappresenta una componente essenziale della cittadinanza europea.
A tale fine, il Gruppo di lavoro che è all’origine di questo rapporto ha realizzato uno studio quantitativo e qualitativo.
Attraverso la raccolta di dati talvolta derivati direttamente dalle Istituzioni europee, ha stabilito i fatti e ha realizzato constatazioni statistiche sull’uso delle lingue. Il lavoro è stato completato dalle riunioni dei membri del Gruppo ad un ritmo quasi settimanale tra aprile e giugno 2021. Alcune audizioni hanno poi consentito di completare gli elementi di analisi confrontandosi con la realtà dei protagonisti delle Istituzioni europee.

In questo rapporto, il Gruppo afferma che non è troppo tardi per rilanciare il multilinguismo nelle Istituzioni europee.
L’arretramento della prassi del multilinguismo è confermato a tutti i livelli, a vantaggio di un inglese «internazionalizzato». Tra gli elementi esplicativi figurano il pragmatismo, i costi della diversità linguistica, la mancanza di incentivi da parte dei superiori ed il fenomeno di autocensura ma nonostante ciò, la conoscenza delle lingue da parte del personale delle Istituzioni europee e dei rappresentanti politici rimane solida.

Nell’epoca dell’ascesa dei populismi, mettere l’accento sulla diversità linguistica consente di avvicinare i cittadini alle Istituzioni europee mentre l’attualità mostra che se ne sentono già lontani. La promozione del multilinguismo è tanto più importante in quanto la crisi del Covid-19, affiancata alla crisi economica, ha esacerbato il rallentamento del multilinguismo, in particolare con la moltiplicazione delle riunioni a distanza in cui l’interpretazione non veniva più sistematicamente garantita. L’insufficiente rispetto del multilinguismo negli strumenti di comunicazione delle Istituzioni europee verso i cittadini è un altro importante tema di preoccupazione. Le decisioni di bilancio ma anche il riflesso tecnocratico restringono l’uso della diversità linguistica (siti internet, gare d’appalto, consultazioni pubbliche, ecc.).

Al termine dei lavori, il Gruppo ha identificato 26 raccomandazioni operative. Saranno presentate dalla presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea agli Stati membri e alle Istituzioni europee.
ALCUNE RACCOMANDAZIONI PER DARE UN NUOVO SLANCIO AL MULTILINGUISMO NELLE ISTITUZIONI EUROPEE

1. Non considerare la mancata modifica del regolamento no 1/1958 come un alibi per evitarne l’applicazione
2. Chiedere al Segretario generale della Commissione europea di produrre un rapporto annuale sulla pratica del multilinguismo nella Commissione e nelle altre Istituzioni europee.
3. Indire un dibattito sul multilinguismo nel Parlamento europeo.
4. Indire il dibattito sul multilinguismo nella Conferenza sul futuro dell’Europa.
5. Sistematizzare la presenza dell’interpretazione nei gruppi di lavoro del Consiglio e della Commissione
6. Sistematizzare la traduzione rapida dei documenti ufficiali in tutte le lingue
7. Sostenere i costi di bilancio di questa sistematizzazione per invertire una curva discendente dal 2016
8. Incitare i direttori generali delle Istituzioni europee a praticare sistematicamente il multilinguismo
9. Scrivere maggiormente in francese e in tedesco i documenti originali
10. Fissare un limite informale del 50% di documenti originali scritti in un’unica lingua di lavoro
11. Sistematizzare la terza lingua al concorso di ingresso EPSO
12. Fare in modo che il limite del numero di lingue proposte non sia un ostacolo nei concorsi delle istituzioni europee
13. Rendere più esigente l’obbligo statutario delle conoscenze linguistiche al momento delle nomine ai posti di quadri superiori e intermedi
14. Cooperare con la Corte di giustizia per rafforzare la formazione di francese del suo personale
15. Esortare all’applicazione multilingue del regolamento n° 1/1958 per il funzionamento interno della nuova Procura europea
16. Rendere sistematica la consultazione dei siti delle Istituzioni europee in tutte le lingue ufficiali
17. Ripensare lo strumento E-Translation.
18. Fare in modo che qualsiasi contenuto digitale ufficiale proveniente dalle Istituzioni europee risponda ad un obbligo regolamentare di multilinguismo

ALCUNE RACCOMANDAZIONI PER MIGLIORARE L’AMBIENTE MULTILINGUE EUROPEO: DIVERSITÀ E CITTADINANZA

19. Ribadire i vantaggi tratti dalla formazione del personale delle Istituzioni europee nelle lingue straniere e in particolare in francese
20. Promuovere la mobilità dei funzionari europei negli Stati membri
21. Ribadire l’importanza per gli Stati membri di investire nell’apprendimento delle lingue straniere fin dall’infanzia
22. Promuovere la raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2019 sull’apprendimento obbligatorio di due lingue viventi durante la scolarità
23. Creare un evento visibile durante la Presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea in occasione dei 35 anni di Erasmus+
24. Superare gli ostacoli alla ratifica della Carta delle lingue regionali o minoritarie
25. Rendere concreti gli impegni di sostegno alla lingua del partner previsti nel trattato franco-tedesco di Aquisgrana
26. Dare visibilità alla Giornata europea delle lingue presso le società civili degli Stati membri

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