Dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei

E dopo Rossi e Bianchi spunta il signor Hu.
La classifica dei nomi più diffusi. Il nome Lorenzo resta in testa alle preferenze.

di Maurizio Sessa.

Dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei. Senza alcuna possibilità di dubbio, Hu è cognome cinese. Come indica l’indagine del linguista Enzo Caffarelli – autore per i tipi di Laterza del libro ‘Dimmi come ti chiami e ti dirò perché. Storie di nomi e cognomi’- condotta per l’ultimo numero di ‘Anci rivista’, periodico istituzionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, sono in cinquecentodieci ad avere questo cognome in riva d’Arno. Magari non occupano il primo posto come Chen nella vicina Prato, ma i signori Hu si attestano in una più che autorevole ventesima posizione nella classifica dei cognomi fiorentini più diffusi. In quanto a cognome, ossia quella parte del nome di una persona che indica a quale famiglia appartiene, a Firenze lo scettro spetta a Rossi con oltre millecinquecento presenze. Rossi, ci dicono gli esperti, è il cognome più diffuso dell’Italico Stivale, tanto da essere definito “panitaliano”, sebbene sia attestato più diffusamente nell’Italia centrale e settentrionale. L’origine? Da rosso che, con i suoi derivati, discende dal nome di origine soprannominale tardo latino “Russus” o “Rubeus”, a indicare il colore rossastro della pelle o dei capelli o della barba. Secondo nome fiorentino più gettonato è Bianchi, poco al di sotto delle mille unità. Un cognome che deriva dal prenome personale, anch’esso di origine soprannominale, bianco che prese il posto italiano del termine latino “albus”. Anche in questo caso il termine in origine indicava il colorito della pelle, della barba o della capigliatura. Al terzo posto troviamo il “classico” “Innocenti” a cui fanno seguito, nell’ordine, “Conti”, “Gori”, “Martini”, Ricci, Bartolini, Cecchi, Galli, Manetti, Fabbri, Berti, Casini, Landi, Masini, Lombardi, Masi, Vannini, il già rammentato Hu, Bini, Cappelli, Baldini e Bacci. Questo per quanto riguarda la speciale “hit parade” dei primi venticinque cognomi fiorentini più popolari.

E sui nomi personali più fiorentini cosa ci dicono le statistiche? Nel 2012, sottolinea Caffarelli, “il nome imposto più frequentemente a Firenze è stato Lorenzo, seguito da Niccolò (tipico della città), Leonardo, Matteo, Alessandro, Andrea, Pietro, Tommaso; Francesco e Diego completano i primi 10; tra i primi 20 altre due ‘specialità locali’ come Cosimo e Lapo. Tra le bambine il nome Giulia resiste su Sofia; poi Sara, Emma, Bianca, Matilde, Viola, Alice, Ginestra, Elena.
Guardando al glorioso passato, in Fiorenza era valsa l’abitudine di utilizzare i nomignoli. In linguistica si tratta dell’ipococoristico, la modificazione fonetica, generalmente un raccorciamento, di un nome proprio di persona. E così Lapo era abbreviazione di Jacopo, Turi di Bonaventura, Dante di Durante – e così venne battezzato nel 1265 l’autore della Divina Commedia – Maso di Tommaso, Geri di Ruggero, Nieri di Ranieri, Fredi di Manfredo, Vieri di Oliviero, Credi di Tancredi, Dolfo di Rodolfo, Rigo di Federigo, Bella di Gabriella, Tana di Gaetana, Bista di Giovan Battista. E, per concludere in bellezza, Bice era lo ‘pseudonimo’ di Beatrice, ossia “colei che rende felici”. Con buona pace del Divin Poeta.
(Da La Nazione, 2/1/2014).

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