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capacity building

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sviluppo delle capacità. Per sapere cos’è ecco un testo del FORMEZ: Per molti anni al termine “capacity building[5]” sono state associate quelle forme di assistenza alle istituzioni e organizzazioni e volte ad aumentarne la affidabilità finanziaria e a rafforzarne le capacità di intervento autonomo. Spesso il termine “capacity building[5] (costruzione)” è usato insieme o in alternativa a “capacity development (sviluppo)” oppure “capacity strenghtening (rafforzamento)”. Il loro significato, tuttavia assume solo delle sfumature diverse. Possono essere, dunque, usati in maniera intercambiabile. – Nel 1991 l’UNDP (United Nations Development Programme) definiva capacity building[5] come la creazione di un ambiente che favorisce, attraverso opportune strutture politiche e giuridiche, lo sviluppo istituzionale, che comprende la partecipazione della società, lo sviluppo delle risorse umane e il rafforzamento dei sistemi di gestione. Per l’UNDP si tratta di un processo continuo e a lungo termine, al quale partecipano tutti gli stakeholder[1] (amministrazioni centrali, autonomie locali, parti economiche e sociali, ONG. università e altri). – Il capitolo 37 di “Agenda 21 – Programma d’azione per lo sviluppo sostenibile” dal titolo “Creare capacità per un o sviluppo sostenibile” dà questa definizione di capacity building[5]: “l’abilità di una nazione di perseguire percorsi di sviluppo sostenibile è determinata, in larga parte, dalla capacità delle persone e delle istituzioni al pari delle sue condizioni ecologiche e geografiche”. – Nel 2006 l’UNDP definisce la “capacità” come l’abilità di individui, istituzioni e società di realizzare funzioni, risolvere problemi e porre e raggiungere gli obiettivi in una maniera sostenibile. Lo sviluppo della capacità (capacity development) è, pertanto, il processo attraverso il quale tali abilità vengono acquisite, rafforzate, riadattate, preservate nel tempo. Lo sviluppo della capacità è visto dall’UNDP come un processo principalmente endogeno e a guida interna. E’ un processo inerente alla politica, altamente complesso, che non può essere eseguito in fretta, e non ci si può attendere che i risultati evolvano secondo una modalità lineare e controllata. UNDP riconosce che la capacità di una nazione risiede su tre livelli: un ambiente favorevole (enabling environment), l’organizzazione, l’individuo. In mezzo ai tre i livelli esistono cinque tipi di capacità trasversali che implicano la capacità di: 1) intraprendere un dialogo tra più stakeholder[1]; 2) analizzare una situazione e creare una visione; 3) formulare politiche e strategie; 4) gestire il budget[9], dirigere, implementare 5) monitorare[4] e valutare”. Alcune caratteristiche della capacity building[5] Dalle definizioni si possono enucleare alcune caratteristiche tipiche di capacity building[5] (development, strenghtening): Proprio come la capacità che non è statica ed ha bisogno di un continuo rinnovamento, così capacity building[5] è un processo continuo di miglioramento degli individui, delle organizzazioni e delle istituzioni; non è, dunque, un solo evento. E’, essenzialmente, un processo interno, che può essere potenziato o accelerato da apporti esterni. Il rafforzamento della capacità, inoltre, presuppone la necessità di “costruire su ciò che già esiste”, di utilizzare e rafforzare le capacità già esistenti. Capacity building[5] implica tempi lunghi e richiede un coinvolgimento di lungo termine da parte degli attori. Inoltre, il successo delle azioni di capacity building[5] non dovrebbe essere misurato in termini di spesa e output, bensì in termini di sostenibilità. I cambiamenti di lungo termine richiedono, per essere misurati e valutati, una diversa selezione degli indicatori che non sia solo di natura quantitativa. Il concetto di capacity building[5] differisce da… “formazione”; la differenza sta nel fatto che la formazione sviluppa le competenze degli individui, ma difficilmente ne amplia le possibilità potenziali di agire perché difficilmente agisce sui contesti organizzativi e sui sistemi che condizionano, appunto, l’azione. Capacity building[5], dunque, è molto più che formazione. “sviluppo delle risorse umane”; Capacity building[5] è un concetto ampio che include le questioni legate al management[2]. “sviluppo organizzativo” perchè include e si focalizza sul sistema nella sua totalità: l’ambiente ed il contesto all’interno del quale gli individui, le organizzazioni ed i gruppi operano ed interagiscono; 4 tipi di “capacità”: 1. Capacità istituzionale: l’abilità delle istituzioni, formali ed informali, di definire obiettivi e di creare le condizioni per il loro conseguimento. 2. Capacità organizzativa: l’abilità aggregata di una organizzazione o di un sistema di realizzare. Questa capacità onnicomprensiva deriva dal contributo delle varie componenti dell’organizzazione come le strutture, i sistemi, le risorse finanziarie, il personale, la vision[8], la cultura e così via. L’enfasi, però, è sulla capacità generale dell’organizzazione o del sistema di funzionare efficacemente. 3. Capacità disaggregate: un’abilità o una competenza di qualche tipo (di solito tecnica o amministrativa descritta come “di base”) che è ospitata all’interno dell’organizzazione o del sistema. Si riferisce di solito alla abilità di una persona, gruppo o organizzazione di gestire un compito o una funzione. Da questo punto di vista, un sistema organizzativo a qualunque livello può essere pensato come una combinazione o una rete di interconnessioni di capacità. 4. Empowerment è la condizione di individui o organizzazioni di allargare il campo delle proprie scelte. Questo concetto di capacità ha a che fare con l’apprendimento, la partecipazione e l’accesso alle opportunità. Nella sua accezione comune con il termine capacity building[5], dunque, si fa riferimento a forme di assistenza offerte alle persone e alle organizzazioni (comprese le istituzioni, normalmente governi di paesi in via di sviluppo), che hanno bisogno di sviluppare certe abilità o competenze o, in generale, di far crescere le proprie prestazioni. La capacità istituzionale ed amministrativa, quindi, si riferisce alla capacità delle strutture pubbliche di identificare e risolvere i problemi di implementazione di strategie e programmi. In questo ultimo senso, la capacità riguarda quell’insieme di fattori e condizioni che permettono che i governi elaborino ed effettuino i programmi con le prestazioni migliori. In particolare, le istituzioni favoriscono la competitività territoriale attraverso lo sviluppo di alcune funzioni: – Garantire il rispetto delle regole; – Garantire i servizi del welfare[7] e dell’istruzione; – Garantire e promuovere la competizione nei mercati; – Garantire protezione legale per favorire il rispetto dei contratti; – Garantire protezione all’ambiente, al territorio, ai beni culturali; – Garantire qualità e standard[6] efficienti per i servizi pubblici; – Garantire la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità; – Garantire lo sviluppo dell’ICT; – Garantire la qualità dei processi di investimento e della selezione dei progetti; – Garantire efficacia, efficienza e trasparenza ai processi di decisione pubblica; Capacity building[5], politiche di sviluppo e competitività territoriale A proposito del ruolo della capacità istituzionale ed amministrativa per la competitività territoriale, la Terza Relazione sulla Coesione Economica e Sociale introduce un concetto di fondamentale importanza: “Questa relazione mostra che le disparità in termini di prodotto, produttività e accesso all’occupazione che persistono tra paesi e regioni nascono da carenze strutturali nei fattori chiave di competitività: dotazione inadeguata di capitale fisico e umano, mancanza di capacità innovativa e di autonomia amministrativa regionale, basso livello di capitale ambientale”. Per sostenere lo sviluppo, dunque, le amministrazioni pubbliche devono rimuovere ostacoli rilevanti alla competitività territoriale, inclusa l’arretratezza delle strutture pubbliche e l’inadeguatezza dei servizi pubblici. La mancanza di capacità istituzionale ed amministrativa è una carenza strutturale che limita le opportunità di sviluppo dei Paesi membri. Per alcune Regioni europee, in particolare, il rafforzamento della capacità amministrativa è un’esigenza supplementare che completa ed amplia il livello di intervento degli strumenti finanziari (Fondi Strutturali). Due soluzioni Posto il quadro di riferimento, la letteratura presenta due possibili soluzioni su come ottenere prestazioni migliori da parte delle amministrazioni e, dunque, migliori beni pubblici e servizi collettivi. La prima soluzione è affidata al New Public Management (NPM), un corpus di teorie, principi e pratiche che hanno influenzato le recenti riforme amministrative e che pongono l’accento su come ottenere prestazioni migliori dal settore pubblico e dall’attuazione delle politiche. New Public Management è un’espressione utilizzata per definire un processo di cambiamento del sistema delle amministrazioni pubbliche al fine di migliorare la qualità e l’economicità dei servizi erogati, attraverso l’acquisizione di una logica manageriale e di razionalità economica da parte dell’ente pubblico. La seconda soluzione sulla quale si sta dibattendo ormai da anni, riguarda lo studio della programmazione ed attuazione delle politiche con il coinvolgimento di attori pubblici e privati che interagiscono con l’obiettivo di influenzare i risultati e gli impatti di politiche e programmi. Si parla, in questi casi, di governance[3], termine con il quale si descrive quel complesso di norme, di procedure e pratiche che influiscono sulle modalità di esercizio dei poteri e un processo con il quale collettivamente vengono risolti i problemi rispondendo ai bisogni della società.

Ecco come dirlo in italiano
1. stakeholder. Soggetto interessato all'andamento di un'impresa alla quale è legato tramite rapporti di varia natura.
2. management. direzione, gestione
3. governance. gestione
4. monitorare. porre/mettere/tenere sotto osservazione; seguire; specolare; controllare, verificare, supervisionare
5. building. costruzione, edificio
6. standard. (agg.) normale, usuale, ordinario, comune, regolare, canonico; uniforme, omo
7. welfare. tutela/copertura/protezione sociale, [insieme delle -], assistenza [sociale]; politiche sociali, ammortizzatori sociali, benessere
8. vision. visione
9. budget. bilancio di previsione, b. preventivo, massimo investimento, massima spesa, stanziamento
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