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L'ERA comunica

Difesa: Obama tradisce il disarmo come ieri Bush e Blair con la guerra contro Saddam ad esilio certo

«La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie, come disse uno storico e politico francese del XIX secolo. Ebbene anche stavolta la storia si ripete. Obama tradisce la promessa del 2010 di non dispiegare nuovi armamenti nucleari, stanziando ben 11 miliardi di euro per nuove bombe atomiche teleguidate da lanciare utilizzando i caccia bombardieri F-35, così come dieci anni fa Bush e Blair fecero scoppiare la guerra in Iraq contro la scelta di Saddam in favore dell’esilio. Una volta ancora, quindi, un presidente americano, anziché farsi portatore delle istanze del popolo che l’ha eletto, tradisce sé stesso e gli americani costruendo un secondo, ma altrettanto ben articolato, impero della menzogna». Così il Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Giorgio Pagano, commenta la notizia del tradimento del disarmo Usa.

«È importante sottolineare che la svolta filonucleare di Obama, premio Nobel per la pace, avrà rilevanti ripercussioni anche per le dotazioni militari italiane – puntualizza Pagano – nello specifico i nuovi F-35 che acquisterà l’Italia, già da mesi al centro di furibonde polemiche. La decisione di Washington d’investire ingenti risorse (un miliardo solo per l’installazione delle alette “intelligenti”) per ammodernare e rendere più affidabili e accurati gli ordigni nucleari tattici stanziati in Europa, inoltre, riguarda molto da vicino il nostro Paese, dato che sul nostro territorio ne sono presenti ben 70: una cinquantina ad Aviano, in Friuli, e gli altri a Ghedi, in provincia di Brescia».

«È ora che gli europei si rendano conto della necessità non più rimandabile di porre un freno all’ingerenza non solo politico-economica, ma anche militare degli Stati Uniti e promuovano finalmente lo sviluppo di una difesa comune europea libera e indipendente. Dopo settant’anni di occupazione è giunto il momento di aprire gli occhi e di accorgerci che i rapporti venuti fuori dall’immediato Dopoguerra, a partire dal Patto Atlantico, così come quelli successivamente legati alla Guerra Fredda, sono anacronistici e di fatto contribuiscono solamente ad ostacolare il cammino dell’Unione Europea verso l’indipendenza, la libertà, gli Stati Uniti dEuropa. Sottrarsi allo status di nazioni satellite e costruire un’Europa Federale e indipendente dal punto di vista economico, informatico-digitale e militare è essenziale per garantire un futuro agli europei», conclude il Segretario dell’Era.

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