| Sindacabile giudizio – Italia – 21/09/2009 |
| di Ugo Panerai |
| Lo so che ci sono mille problemi più importanti di cui occuparsi, e stare lì a discutere se l’italiano si sia imbarbarito o no (io dico di sì, e voi?), se sia diventato una specie di lingua straniera o no (già sapete che cosa ne posso pensare) può sembrare una esercitazione oziosa. Ma non lo è. Perché, vedete, non è solo questione di mettere insieme frasi corrette: l’uso ragionato e consapevole della propria lingua aiuta anche l’organizzazione del pensiero, spinge a ragionare su quello che si dice o si scrive e crea una base corretta per l’espressione e, di conseguenza, per la comprensione. Se non ci rassegniamo a sciatteria, approssimazione, forzature, se evitiamo di scimmiottare l’inglese a sproposito, ne guadagneremo. E guai a cedere alla tentazione del “che male c’è?” Qualche esempio.
Se a quest’ultima domanda avete risposto “diremmo che ci sta bene così”, pazienza. Avrò sprecato un po’ di fiato, si fa per dire. Ma resto della mia idea. Che mi sembra – udite, udite – “sfidante”. Beccàtevi questa. http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=50976 |










