Dante per strada e dietro le sbarre

Meno male che Dante c’è

Torna la maratona poetica “100 Canti per Firenze”, istruzioni per l’uso

di Maurizio Sessa

La scommessa è di catturare l’uomo della strada con la lettura integrale e testuale di versi immortali, conosciuti in ogni angolo della Terra. Trasformare all’improvviso un passante in spettatore, ma anche e soprattutto dare vita a una grande performance corale dedicata alla poesia che rende contemporaneo l’inesauribile valore della “Divina Commedia”, in cui ogni persona diventa protagonista dando voce all’intera opera. E’ l’obiettivo dichiarato della sesta edizione di “All’improvviso Dante – 100 Canti per Firenze”, evento ideato e organizzato dall’associazione culturale Culter, con La Nazione media partner, che quest’anno si svolgerà il 21 maggio con il 1151 Cantori che, a partire dalle 15,30, sciameranno da piazza Santa Croce – per l’occasione addobbata come una piccola selva con 39 alberi – in tutte le strade del centro storico. Una location d’eccezione per un poema straordinario…
“A conclusione di un percorso di formazione in cui si sono alternati laboratori con il sottoscritto, incontri con professori e lectio magistralis, nel centro storico di Firenze – spiega Palmieri (direttore artistico ndr) – mille persone di ogni età si incontreranno in un pomeriggio per leggere e condividere la straordinaria bellezza della poesia dantesca con la lettura integrale della Divina Commedia”. Un’esperienza, a dir poco, sorprendente, che già nelle passate edizioni ha visto un vasto coinvolgimento di pubblico-attore. Una grande performance di popolo, ma, al tempo stesso, anche un’esperienza di educazione e apprendimento. Il che non guasta mai.
E così, per una giornata particolare, il centro di Firenze vedrà la presentazione in simultanea dei cento canti della Divina Commedia proclamati da 100 diversi cantori. Cantori improvvisati, ma non troppo, come giovani, studenti delle scuole medie, universitari, anziani. Tutti rigorosamente “non attori”. Ma ci sarà spazio anche per personalità del modo culturale, istituzionale ed economico. E così, in una giornata particolare, Dante si riprende la sua città, ma anche il popolo fiorentino si riappropria di Dante…
(Da La Nazione, 1/5/2011).

2 commenti

  • L’ingegnere tunisino e i detenuti
    Sponde comuni nei versi del Poeta

    … Il Comitato di Firenze della Società Dante Alighieri, in collaborazione con il consolato onorario di Tunisia, ha scelto come cantore il giovane ingegnere tunisino Zarzoum Lotfi che leggerà il III Canto dell’Inferno. Assume particolare significato la lettura in lingua italiana e in lingua araba del III Canto: “nel quale tratta della porta e dell’entrata dell’inferno e del fiume d’Acheronte… e come il demonio Caron(te) li trae in sua nave…”, occasione per riflettere sulla modernità e attualità dell’opera di Dante che ci invita a considerare il Mediterraneo quale spazio comune fra i popoli e le culture.

    Alcuni detenuti della casa circondariale di Prato, per la prima volta, parteciperanno a questa straordinaria manifestazione, declamando il Canto I del Purgatorio. “Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta” è il verso che ha illuminato e guidato il loro percorso di formazione. In Piazza Santa Croce le parole dei detenuti esalteranno e confermeranno come la poesia di Dante sia sempre in grado di “liberare” l’animo di chi legge. Questo gruppo di uomini si è talmente coinvolto con la lezione della Commedia, da desiderare e tradurre nelle proprie lingue di origine alcune parti del Canto. Oggi, dopo un intenso lavoro all’interno del carcere, sono loro i protagonisti di un’azione umana e quindi poetica, esempio da guardare.
    (Da La Nazione, 20/5/2011).

  • Dante, emozioni dietro le sbarre

    di Maurizio Sessa

    Galeotto fu il libro, e meglio la “Divina Commedia”, per le numerose persone di tutte le età che ieri, nell’Auditorium Attilio Monti de La Nazione, hanno partecipato alle ultime audizioni in vista di “All’improvviso Dante-Cento Canti per Firenze”… Al momento sono 1151 i cantori che daranno anima e corpo alla lettura collettiva della “Divina Commedia”. Ma il numero dei cantori è sicuramente destinato ad aumentare. E per l’edizione 2011 si registrano alcune significative new-entry. Nei mesi scorsi, infatti, Palmieri ha fatto risuonare le immortali terzine nel carcere fiorentino di Sollicciano e in quello pratese delle Dogaie. “Esperienze uniche – sottolinea – che mi hanno fatto vivere emozioni che mai avrei immaginato di poter provare, a conferma di come quella di Dante, sia davvero la poesia dell’anima”.
    Un cantore decisamente d’eccezione, che proprio quest’anno esordirà in questo ruolo, è Paolo Blasi, ex rettore dell’Università di Firenze… “Ho partecipato alle passate edizioni come spettatore – racconta Blasi – e ho provato quanto questo originale manifestazione sia in grado di coinvolgere le persone più disparate. Questo coinvolgimento emotivo mi ha spinto a decidere di dare il mio contributo in prima persona, anche e soprattutto perché Dante ha la capacità unica di esprimere concetti complessi con l’efficacia che solo la poesia può avere…” Una dichiarazione d’amore non meno appassionata è quella del direttore e regista Palmieri, artefice di un percorso di formazione che, oltre al teatro Florida, ha coinvolto alcuni istituti scolastici. “Se avessi modo di incontrare il ministro alla pubblica istruzione, lancerei una proposta-provocazione: gli chiederei di ripensare l’insegnamento di tutte le materie alla luce dell’universo sublime di Dante”. Un universo, un magico dialogo tra “alto e basso”, tra spiritualità e vita quotidiana, che si accinge a rivivere con una manifestazione in cui Dante si riappropria della sua città. E in cui il popolo fiorentino si riappropria del suo poeta per ridargli voce e donarlo all’intelletto e al cuore di tutti.
    (Da La Nazione, 4/5/2011).

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