LA DISTANZA DEL LEI
di Sebastiano Messina
Il presidente del Consiglio ha raccomandato ai suoi ministri, durante l’ultima riunione a Palazzo Chigi, di dare del Lei ai parlamentari dell’opposizione, almeno in tv. Il Lei, si sa, serve a tenere le distanze. Ma può essere utile anche a confondere l’avversario, in un dibattito. Il ministro berlusconiano gli dirà: «Io mi batto per i Suoi interessi». Oppure: «L’unica causa che mi sta a cuore è la Sua». O magari: «La Sua libertà è ciò che mi interessa più di ogni altra cosa». E quello penserà, un po’ interdetto: ma che persona a modo, che interlocutore sensibile.
Non si renderà conto, il malcapitato, che il ministro non sta parlando di lui (l’oppositore) ma di Lui (quel Lui che alle convention ufficiali dà del Voi a loro, ma se ti incontra per strada con la fidanzata dà del Lei a te, e del Tu a lei).
(Da La Repubblica, 15/1/2010).
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LA DISTANZA DEL LEI
di Sebastiano Messina
Il presidente del Consiglio ha raccomandato ai suoi ministri, durante l’ultima riunione a Palazzo Chigi, di dare del Lei ai parlamentari dell’opposizione, almeno in tv. Il Lei, si sa, serve a tenere le distanze. Ma può essere utile anche a confondere l’avversario, in un dibattito. Il ministro berlusconiano gli dirà: «Io mi batto per i Suoi interessi». Oppure: «L’unica causa che mi sta a cuore è la Sua». O magari: «La Sua libertà è ciò che mi interessa più di ogni altra cosa». E quello penserà, un po’ interdetto: ma che persona a modo, che interlocutore sensibile.
Non si renderà conto, il malcapitato, che il ministro non sta parlando di lui (l’oppositore) ma di Lui (quel Lui che alle convention ufficiali dà del Voi a loro, ma se ti incontra per strada con la fidanzata dà del Lei a te, e del Tu a lei).
(Da La Repubblica, 15/1/2010).
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LA DISTANZA DEL LEI
di Sebastiano Messina
Il presidente del Consiglio ha raccomandato ai suoi ministri, durante l’ultima riunione a Palazzo Chigi, di dare del Lei ai parlamentari dell’opposizione, almeno in tv. Il Lei, si sa, serve a tenere le distanze. Ma può essere utile anche a confondere l’avversario, in un dibattito. Il ministro berlusconiano gli dirà: «Io mi batto per i Suoi interessi». Oppure: «L’unica causa che mi sta a cuore è la Sua». O magari: «La Sua libertà è ciò che mi interessa più di ogni altra cosa». E quello penserà, un po’ interdetto: ma che persona a modo, che interlocutore sensibile.
Non si renderà conto, il malcapitato, che il ministro non sta parlando di lui (l’oppositore) ma di Lui (quel Lui che alle convention ufficiali dà del Voi a loro, ma se ti incontra per strada con la fidanzata dà del Lei a te, e del Tu a lei).
(Da La Repubblica, 15/1/2010).
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