Caro Antonio Brandi,
comprendo perfettamente il tuo allarme e la sollecitazione a firmare l’appello contro il Chat Control da consegnare al ministro Tommaso Foti.
Nel tuo ruolo di Presidente di Pro Vita e Famiglia hai fatto benissimo a sollevare il problema di questo strumento di spionaggio di massa e della violazione della segretezza delle comunicazioni private.
le vostre campagne rischiano di limitarsi a contestare le singole emanazioni del potere, e divenire fatiche di Sisifo ma, se il vostro fine non è quello di trovare scuse per chiedere danaro ai vostri iscritti e simpatizzanti, è inutile attaccarsi al singolo provvedimento se non si mette in discussione l’intera struttura del Potere e della sua deriva intergovernativa — non popolare né tantomeno federale, quale potrebbero essere le Nazioni Unite d’Europa — ovvero l’infrastruttura culturale, linguistica e cognitiva che produce quelle politiche.
Nessun Paese membro dell’Unione europea è oggi madrelingua inglese.
Eppure l’inglese continua a essere imposto come lingua dominante dell’amministrazione, della comunicazione istituzionale, della formazione, della ricerca, della selezione del personale e, soprattutto, della produzione delle categorie attraverso cui l’Europa pensa se stessa.
Non è un dettaglio: lingua, religione, formazione delle élite e cultura politica concorrono a costruire una stessa area di influenza. Non è un problema soltanto linguistico.
Insegnare l’inglese a milioni di persone equivale a schiavizzarli. […] In India, l’insegnamento superiore impartito tramite l’inglese ha causato danni intellettuali e morali incalcolabili alla nazione. Ricevendo un’istruzione inglese, abbiamo ridotto la nazione in schiavitù. L’ipocrisia, la tirannia ecc. sono aumentate. Gli indiani che conoscono la lingua inglese non hanno esitato ad imbrogliare e a terrorizzare la gente. Siamo noi, gli indiani che conoscono l’inglese, ad aver ridotto l’India in schiavitù. La maledizione della nazione non ricadrà sugli inglesi, ma su di noi.
L’inglese è illegale nell’UE come lingua dominante e monopolistica delle istituzioni, in violazione del Regolamento n. 1 del 1958 e, in particolare, del suo articolo 8, oltre che dei principi di non discriminazione linguistica e dei diritti fondamentali dei cittadini europei.
Qui l’intera conferenza stampa.
Chat Control, censura online, reati d’opinione, politiche WOKE e analoghe iniziative sono conseguenze. Se lasci intatta l’infrastruttura linguistica e cognitiva attraverso cui quelle politiche vengono pensate, elaborate, finanziate e diffuse, continuerai a combattere una battaglia dopo l’altra senza colpire la struttura che le produce.
Oggi sono perfettamente in grado di quantificare, per difetto, quanto costa anche soltanto all’Italia la tassa linguistica inglese: 65 miliardi di euro l’anno. Il triplo circa di una legge finanziaria media della Repubblica italiana.
Stiamo parlando di potere, denaro, trasferimento di ricchezza, selezione delle élite e capacità di un popolo di pensare autonomamente.
È lì che, secondo me, dovreste concentrare una parte della vostra battaglia. E certamente noi saremo della partita.
Ti lascio anche il mio numero personale: ***************.
Kadmo Giorgio Pagano

















