Crusca povera

Crusca, fondi cercansi disperatamente

Sabatini: “Negli ultimi anni abbiamo dovuto ridurre le spese”

di Letizia Cini

La lingua batte “dove il dente duole”, recita il proverbio. Nel caso specifico, non è sbagliato dire ‘batte’ sul… portafoglio. Fra le tante vittime dei poderosi tagli perpetrati a danno dei finanziamenti destinati al patrimonio culturale del nostro Paese, c’è anche il fiore all’occhiello delle istituzioni italiane, uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua: l’Accademia della Crusca di Firenze. “Proprio così”, sospira il professor Sabatini, presidente dell’Accademia e storico custode dell’italico idioma. “Negli ultimi anni le cose, da un punto di vista meramente economico, sono andate progressivamente peggiorando, tanto che abbiamo dovuto ridurre molte spese eliminando, ad esempio, alcuni collaboratori esterni, come quello che si occupava del forum attivo sul nostro sito (www.accademiadellacrusca.it) – si duole il professor Sabatini -. Il fatto è che la sensibilità linguistica scarseggia, e i finanziamenti ministeriali (pochi), arrivano con ritardi di sette, otto mesi”.

A quanto ammontano le ‘finanze’ dell’Accademia, professore?

“Diciamo che il bilancio annuo (compresi i centoventimila euro che ci dà lo Stato, più altri 100 mila di contributo straordinario), si aggira intorno ai 600 mila euro. Ma, per poter lavorare in serenità, tenendo il passo con gli altri istituti europei e americani, ce ne vorrebbero almeno il doppio”.

Quindi?

“Quindi non ci resta che tagliare, mantenendo l’indispensabile: gli stipendi dei 5 dipendenti dell’Accademia e le spese vive (luce, elettricità, riscaldamento). Fortunatamente abbiamo trovato nell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze un generoso sponsor per il restauro della Villa medicea di Castello. Per il resto facciamo i conti con gli spiccioli, anche per acquistare un biglietto aereo…”.

Eppure la Crusca ha una storia antichissima: fondata nel 1583 da alcuni letterati fiorentini, da sempre si batte per la salvaguardia della nostra lingua…

“E con immutato vigore, anche se con pochi mezzi per agire: l’istituto sta svolgendo molti compiti che matureranno, ai primi di luglio, in una grande manifestazione per il multiculturalismo in Europa. Il nostro impegno a far fronte alla deriva di emarginazione dell’italiano nell’Unione Europea”.

In che senso, professor Sabatini?

“Il multilinguismo è uno dei principi fondamentali dell’Unione Europea sin dall’inizio del processo di integrazione. Tuttavia non solo l’inglese, ma ora (senza motivo) anche il francese e il tedesco vengono privilegiati a scapito dell’italiano. Una questione seria, ma per battersi occorrono i mezzi”…

(Da La Nazione, 19/4/2007).

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