Crusca in rosso

Il ‘profondo rosso’ di Nazionale, Opificio e Accademia della Crusca

di Letizia Cini

… Nessun cenno di miglioramento per quanto riguarda l’Accademia della Crusca, istituzione che dalla fine del ‘500 si occupa della ‘lingua nazionale’. “Sul fronte economico siamo messi male, viviamo in una situazione di precarietà – si duole Nicoletta Maraschio, la prima presidente donna -. Fino a oggi siamo andati avanti con il finanziamento straordinario concesso da Rutelli, ma a dicembre questi soldi finiranno”.

“Confidiamo nella Finanziaria del Governo, ma anche in quella della Regione – riprende -. Fra i cinque dipendenti e le spese vive a cui far fronte per mantenere la sede (che finalmente abbiamo ottenuto in comodato gratuito dal Demanio per 19 anni), spendiamo 400 mila euro l’anno: dal ministero, Regione e Comune arriva una cifra inferiore ai 250 mila. Oltre a questo c’è poi tutta l’attività dell’Accademia. Non possiamo contare solo su sponsor e donazioni: se questi fondi non arriveranno, da gennaio del nuovo anno non potremo pagare né bollette né dipendenti.

Eppure si tratta di un’istituzione di valore internazionale. “Da settembre a oggi sono stata invitata dovunque nel mondo, dal Brasile, alla Germania, alla Francia, non solo per parlare della Crusca, delle sue attività e delle sue pubblicazioni – sottolinea la professoressa Maraschio -, ma per sostenere, grazie al prestigio dell’Accademia, iniziative a sostegno della lingua italiana, come ad esempio l’istituzione di una cattedra di italianistica all’Università di Belem in Brasile. Il Consiglio di Stato ha espresso un parere circa la nostra natura giuridica pubblica (solo Accademia dei Lincei e Crusca hanno questa natura), ma occorre uscire anche dalla precarietà finanziaria”…

(Da La Nazione, 20/11/2009).

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  • Il ‘profondo rosso’ di Nazionale, Opificio e Accademia della Crusca

    di Letizia Cini

    … Nessun cenno di miglioramento per quanto riguarda l’Accademia della Crusca, istituzione che dalla fine del ‘500 si occupa della ‘lingua nazionale’. “Sul fronte economico siamo messi male, viviamo in una situazione di precarietà – si duole Nicoletta Maraschio, la prima presidente donna -. Fino a oggi siamo andati avanti con il finanziamento straordinario concesso da Rutelli, ma a dicembre questi soldi finiranno”.

    “Confidiamo nella Finanziaria del Governo, ma anche in quella della Regione – riprende -. Fra i cinque dipendenti e le spese vive a cui far fronte per mantenere la sede (che finalmente abbiamo ottenuto in comodato gratuito dal Demanio per 19 anni), spendiamo 400 mila euro l’anno: dal ministero, Regione e Comune arriva una cifra inferiore ai 250 mila. Oltre a questo c’è poi tutta l’attività dell’Accademia. Non possiamo contare solo su sponsor e donazioni: se questi fondi non arriveranno, da gennaio del nuovo anno non potremo pagare né bollette né dipendenti.

    Eppure si tratta di un’istituzione di valore internazionale. “Da settembre a oggi sono stata invitata dovunque nel mondo, dal Brasile, alla Germania, alla Francia, non solo per parlare della Crusca, delle sue attività e delle sue pubblicazioni – sottolinea la professoressa Maraschio -, ma per sostenere, grazie al prestigio dell’Accademia, iniziative a sostegno della lingua italiana, come ad esempio l’istituzione di una cattedra di italianistica all’Università di Belem in Brasile. Il Consiglio di Stato ha espresso un parere circa la nostra natura giuridica pubblica (solo Accademia dei Lincei e Crusca hanno questa natura), ma occorre uscire anche dalla precarietà finanziaria”…

    (Da La Nazione, 20/11/2009).

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