Con il business english niente ostacoli per gli affari

Con il business english niente ostacoli per gli affari

di Fabrizio Galimberti

FONTE: IL SOLE 24 ORE — 26.03.2009

L’oculista-linguista Ludwik Lejzer Zamenhof ci aveva provato. Quell’ebreo polacco nato nel 1859 voleva affratellare i popoli e creò una nuova lingua – l’esperanto – cui aveva assegnato un’ardua missione, come dice il monumento commemorativo in suo onore: «Quando i popoli potranno liberamente comprendersi, cesseranno di detestarsi».

L’ardua missione non è mai stata portata a termine e l’esperanto, malgrado gli sforzi di piccoli gruppi di fedeli adepti e ferventi credenti, non è mai decollato. Ma l’intuizione di Zamenhof non era sbagliata. Una lingua perché i popoli possano comprendersi ci vuole. Il problema è che non può essere imposta dall’alto (sono troppo forti le gelosie nazionali) e può solo crearsi per una spontanea sedimentazione dal basso. Ed è questo quel che è successo con l’inglese.

Come era da prevedersi, questa “spontanea sedimentazione dal basso” è andata rotolando lungo il piano inclinato delle convenienze economiche. Quando Zamenhof parlava di “comprensione” tra i popoli aveva in mente qualcosa di culturale, di sociale e di spirituale, ma non vi è dubbio che, in un’ottica di primum vivere, deinde philosophare, la prima “comprensione” è quella che si riferisce a scambi e commerci.

L’inglese è ormai la lingua semi-ufficiale degli scambi internazionali. Per vendere piastrelle in Cina, scarpe in Giappone o macchine utensili in Brasile non è necessario sapere il cinese o il giapponese o il portoghese: basta l’inglese. Il Business English è da tempo la lingua franca dei commerci e lo sarà sempre di più. Chi abbia compreso per tempo questa tendenza e si sia in passato attrezzato per imparare bene l’inglese oggi gode di un grosso vantaggio competitivo. E il miglior regalo che genitori pensosi possano fare a figli adolescenti è quello di mandarli in vacanze-studio o in programmi di scambio scolastico così da radicarli in un bilinguismo pratico ormai indispensabile.

Quando decenni fa si studiava a scuola l’inglese o il francese il programma prevedeva anche la scrittura di “lettere commerciali”. Si trattava di composizioni che oggi farebbero sorridere, ma il problema non sta nelle qualità letterarie delle “lettere commerciali”. Sta nel fatto che il Business English oggi si nutre anche e soprattutto di contatti umani, e la parola parlata è altrettanto importante di quella scritta. I sitcom presentati in questo corso soddisfano le esigenze di conversazione con una grande varietà di approcci.

Il Business English, comunque, è English prima di essere Business. E l’apprendimento di un’altra lingua è una questione di cultura prima ancora di essere uno strumento per la vita pratica. Conoscere due lingue è come avere due anime, disse qualcuno. Ma per avere due anime bisogna essere del tutto bilingui, e per il Business English questo non è necessario. Quante lingue è bene sapere? In molti Paesi si fa strada l’insegnamento delle lingue basato sul magico numero di tre: la propria lingua, un’altra lingua da imparare a fondo, e l’inglese da imparare quanto basta per interagire col resto del mondo. Con l’avvertenza che la seconda lingua – quella da saper bene – potrebbe essere proprio l’inglese, che così riempirebbe sia la casella della lingua che provvede la “seconda anima” che quella della lingua pratica. In ogni caso, l’inglese ci vuole, anche se attorno a un tavolo in cui dieci nazionalità diverse cercano di farsi comprendere parlando ognuno nel proprio particolare inglese ci potranno essere momenti di incomprensione, se non di panico. Ma come minimo, queste incomprensioni potranno essere più un’occasione di imbarazzo o di divertimento che un invito all’antagonismo. E sarà realizzato l’antico sogno di Zamenhof: se i popoli cercano di comprendersi, «cesseranno di detestarsi».

fabrizio@bigpond.net.au

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/03/business-english-no-ostacoli-affari.shtml?uuid=1fdea856-19f5-11de-b1e2-5d56434cd0c1&DocRulesView=Libero[addsig]

Lascia un commento

0:00
0:00