Con Dante verso il 2021
Al via le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Poeta
di Annamaria Corrado
“Avviare nel 2011 le celebrazioni del 7° centenario della morte di Dante significa farlo nel momento più giusto, e cioè nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il Sommo Poeta, con la sua riflessione sulla lingua, è stato antesignano in termini di intelligenza e di cultura dell’unificazione del Paese”. Antonio Patuelli, presidente del gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna, commenta così il debutto di ‘Dante 2021’, la nuova manifestazione culturale che arricchirà il settembre dantesco ravennate, preparando le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Poeta, previste per il 2020-2021. La prima edizione si svolgerà dall’8 al 10 settembre e sarà incentrata sul valore della lingua italiana come elemento primario dell’identità nazionale e dello stesso processo unitario.
L’evento è stato annunciato ieri, con Patuelli, dal presidente della Fondazione Cassa, Lanfranco Gualtieri, e da Nicoletta Maraschio, presidente dell’Accademia della Crusca, cui è affidata la direzione scientifica della manifestazione, a suggellare ulteriormente il legame tra le due città dantesche per eccellenza, Ravenna e Firenze.
La presentazione del Festival è stata anche l’occasione per alcune anticipazioni su un programma ricco di conferenze, dibattiti, recital, balletti e concerti, con attori del calibro di Pamela Villoresi e Virginio Gazzolo, artisti come Emiliano Pellisari e studiosi come il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Si parlerà della lingua delle Costituzioni italiane, dell’Italia di Dante tra realtà e ideale, dei dialetti, dell’importanza del trattato “De vulgari eloquentia”.
La manifestazione, che si svilupperà tra piazza del Popolo, i Chiostri francescani e il teatro Alighieri, ospiterà al suo interno una mostra ‘dantesca’ con opere di artisti contemporanei italiani e stranieri, e il Premio Dante Ravenna, dedicato a chi, in ambiti e con strumenti diversi, si sia distinto nella diffusione della lingua, della letteratura e dei valori civili di Dante. La preparazione alle celebrazioni del 7° centenario della morte di Dante, assume anche un significato particolare in relazione alla candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura per il 2019. “C’è una concatenazione di date – ha spiegato Patuelli – che va dal 2019 al 2021. In questa prospettiva il festival ‘Dante 2021’ dà un significato di grande rilievo alla candidatura, la pone non solo in termini di municipalità, ma in termini emblematici dal punto di vista dell’identità della lingua e della cultura italiane, intese come eventi europei”.
Per Nicoletta Maraschio, parlare del Sommo Poeta significa raccontare un grande sperimentatore: “Nella Commedia apre a molte altre lingue, dall’arabo al fiorentino popolare. Quando ci proiettiamo con Dante sul presente, scopriamo sempre la sua attualità”.
(Da La Nazione, 25/5/2011).











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