Da TarantoFuturo Europa
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Comunicato Stampa della Federazione Esperantista Italiana Roma, 7 ottobre 2003
La Federazione Esperantista Italiana, in riferimento a quanto pubblicato sulla pagina “cultura” del “Corriere della Sera” di ieri a firma di Marco Nese, riguardo “l’esigenza di un linguaggio comune europeo”, dichiara la propria convinzione sulla necessita’ che la nostra classe politica, a partire dal Governo, promuova un convegno attraverso il quale venga approfondito il problema della lingua e della democrazia linguistica nell’Europa Unita e ribadisce che gli esperantisti si battono per la difesa di tutte le lingue e di tutte le culture, senza distinzioni fra lingue e culture “grandi” e “piccole” e, quindi, non si pongono contro nessuna lingua. La F.E.I. invita gli intellettuali ed i politici ad affrontare, con obiettivita’, il problema della comunicazione internazionale in generale ed a valutare la situazione che si verra’ a creare nell’Europa a 25, dove le lingue nazionali saranno ben 20.
La proposta di adottare l’esperanto come seconda lingua neutrale e soluzione equa per tutti, come lingua per la comunicazione internazionale, e’ piu’ realistica di un utopistico plurilinguismo che, di fatto, nasconde soluzioni pratiche antidemocratiche.
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