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Caso Assange, la difesa: E' persecuzione politica USA

I DISSIDENTI AMERICANI [ERAVAMO ABITUATI AI DISSIDENTI RUSSI, COME QUALCUNO RICORDA]

Caso Assange, la difesa: “E’ persecuzione politica Usa”

Libertà di stampa contro reati digitali. È la sfida che deciderà il destino di AsJsange, dopo l`arresto a Londra. La richiesta di estradizione degli Stati Uniti si basa solo sull`accusa di aver aiutato Chelsea Manning a violare una password del Pentagono, e al momento non poggia sull`Espionage Act, che avrebbe incluso la colpa di aver disseminato informazioni segrete. Ciò per un motivo molto chiaro: evitare di scontrarsi con il Primo emenda- mento della Costituzione, che garantisce ai giornalisti la libertà di espressione, e quindi di pubblicare le notizie raccolte. L`Eastern District of Virginia rimprovera al fondatore di WikiLeaks di aver commesso un reato di hacking, e per questo chiede di processarlo, a prescindere dalla ragione per cui il reato è stato commesso, ossia la pubblicazione di documenti riservati. E possibile che altre incriminazioni vengano aggiunte in futuro, ad esempio se fosse provato che Julian aveva violato la legge anche nel caso della pubblicazione delle mail di Hillary Clinton, o se fosse dimostrata la sua collaborazione con i servizi segreti russi, che secondo il procuratore Mueller si nascondevano dietro all`hacker Guccifer 2.0 per condurre l`operazione. Al momento però gli inquirenti hanno scelto di non seguire questa strada, per evitare che il caso si avviti intorno al dibattito sulle minacce per i giornalisti e la libertà di stampa.
«Combatteremo l’estradizione»
Il collegio difensivo di Assange, composto tra gli altri dall`ex giudice spagnolo Baltasar Garzon, l`avvocatessa australiana Jennifer Robinson, e il legale americano Barry Pollack, ha una posizione opposta. Come ha chiarito Pollack, «noi contesteremo e combatteremo l`estradizione. Le accuse fattuali in sostanza si riducono ad aver incoraggiato una fonte a fornire informazioni, e aver compiuto sforzi per proteggere l`identità di tale fonte. I giornalisti di tutto il mondo dovrebbero essere profondamente turbati da queste incriminazioni senza precedenti». Garzon ha aggiunto che il suo cliente correrebbe il rischio di essere torturato, se fosse consegnato agli Usa. La strategia legale dunque sta emergendo in maniera chiara. Come prima cosa, gli avvocati cercheranno di opporsi all`estradizione denunciando che i diritti umani del fondatore di WikiLeaks potrebbero essere abusati. Quindi sosterranno che il caso non riguarda il furto di una password, ma è una persecuzione politica dovuta al risentimento di Washington per la pubblicazione di documenti segreti, e quindi una violazione dei diritti di Assange come giornalista, protetti dal Primo emendamento. Così sperano di allungare per anni il processo per l`estradizione, e convincere gli inglesi a non concederla.