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Politica e lingue

CARCERI: BORTOLOTTO, DETENUTI DISCRIMINATI DALLE LINGUE

CARCERI: BORTOLOTTO, DETENUTI DISCRIMINATI DALLE LINGUE

(ANSA) – ROMA, 30 MAG – DETENUTI ”ESOTICI” DISCRIMINATI DALLE LINGUE. CURDI, LITUANI O NATIVI DI REMOTE REGIONI DELL’ASIA O DELL’AFRICA COME, AD ESEMPIO, IL KAZACHISTAN O IL BURKINA FASO, CHE HANNO LA SVENTURA DI ESSERE ARRESTATI IN ITALIA E QUINDI ”CUSTODITI” PER UN PO’ NELLE PATRIE GALERE, RISCHIANO DI NON POTER PIU’ AVERE RAPPORTI O CONTATTI CON I PROPRI FAMILIARI PER TUTTO IL PERIODO DELLA DETENZIONE. IL MOTIVO? LA MANCANZA DI INTERPRETI IN GRADO DI TRADURRE LINGUE PRESSOCHE’ SCONOSCIUTE NEL NOSTRO PAESE.
A DENUNCIARE QUESTA SITUAZIONE E’ IL SENATORE VERDE FRANCESCO BORTOLOTTO CHE, IN UN’INTEROGAZIONE AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, CHIEDE IN CHE MODO ”SI INTENDA GARANTIRE IL DIRITTO DEI DETENUTI STRANIERI ALLE COMUNICAZIONI TELEFONICHE CON I PROPRI FAMILIARI E AMICI” DAL MOMENTO CHE ESISTE UNA DISPOSIZIONE DEL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA SECONDO LA QUALE GLI STRANIERI DETENUTI NON POSSONO FARE TELEFONATE SE NON IN PRESENZA DI UN INTERPRETE CAPACE DI TRADURRE IL CONTENUTO DELLE CONVERSAZIONI. MA QUESTI INTERPRETI ”SPECIALI”, SPIEGA BORTOLOTTO, SONO PIUTTOSTO RARI TRA IL PERSONALE DELLE CARCERI ITALIANE. E NEANCHE LA ”SOLUZIONE”, PROSPETTATA DAL MINISTERO AL DIRETTORE DEL CARCERE DI VICENZA CHE AVEVA SOLLEVATO IL PROBLEMA, DI RIVOLGERSI AI PERITI DEL TRIBUNALE HA FUNZIONATO: ANCHE QUI INFATTI MANCANO INTERPRETI PER TUTTE LE LINGUE E POI ”SONO SPESSO INDISPONIBILI PER LA BASSA RETRIBUZIONE”.
30-MAG-97

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