Capire prima di tutto

La comprensibilità anzitutto

di Giorgio Bronzetti

Uno splendido esempio di viver civile ci viene dalla Cancelleria federale

svizzera che con i suoi servizi linguistici centrali mette a disposizione

dei cittadini un lungo elenco di termini inglesi con le possibili

sostituzioni in francese, tedesco e italiano oltre ad offrire la

possibilità di consultare un’infinità di dizionari elettronici mono e

bilingui, generali, tecnici, scientifici ed enciclopedici nelle lingue

della Confederazione ed in altre lingue più diffuse.

Ma ciò che soprattutto colpisce noi di Disvastigo, il cui motto è sempre

stato “Capire e farsi capire diritto dovere di civiltà” è quanto si legge

nella presentazione del servizio di consulenza linguistica attivato da un

gruppo di lavoro composto da linguisti, redattori e responsabili

dell’informazione dell’Amministrazione federale che si è prefisso di

promuovere un uso più consapevole della lingua e di concentrare la sua

attenzione sulla scelta delle parole, evitando l’uso di parole straniere

(in prevalenza anglicismi):

http://www.admin.ch/ch/f/bk/sp/anglicismes/anglicismes-it-1.html

New Public Management, e-government, call center: concetti chiari per

tutti? Per la Confederazione e per le altre amministrazioni pubbliche è

estremamente importante che i testi destinati a un vasto pubblico siano

facilmente comprensibili. Ne va della possibilità per i cittadini di

conoscere esattamente quali sono i loro diritti e i loro obblighi. Anche

chi intende avvalersi di prestazioni dell’amministrazione, ad esempio

presentare una domanda o prorogare un passaporto per via elettronica, deve

poter capire le procedure da seguire.

Tutti i testi con cui l’amministrazione si rivolge ai cittadini – testi

normativi, messaggi, rapporti, comunicati stampa, spiegazioni per le

votazioni come pure istruzioni diffuse elettronicamente – devono pertanto

essere redatti in un linguaggio generalmente comprensibile. Oltre a frasi

semplici e trasparenti, a una struttura logica del testo e ad altri

espedienti, la comprensibilità di un testo presuppone anche una scelta

oculata delle parole.

A noi italiani che abbiamo le Poste che infarciscono i servizi di ridicolo

italenglish, le banche che ti mandano delle paginette che sembrano delle

crittografie da Settimana Enigmistica, il medico paesano che in un ospedale

di provincia ti chiede dopo qualche giorno di ricovero “come va il follow

up”? e i politici che scoprono la privacy, il welfare, il question time ecc

e Sabatini che riporta nel Dizionario della Lingua Italiana pure

shirt=camicia (a quando bread = pane e wine=vino?) leggere certe cose ci fa

sentire in una colonia sottosviluppata e questo civismo svizzero che fa in

modo che i cittadini capiscano ed i funzionari governativi parlino come

mangiano per farsi capire dai cittadini al cui servizio sono e si sentono

gli stessi funzionari (poiché in Svizzera, come anche G.B. Shaw diceva in

una sua commedia, il titolo di “cittadino” e’ molto superiore a quello di

“governatore”, “re” o “presidente”) ci sembra ancora un sogno lontano.

(Da Disvastigo 321, 29/12/06).

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