Bruxelles: Istituto di Cultura. Mae: «gravi irregolarità amministrativo-contabili» nel presente.

Interventi & Repliche.

Bruxelles: l’Istituto di Cultura.

In relazione all’articolo del 29 gennaio sull’Istituto italiano di Cultura di Bruxelles, mi preme precisare che non vi è – né io l’ho trovato al mio arrivo -alcun «buco» alI’Iic di Bruxelles. Né tantomeno esso è stato contestato dall’ispezione ministeriale, che per altro ha riguardato lic, consolato di Bruxelles ed Ambasciata presso il Regno del Belgio. Durante la mia permanenza in lic, ho invece trovato una serie di irregolarità che persistevano da anni, tra le quali in primis il fatto che gli insegnanti non avessero alcun contratto. Una situazione ben nota al ministero, come testimonia anche la lettera
scritta al ministro Bonino dagli stessi insegnanti. In altre parole, mi vengono oggi imputate mancanze che derivano dalle gestioni precedenti e che io ho faticosamente sanato. In particolare, per sanare la situazione dei contratti agli insegnanti ho fatto ricorso all’art. 18 L. 401/90, che permette ai direttori lic di dare incarichi limitati nel tempo a specialisti. L’art. 18, non solo è particolarmente appropriato data la specializzazione degli insegnanti di
italiano come lingua straniera, ma ha anche permesso forti risparmi. Ad esempio, nel periodo settembre-dicembre 2012, i nostri 14 insegnanti hanno percepito
complessivamente 22.250€. Qualora I’lic avesse optato per l’assunzione a tempo determinato ex. art. 17 L. 401/90 – come fatto per esempio dall’lic di Parigi – per coprire tutte le ore di insegnamento, concentrate la sera e il sabato mattina, si sarebbero dovute reclutare almeno 8 persone, per un costo complessivo di 48.000€. Inoltre, l’art. 17 avrebbe gravi effetti sulla didattica in quanto permettendo un solo rinnovo determinerebbe un continuo e dannoso turnover degli insegnanti. Termino osservando che la soluzione contrattuale alla quale siamo attualmente obbligati a ricorrere – ovvero far iscrivere gli insegnanti a un’agenzia interinale comporta oneri assai più alti della soluzione ex art. 18, sia per I’lic che per gli stessi insegnanti, che proprio per questo, hanno scritto al ministro.
Federiga Bindi, direttore lic di Bruxelles

Grazie della precisazione, riguardante alcune dettagliate dichiarazioni rilasciatemi dalla professoressa Bindi. Abbiamo un problema di vocabolario: dire «buco» equivale a dire «irregolarità che persistevano da anni», come afferma Federiga Bindi, o «gravi irregolarità amministrativo-contabili», come ha comunicato il ministero degli Esteri, riferendosi però al presente? Bindi parla anche di «mancanze che derivano dalle gestioni precedenti», il mio articolo parlava di «presunto ammanco»: chissà, alla fine saranno magari dei giudici a chiarirci la verità. (I.off.) Luigi Offeddu
(Dal Corriere della Sera, 3/2/2014).

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