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BREVETTO UE, VARATA LA PROPOSTA TRAMITE COOPERAZIONE RAFFORZATA

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Brevetto Ue/ Nuova proposta Commissione, senza Italia e Spagna. Ma imprese dei due paesi potranno partecipare al sistema a 25

Di Redazione Ultimissime mercoledì, aprile 13th, 2011

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Economia interna –
Bruxelles, 13 apr. (TMNews) – La Commissione Ue ha varato oggi la proposta per un regime europeo del brevetto da stabilire attraverso una ‘cooperazione rafforzata’ tra 25 paesi invece che a 27. Restano fuori dal sistema l’Italia e la Spagna, che si sono opposte alla decisione di mantenere solo tre lingue ufficiali per i brevetti (inglese, francese e tedesco), ciò che mette su un piano d’inferiorità l’italiano e lo spagnolo.
Non è solo una questione di orgoglio nazionale: quello che si teme è che le imprese italiane o spagnole potrebbero essere costrette, in caso di controversie legali, a difendersi davatni a un giudice in tedesco o in francese, e non più solo in inglese. Uno svantaggio che non avranno le imprese tedesche, austriache e francesi (per non parlare di quelle britanniche e irlandesi), per la quali sarà sempre disponibile una versione del brevetto nella propria lingua.
La proposta della Commissione prevede tuttavia un periodo transitorio di 12 anni in cui per tutti i brevetti esisterà comunque una versione inglese (non vi sarà ancora, cioè, il regime rigidamente trilingue, con versioni esistenti solo in francese o solo in tedesco). Le richieste al nuovo ufficio del brevetto europeo potranno essere presentate in una qualsiasi delle altre lingue ufficiali dell’Ue, compresi l’italiano e lo spagnolo. Il brevetto rilasciato in inglese (o in francese e tedesco, ma comunque con una versione inglese disponibile) costerà 680 euro, e potrà essere tradotto in un’altra lingua ufficiale dell’Ue a un costo oscillante fra i 1.000 e i 1.500 euro. Dopo 12 anni, tuttavia, si tornerà al regime perfettamente trilingue.
In sostanza, la cooperazione rafforzata non esclude affatto le imprese italiane o spagnole. Queste potranno partecipare al sistema di tutela brevettuale degli altri 25 paesi, senza alcuna discriminazione. L’unico problema in più che avranno è che dovranno chiedere anche la tutela con un brevetto nazionale nel proprio paese (ed eventualmente, se sono interessate, anche nell’altro dei due Stati rimasti fuori), perché gli effetti del brevetto europeo non si applicheranno automaticamente a Italia e Spagna. Le stesse condizioni varranno anche per un’impresa residente in uno degli altri 25 paesi, se vorrà estendere la protezione del proprio brevetto europeo all’Italia e alla Spagna.
La Commissione presenterà a maggio una proposta complementare per il sistema giurisdizionale del brevetto europeo (ovvero il tribunale e la corte d’appello che saranno creati per dirimere le controversie sui brevetti), dopo che la Corte di giustizia Ue ha bocciato la sua precedente proposta.

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