Branduari e l’Esperanto

Copertina del libro di Meyssan "L'incredibile menzogna. Nessun aereo è caduto sul Pentagono"

Con un look che fa rabbrividire i parrucchieri, la sua voce e la sua musica così evocative, il suo frequente ricorso a strumenti antichi e le sue storie magiche che celebrano la natura e la leggenda, Angelo Branduardi si è affermato dalle nostre parti durante la metà degli anni settanta.
Musicista completo e amante della sperimentazione, sintesi musicale che si snoda tra passato e futuro, amante delle donne e della poesia, Angelo Branduardi si è applicato, durante tutta la propria vita, allo studio di tutte le forme di musica : classica (di formazione), medioevale (ricreata con strumenti d'epoca), recente (suoni evocativi) e moderna (” Domenica e Lunedì”).
Italiano, celtico ed ebreo come ama definirsi, musicista e violinista di talento riconosciuto, si è affermato in tutta Europa grazie alle sue lunghissime tournée.
Questo strano personaggio è uno dei rari artisti ad essere riuscito a fondere in una miscela musicale tutte le epoche e le culture europee…
Per arrivare a questo risultato quasi perfetto, ha fuso in egual misura il linguaggio delle genti: il francese, l'inglese, il tedesco, l'esperanto (cosa rara), l'italiano (naturalmente), sono le sfumature dell'espressione che coltiva, tra le altre, con grande attenzione. La musica ed il linguaggio sono alla base di tutta la comunicazione e di qualunque comprensione fra la gente.
Riconosciuto nel mondo intero nonché premiato dalla critica italiana, francese e tedesca per citarne alcune, Egli rappresenta attualmente ” la miscela ” più perfetta delle culture. Non ne disconosce quindi le sue origini: partecipa alla vita politica del paese in cui risiede, è antropologo, e l'economia, la cultura e la storia del suo paese hanno pochi segreti per lui.
Angelo si interessa dei bambini maltrattati, partecipa alle iniziative a scopo umanitario, che dimostrano come l'uomo sia completo, cosciente di tutti i problemi umani contro cui combatte con tutte le proprie forze.
Questo artista rappresenta l'unione delle culture, della musica e dell'espressione del senso di responsabilità con la R maiuscola. Egli Canta nelle lingue dei paesi che attraversa e trasmette un messaggio di pace universale.
I suoi viaggi in Francia sono stati estremamente rari negli ultimi dieci anni anche se ama ed ha vissuto nel nostro paese (Costa Azzurra/Alpi Marittime). Il suo album “live” “Camminando Camminando” ricorda molto bene il suo percorso di “menestrello” (anche se non gradisce veramente questo termine un po' troppo classificante) Europeo e dimostra l'evoluzione nella comprensione dell'essere umano tramite il viaggio e l'apertura linguistica.
Angelo Branduardi è nato a Cuggiono, vicino Milano nel 1950. A cinque anni, vuole imparare a suonare il piano, ma poiché è troppo costoso per la borsa della famiglia e troppo grande per l'appartamento, sceglie il violino. Studia così violino a Genova e diventa membro dell'orchestra del Conservatorio.
In un'impressionante crescendo suona già professionalmente a undici anni, si diploma a quindici, e diviene presto, a Milano, un musicista da studio molto apprezzato. I suoi studi lo conducono all'Università dove si appassiona alla Filosofia (in effetti 3 mesi… perché pensava di trovare là le risposte alle domande fondamentali poste dalla vita…;o), tutto ciò continuando i suoi studi musicali.
Curioso di tutto, maneggia diversi strumenti, scopre le altre correnti musicali (come la musica moderna nel 1965), scrive la sua prima canzone a 18 anni (“Confessioni di un Malandrino”) e registra nel 1973 un album che non uscirà mai.
Cosciente delle difficoltà che incontrerà per trasformare la propria passione in un lavoro, decide di partire per l'Australia. In quel momento lo scopre la RCA che lo lancia a livello nazionale con il suo primo album “Angelo Branduardi”.

fonte: www.branduardi.com
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