Bolivia: dato l’impulso per la creazione di un Ministero delle Autonomie.

Bolivia: dato l’impulso per la creazione di un Ministero delle Autonomie.
(da Mario Hubert Garrido, Prensa Latina)
Rebelión, 5 luglio.- Ai 17 ministeri già esistenti, la Bolivia prevede di incorporare un nuovo portafoglio che si incarichi delle autonomie dipartimentali, secondo quanto annunciato da Palacio Quemado. Il presidente stesso Evo Morales ha spiegato che la creazione della nuova istituzione consoliderebbe questo tipo di regime territoriale, mantenendo saldi iprincipi quali la solidarietà e l’unità.
In un atto popolare, in prossimità della consegna di macchinari per la riparazione delle vie di Santa Cruz, il capo dello Stato ha ribadito il suo progetto di creare un Ministero delle Autonomie, proposto già cinque mesi fa senza alcun progresso.
Morales ha ricordato che a luglio del 2006, insieme alla consultazione sulla necessità di un’Assemblea Costituente per rifondare il paese, l’esecutivo ha proposto un referendum sulle autonomie dipartimentali. Ha anche sottolineato che per stabilire le autonomie nelle regioni è necessario ratificare la Nuova Costituzione Politica dello Stato, progetto approvato a dicembre passato, nell’Oruro.
Il procuratore ha espresso la convinzione che nel 2009 i boliviani possano recarsi alle urne per convalidare o rifiutare la nuova costituzione. Ha insistito sulla necessità di formare assemblee legislative dipartimentali costituite attraverso la votazione, che siano incaricate di redigere gli statuti autonomi.
Da parte sua, il vicepresidente della Repubblica Alvaro García ha spiegato a Prensa Latina che l’autonomia è una distribuzione territoriale del potere che sempre è esistito in Bolivia “la cosa nuova è il discorso e il contesto che include i civici della regione della Media Luna (Pando, Beni, Santa Cruz y Tarija)”, ha affermato, le consulte economiche delle quali sono state dichiarate illegali in maggio e in giugno, dal Congresso e dal Governo centrale.
García ha spiegato che il punto focale di queste associazioni è il denaro. Dove resta il denaro, nel paese, o al di fuori di esso, nello Stato o in poche famiglie?. In questo senso ha enfatizzato che il nucleo dell’intero dibattito generato dai prefetti in opposizione, è scatenato da chi controlla i flussi di denaro nel paese; lo stato o gli stranieri, poche famiglie, o i paesi.
“Siamo promotori di un’autonomia dipartimentale democratica, ma anzitutto legale” ha assicurato.
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