Bene il Sottosegretario Mantica, male il Ministro Gelmini

Bene il Sottosegretario Mantica, male il Ministro Gelmini
Dichiarazione di Giorgio Pagano
[fimg=left]http://www.esteri.it/MAE/Images/palla_pomodoro_IT.jpg[/fimg] “Ci congratuliamo con il Sottosegretario Alfredo Mantica, che ha firmato l’accordo con il Ministero albanese dell’Educazione che prevede l’uso dell’italiano come prima lingua straniera nelle scuole”. Lo dichiara il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano.
“Questo accordo dimostra che l’italiano può essere una lingua veicolare e, ne siamo certi, potrebbe esserlo anche oltre Atlantico: pensiamo a Paesi come l’Argentina o il Venezuela, dove le comunità italiane sono numerose e importanti”.
“C’è però una divergenza di direzioni nella politica della maggioranza: mentre il Ministero dell’Istruzione impone l’insegnamento di materie non linguistiche in lingua inglese, creando i presupposti occupazionali nelle scuole italiane per i madrelingua dei Paesi anglofoni, il Ministero degli Affari Esteri sigla invece un memorandum a Tirana che istituisce l’italiano come prima lingua straniera,specificando che in tre scuole superiori il 50% delle materie verrannoinsegnate da professori giunti dall’Italia. E’ evidente la necessità di un Ministero per la Lingua e la Cultura Italiana, che accorpi le responsabilità oggi divise tra vari ministeri e che contrasti da un lato le discriminazioni linguistiche che subiamo nell’Unione Europea,gli schiaffi economici e diplomatici come quello dei brevetti, la disuguaglianza sul piano occupazionale di cittadini europei italiani einglesi; dall’altro, il calo dell’interesse e della diffusione dell’italiano nel mondo, persino in Stati come la Svizzera, dove è terza lingua nazionale, che ne ha appena proposto la soppressione nei licei del Canton San Gallo”, prosegue Pagano.
“Quello in Albania è un grosso risultato: mentre qui si apre ai madrelingua inglese, lì quantomento si apre ai madrelingua italiana, anche se si rischia una catena nonsense in cui i docenti inglesivengono a insegnare in Italia e quelli italiani vanno in Albania, se non c’è una uniforme volontà d’intenti tra il Ministero dell’Istruzione e quello degli Esteri. Se la politica è quella di Mantica, ha il nostro plauso, in quanto tutela la lingua italiana e lasua diffusione negli interessi nazionali; se è invece quella della Gelmini, come radicali diciamo no a un mercato scolastico ad appannaggio dei madrelingua inglesi, con la crisi occupazionale e ildramma del precariato che i docenti italiani sono costretti a vivere nel nostro Paese”, conclude Pagano.

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  • Italian Network.it

    FORMAZIONE LINGUA ITALIANA ALL’ESTERO – ALBANIA – ASSOCIAZIONE RADICALE ESPERANTO: “BENE SOTTOSEG.MANTICA ACCORDO MINISTERO EDUCAZIONE ALBANESE ITALIANO PRIMA LINGUA STRANIERA”

    (2011-01-24)
    "Ci congratuliamo con il Sottosegretario Alfredo Mantica, che ha firmato l’accordo con il Ministero albanese dell’Educazione che prevede l’uso dell’italiano come prima lingua straniera nelle scuole". Lo dichiara il Segretario dell’ Associazione radicale "Esperanto" Giorgio Pagano.

    "Questo accordo dimostra che l’italiano può essere una lingua veicolare e, ne siamo certi, potrebbe esserlo anche oltre Atlantico: pensiamo a Paesi come l’Argentina o il Venezuela, dove le comunità italiane sono numerose e importanti".

    "C’è però una divergenza di direzioni nella politica della maggioranza: mentre il Ministero dell’Istruzione impone l’insegnamento di materie non linguistiche in lingua inglese, creando i presupposti occupazionali nelle scuole italiane per i madrelingua dei Paesi anglofoni, il Ministero degli Affari Esteri sigla invece un memorandum a Tirana che istituisce l’italiano come prima lingua straniera, specificando che in tre scuole superiori il 50% delle materie verranno insegnate da professori giunti dall’Italia.

    E’ evidente la necessità di un Ministero per la Lingua e la Cultura Italiana, che accorpi le responsabilità oggi divise tra vari ministeri e che contrasti da un lato le discriminazioni linguistiche che subiamo nell’Unione Europea, gli schiaffi economici e diplomatici come quello dei brevetti, la disuguaglianza sul piano occupazionale di cittadini europei italiani e inglesi; dall’altro, il calo dell’interesse e della diffusione dell’italiano nel mondo, persino in Stati come la Svizzera, dove è terza lingua nazionale, che ne ha appena proposto la soppressione nei licei del Canton San Gallo", prosegue Pagano.

    "Quello in Albania è un grosso risultato: mentre qui si apre ai madrelingua inglese, lì quantomeno si apre ai madrelingua italiana, anche se si rischia una catena nonsense in cui i docenti inglesi vengono a insegnare in Italia e quelli italiani vanno in Albania, se non c’è una uniforme volontà d’intenti tra il Ministero dell’Istruzione e quello degli Esteri. Se la politica è quella di Mantica, ha il nostro plauso, in quanto tutela la lingua italiana e la sua diffusione negli interessi nazionali; se è invece quella della Gelmini, come radicali diciamo no a un mercato scolastico ad appannaggio dei madrelingua inglesi, con la crisi occupazionale e il dramma del precariato che i docenti italiani sono costretti a vivere nel nostro Paese", conclude Pagano.(24/01/2011 – ITL/ITNET)

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