ARTRITE REUMATOIDE

ARTRITE REUMATOIDE L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica su base autoimmune. L’AR è una malattia progressiva e invalidante che coinvolge le articolazioni e le componenti cartilagenee e ossee delle stesse.Nonostante l’attiva ricerca scientifica,le cause di questa malattia rimangono sconosciute.

La patogenesi è probabilmente legata ai seguenti fattori:

-fattori genetici

-agenti immunitari

-agenti patogeni

  • SEGNI E SINTOMI

Il primo importante sintomo dell’AR è l’infiammazione dolorosa delle articolazioni. Interessa sempre più di un’articolazione,  e ha progressione simmetrica simmetrica: articolazioni delle due mani, dei due polsi quelle dei gomiti e così via.
Un’altro elemento importante è la rigidità dell’articolazione, che si presenta dopo un periodo di riposo. Infatti uno dei criteri per la diagnosi è proprio la rigidità mattutina, cioè la difficoltà a muovere l’articolazione dopo il riposo notturno.
In teoria l’AR può colpire qualsiasi articolazione, tuttavia e più frequente l’interessamento di mani, piedi, gomiti e ginocchia.
Per quanto riguarda la colonna, di solito l’artrite si manifesta quasi sempre alle vertebre cervicali.

  • ESORDIO E PROGRESSIONE DELLA MALATTIA

L’esordio può avvenire a qualunque età; le manifestazioni di AR possono variare da forme autolimitantisi a forme di modesta entità clinica fino a forme con prognosi molto severe. Le manifestazioni più frequenti sono quelle articolari.
Generalmente vengono coinvolte le articolazioni con distribuzione simmetrica o verso una o poche articolazioni. La modalità di esordio è quella palindromica, caratterizzata da episodi di dolore e tumefazione che durano 2 o 3 giorni.
Molto spesso si verificano manifestazioni extra articolari, soprattutto verso individui sono titoli elevati di autoanticorpi contro il fattore reumatiode.
Infine è comune l’osteoporosi, secondaria all’interessamento reumatoide, che può essere aggravata dalla terapia cortisonica.

  • DIAGNOSI

E’ difficile poter distingere tra l’artrite reumatoide e le altre malattie che interessano le articolazioni basandosi semplicemente su uno o più test. Esistono dei test che provano l’esistenza generica di un’infiammazione; poi esiste il cosidetto effetto reumatoide, in sostanza un auto-anticorpo, ma malgrado il nome non è un’indicatore certo della presenza di AR.
La diagnosi quindi va posta sulla base dell’esame dello specialista (il reumatologo) che terrà presenti tutti gli aspetti citati finora.

  • TERAPIE

Curare l’artrite reumatoide significa agire su due fronti. Da una parte contrastare il dolore, a volte fortissimo, dall’altra impedire la progressione delle lesioni articolari. Per il primo obiettivo si impiega tutta la vasta gamma degli analgesici, a cominciare dagli antinfiammatori non steroidi e steroidi, e anche alcuni analgesci maggiori.
Evitare la progressione delle lesioni articolari richiede l’impiego di farmaci capaci di interrompere in qualche modo la reazione auoimmmune. Le sostanze impiegate a questo scopo sono chiamate farmaci di fondo, antireumatici capaci di modificare il decorso della malattia. Sostanzialmente tutti questi farmaci hanno l’effetto di interrompere l’attivazione o la proliferazione delle cellule del sistema immunitario, oppure, come accade con i cosidetti anti-TNF, di inibire la liberazione di una o più sostanze responasabili del processo infiammatorio.

  • IL DECORSO

Nella maggior parte dei malati il decorso dell’ artrite conduce ad alterazioni invalidanti delle articolazioni con notevole riduzione della qualità della vita. L’infiammazione cronica inoltre induce un precoce invecchiamento delle arterie (artersclerosi) per cui è stato osservato che infarti e ictus celebrali possono verificarsi in età precoce nei malati di AR rispetto alla popolazione generale. Infine è dimostrato che l’Artrite Reumatoide provoca enormi costi alla società per le cure (ricoveri, visite, farmaci, contributi di invalidità) e per la perdita di giornate lavorative. A questi vanno sommati i costi che i malati e le loro famiglie devono sostenere per l’aiuto a loro necessario. I costi aumentano con l’aumentare della disabilità che, in genere, interviene nelle fasi più evolute della malattia. E’ stato però osservato che è possibile cambiare il decoso della malattia e prevenire l’evoluzione verso l’invalidità. L’opportunità di bloccare questa malattia distruttiva è dipendente dalla diagnosi precoce e dalla impostazione di una corretta terapia con farmaci anti-reumatici fin dalle prime fasi della AR.
Affinchè ciò sia realizzabile devono essere coinvolti i medici di Medicina Generale e gli Specialisti alla condivisione di un definito percorso diagnostico-terapeutico. All’esordio dell’artrite il malato lamenta dolore e tumefazione articolare. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, si rivolge al proprio medico,  di Medicina Generale, che ha l’importante compito di sospettare la malattia e di inviare tempestivamente il malato allo specialista. Entrambe i medici, a disposizione del malato, avranno cura di sorvegliare l’evoluzione della malattia e i potenziali effetti tossici dei farmaci, collaborando in stretta integrazione, nel rispetto dei reciproci ruoli.

  • COME AGIRE

Tradizionalmente l’approccio all’AR era per così dire graduale. Si cominciava con la terapia analgesica e solo in un secondo momento si passava ai farmaci di fondo.
Attualmente si propende per un approccio più aggressivo sin dalle prime fasi, soprattutto quando il paziente presenta i segni di una rapida progressione del danno: fattore reumatoide etc..

  • CONCLUSIONI

l’Artrite reumatoide è una malattia cronica grave che ha esito, in numerosi pazienti, con importante disabilità, riduzione della qualità di vita e in progressivo incremento di costi economici correlati al grado di evoluzione.
E’ dimostrato che un intervento specialistico terapeutico precoce è in grado di arrestare, o quantomeno rallentare, questa evoluzione distruttiva articolare invalidante e di ripristinare qualità e quantità attesa di vita.
E’ necessario quindi un programma di informazione alla popolazione e una stretta integrazione del Medico di Medicina Generale che per primo valuta il malato con esordio di artrite con lo specialista che proporrà e gestirà la terapia.

ite reumatiode, malattia autoimmune data dal mal funzionamento del sistema immunitario….

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