Rete Voltaire | 11 settembre 2026
Secondo חטופים – 843 ימים של הפקרה (Ostaggi: 843 giorni di abbandono) – il nuovo libro di Shlomi Eldar e Ruth Yuval (edizioni Kinneret Zmora) – pochi giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023 il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan (MBZ), telefonò al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.
MBZ informò Netanyahu che Yahya Sinwar, capo militare di Hamas, stava preparando una grande offensiva contro Israele. La telefonata durò 45 minuti. Il primo ministro israeliano gli rispose che Israele era già pronto e che l’attacco sarebbe partito dalla Cisgiordania, non da Gaza.
Secondo gli autori, la telefonata di MBZ, che avvenne dopo che i negoziati tra Israele e Hamas, furono interrotti da Netanyahu, rifletteva una minaccia diretta di Sinwar, furioso per la rottura delle trattative. Sinwar parlò di Zinzal (terremoto), un termine che gli arabi usano per indicare guerre e rivoluzioni. Molto preoccupato per l’atteggiamento sfrontato di Netanyahu, MBZ espose i fatti a William J. Burns, direttore della CIA, che a sua volta inviò un rapporto di conferma al primo ministro israeliano.
• Nel libro si afferma inoltre che lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, primo ministro del Qatar, telefonò a David Barnea, direttore del Mossad, il 7 ottobre 2023, giorno dell’operazione Diluvio di Al-Aqsa. Gli disse di aver costretto Hamas ad accettare di liberare tutti gli ostaggi in cambio dell’impegno da parte di Israele a non effettuare più incursioni a Gaza. Barnea gli rispose: «Se vogliono liberare i civili, facciano pure. Noi non siamo pronti a parlare con Hamas».
• Inoltre, l’8 ottobre 2023 Sinwar fece telefonare in sua presenza dal suo braccio destro a un collaboratore di Mohammed Dahlan per riferirgli che Hamas era disponibile a liberare tutti gli ostaggi civili minorenni o ultracinquantenni, senza alcuna condizione. L’offerta fu trasmessa allo Shin Bet che rispose: «Netanyahu non vuole più parlare di nulla. Vuole solo la guerra e l’eliminazione di Hamas».
• L’ex primo ministro Naftali Bennett ha commentato su X: «L’articolo [di Haaretz] di questa mattina, che afferma che Netanyahu era stato avvertito delle intenzioni di Sinwar dieci giorni prima del massacro del 7 ottobre, è vero.
Netanyahu è personalmente e direttamente responsabile del fallimento che, sotto la sua supervisione, ha portato alla morte di migliaia di israeliani.
L’aver ignorato gli avvertimenti costituisce negligenza criminale, per questa ragione sta facendo di tutto per impedire la costituzione di una commissione d’inchiesta statale che riveli la verità […].
Se non sostituiamo questo governo non sapremo mai la verità, che potrà essere rivelata solo da una commissione d’inchiesta statale di cui Netanyahu impedisce la costituizione per paura che emerga la verità.»
• Il generale Yair Golan, ex vice-capo di stato-maggiore nonché presidente dei Democratici, che portò soccorso alle vittime il giorno stesso dell’attacco, ha commentato su X: «Le scuse del tipo “non mi hanno svegliato” non reggono più: Netanyahu sapeva. Era stato avvertito […]
L’inchiesta rivela che Netanyahu ricevette un avvertimento esplicito dall’emiro degli Emirati [Arabi Uniti] e l’ha deliberatamente nascosto ai vertici dell’esercito e allo Shin Bet. Questo spazza via tutte le menzogne che ci ha raccontato.
Ora è chiaro: Netanyahu è inadeguato e illegittimo. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele.
Dobbiamo sostituirlo subito!»















