Rete Voltaire | 30 maggio 2026
• Per iniziativa della Cina, che lo presiede nel mese di maggio 2026, il Consiglio di Sicurezza si è riunito il 22 maggio sotto la presidenza del ministro degli Esteri, Wang Yi, per un dibattito pubblico sulla difesa degli scopi e dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e sul rafforzamento del sistema internazionale incentrato sull’ONU.
Dall’incontro è emerso che la crisi del multilateralismo è innanzitutto crisi del Consiglio stesso, paralizzato dal diritto di veto dei membri permanenti e da una composizione che non riflette le realtà sempre più complesse del mondo contemporaneo.
• Wang ha avanzato diverse proposte:
– rivitalizzare la Carta delle Nazioni Unite per esprimere una leadership più forte:
– rivitalizzare l’autorità del Consiglio di Sicurezza per dimostrare una maggiore capacità di azione (ossia invitare la comunità internazionale a rispettare principi come il multilateralismo e la non-ingerenza negli affari interni, migliorando al contempo la governance globale e risolvendo le controversie con mezzi pacifici e preservando la pace e la stabilità regionale e mondiale);
– rivitalizzare la cooperazione mondiale allo sviluppo per sfruttare maggiori capacità di mobilitazione;
– rivitalizzare le piattaforme di governance globale per rafforzare le capacità di attuazione;
– rivitalizzare l’efficacia del sistema delle Nazioni.
Il ministro cinese ha affermato che la causa profonda del caos mondiale odierno non risiede nello spirito della Carta, a torto ritenuto sorpassato, ma nell’incapacità di mantenere e fare rispettare l’ordine internazionale e i principi fondamentali che regolano le relazioni internazionali, enunciati nella Carta.
• L’ambasciatore Vassily Nebenzia, rappresentante permanente della Russia, ha dichiarato: «Il nostro dovere è quello di custodire la Carta»; ha inoltre sottolineato quella che ha descritto come una «rimilitarizzazione» della Germania e del Giappone (che peraltro non ha nominato). Ha infatti affermato che i Paesi sconfitti durante la seconda guerra mondiale stanno ora cercando «pretesti plausibili per riscriverne i risultati».











