Incontrando il presidente cinese Xi Jinping, il presidente Donald Trump ha riconosciuto di essere suo pari. Dalla seconda guerra mondiale tutti i presidenti statunitensi si sono ritenuti superiori agli altri, in ragione della loro potenza e ricchezza. Il punto di vista cinese invece è diverso: il presidente Xi si ritiene alla pari non solo di Trump, ma di ogni suo omologo. Un cinese non crede che disporre di mezzi più potenti renda superiori.
Questa concezione gerarchica delle nazioni è peculiare dell’Occidente. Bisogna quindi interpretare il cambiamento di atteggiamento di Trump collegandolo alla cultura del suo interlocutore.
La settimana successiva il presidente russo Vladimir Putin si è recato a sua volta a Beijing. I commentatori occidentali hanno affermato che il presidente russo era ostaggio di quello cinese. Ancora una volta significa non aver capito nulla del loro rapporto, che non è frutto dei rispettivi interessi, ma della loro storia. Dal saccheggio del Palazzo d’Estate al tentativo di sterminio degli slavi da parte dei nazisti, Russia e Cina hanno entrambe sperimentato come si comportano gli Occidentali. Ne hanno tratto la conclusione che potranno resistervi solo rimanendo unite. È perciò assurdo pensare di ripetere quanto fecero Richard Nixon e Henry Kissinger nel 1972: separare i due Stati.
Durante il vertice di Anchorage del 15 agosto 2025, Trump e Putin hanno preso in considerazione la possibilità che i due Paesi facciano affari nonché di concludere la pace in Ucraina. Nonostante diversi tentativi, Washington non ci è riuscita perché prima voleva vendere armi agli europei. Oggi sembrano esserci molte più difficoltà, anche perché gli europei cominciano a fabbricare armi per conto proprio.
Il presidente Trump ha così iniziato a ritirare le truppe dall’Europa e a rinunciare alla guerra che il Pentagono intendeva estendere alla Transnistria e alla Bosnia-Erzegovina. Ha annunciato di voler ritirare almeno 5.000 uomini dalla Germania. Putin ha a sua volta decretato la concessione della nazionalità russa agli adulti della Transnistria che ne facciano richiesta. Infine Trump, violando l’Accordo di Dayton del 1995, ha ritirato il sostegno all’Alto Commissario dell’Unione Europea che amministra la Bosnia-Erzegovina. Contemporaneamente, il suo ex segretario nazionale per la Sicurezza, generale Michael Flynn, sta organizzando investimenti statunitensi nella zona serba della Bosnia-Erzegovina.
Questi eventi inducono a credere che gli Stati Uniti siano favorevoli a una pace in Ucraina che riconosca come russa l’intera Novorossia. Si tratta di una soluzione storicamente e culturalmente giustificata, ma che presuppone l’organizzazione di un referendum di autodeterminazione. Per il momento le forze russe non ambiscono liberare Odessa; il trattato di pace potrebbe tuttavia riconoscerne la legittimità.
Anche in questo caso gli ostacoli sono diversi da quelli che crediamo di vedere.
I tre principali ora sono:
1) il riconoscimento del carattere ideologicamente nazista dell’attuale governo di Kiev e la conseguente denazificazione dell’Ucraina;
2) il riconoscimento del carattere antidemocratico della riunificazione tedesca e la conseguente indipendenza della Germania dell’Est;
3) il riconoscimento dell’ossessione antirussa del Regno Unito e lo smantellamento dell’Unione Europea della Difesa prima che sia definitivamente costituita.
L’Ucraina Anche se gli Occidentali insistono a credere che l’intervento russo in Ucraina sia un tentativo di annessione nonché l’inizio dell’espansione russa verso ovest, Mosca non ha invaso il vicino, bensì ha applicato la risoluzione 2202 di cui si era fatta garante di fronte al Consiglio di Sicurezza.
Affermare che la Russia ha invaso l’Ucraina è stupido quanto dire che la Francia ha invaso il Rwanda. Sappiamo che Parigi è intervenuta per porre fine a un genocidio, di cui peraltro era in parte responsabile, in applicazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza.
L’attuale governo ucraino è illegittimo. Il mandato del presidente Volodymyr Zelensky è scaduto da tempo. Ogni tre mesi Zelensky proroga la legge marziale al solo scopo di impedire lo svolgimento di nuove elezioni. Il suo ultimo decreto la proroga dal 2 maggio al 4 agosto. Ci sarebbe tempo per organizzare la campagna elettorale e le elezioni dopo la scadenza. Occorre però ripulire le liste elettorali in cui figurano i soldati caduti in battaglia e i civili che hanno lasciato il Paese. Nessuno ha idea di quanti siano, ma potrebbero rappresentare tra un terzo e due terzi degli iscritti.
Anche la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, è un problema. Vi partecipa solo un terzo dei parlamentari. La legittimità delle leggi che adotta è quindi dubbia. Ad esempio, ha votato la distruzione di cento milioni di libri, perché di autori russi o stampati in Russia, senza distinzione tra opere contemporanee e classici della letteratura; ha inoltre messo fuori legge la principale Chiesa del Paese nonché tutti i partiti di opposizione. D’altronde all’interno della Rada stessa esiste un ufficio della CIA che predispone le leggi. I parlamentari si limitano ad approvarle.
La prima rivendicazione della Russia è la denazificazione dell’Ucraina. Il presidente Putin lo ha dichiarato all’avvio dell’operazione militare speciale. I russi lo ritengono un punto non negoziabile. Infatti, ciò che caratterizza l’identità della Federazione Russa non è il ricordo di Caterina la Grande, ma quello della lotta dei sovietici contro il nazismo, l’ideologia che prevedeva di annientare l’intera popolazione slava (non gli ebrei, né gli zingari), come spiegato nel Mein Kampf. Sebbene in Occidente non ne siamo consapevoli, la Germania non ha scatenato la seconda guerra mondiale per compiere la Shoah, ma per sterminare la popolazione slava.
Tuttavia l’amministrazione illegittima del presidente non-eletto Zelensky rifiuta ogni misura di denazificazione. Oggi in Ucraina esistono moltissimi monumenti in onore dei nazisti e dei loro collaboratori, i nazionalisti integralisti. Dopo la seconda guerra mondiale, costoro hanno riscritto l’intera storia dell’Ucraina, con l’aiuto dell’MI6 britannico e della CIA statunitense. Questa propaganda vuole convincere che i “banderisti” hanno combattuto i nazisti, il che è assolutamente falso: i “banderisti” erano nazisti.
Certi che non ci sarà mai la denazificazione dell’Ucraina, i nazionalisti integralisti stanno progettando la costruzione di un Pantheon in loro onore. Il direttore dell’amministrazione presidenziale, generale Kyrylo Budanov, il 28 marzo ha annunciato il rimpatrio delle spoglie dei criminali contro l’umanità, sepolti in varie parti del mondo durante la guerra fredda. Rob Jetten e Luc Frieden, rispettivamente primo ministro olandese e lussemburghese, hanno subito accettato il trasferimento delle salme del fascista Yehen Konovalets e del nazista Andriy Melnyk.
La Germania Noi siamo convinti che la Germania è uno Stato democratico che è riuscito a riunificarsi nel 1990. Tuttavia, come ha appena scritto Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, la riunificazione è un’illusione. Mai i tedeschi della Germania Occidentale hanno chiesto il parere dei cittadini della Germania Orientale: dunque, secondo il diritto internazionale, la riunificazione non è valida.
Le elezioni legislative del 2025 hanno fatto emergere risultati diversi e antagonisti nelle ex RFA e RDA. I tedeschi dell’Ovest hanno votato CDU [Unione Cristiano Democratica] o SPD [Partito Socialdemocratico Tedesco], quelli dell’Est hanno votato AfD [Alternative für Deutschland]. È del resto questa l’unica ragione per cui i primi due partiti vengono classificati «democratici», mentre il terzo di «estrema destra».
Ebbene, il cancelliere Friederich Merz, cristiano-democratico, ha portato avanti un’ampia repressione contro tutti coloro che contestano il suo potere, definiti «complottisti». Avvalendosi dell’Ufficio per la Protezione della Costituzione di Monaco, ramo dell’organo federale che nel dopoguerra accolse numerosi responsabili della polizia del Reich, Merz ha fatto vietare diversi media e ha messo in carcere dei giornalisti.
Intanto la Germania sta ricostituendo gradualmente il proprio esercito, avvalendosi dell’aiuto del Regno Unito, proprio come il cancelliere Adolf Hitler ricostituì l’esercito tedesco con l’aiuto del governatore della Banca d’Inghilterra, lord Montagu Morgan. Ha ripristinato il servizio militare maschile e chiede ai volontari di avvertire Berlino prima di andare in vacanza all’estero.
La Germania sta ricostituendo anche la lobby militare-industriale, questa volta grazie ai fondi europei.
Si prepara a una guerra come quella di Ucraina anche se, qualora dovesse scoppiare una guerra contro la Russia, sarebbe di natura completamente diversa. Poco importa, l’intera industria tedesca produce ormai droni ucraini e li vende ai Paesi del Golfo, contro l’Iran. Rientra in questa logica la volontà di Berlino di fare entrare l’Ucraina nell’Unione Europea, anche se non soddisfa i criteri di adesione stabiliti dai trattati: ma basterebbe creare un nuovo status, quello di “Stato membro associato”, e l’ostacolo sarebbe aggirato. Dopo che non si è tenuto conto dei risultati negativi dei referendum francese e olandese del 2005 [contro la Costituzione europea], sarebbe solo un’ulteriore decisione presa contro le popolazioni europee.
È inimmaginabile che Merz, nipote di un dignitario nazista, possa concepire altro che un’alleanza della Germania con i nazionalisti integralisti ucraini, né possa chiedere conto a coloro che hanno sabotato il gasdotto Nord Stream e provocato il crollo dell’industria tedesca.
Il Regno Unito Fin dal XIX secolo, il Regno Unito considera la Russia suo unico rivale, non solo in Europa, ma nel mondo. Lord Curzon, viceré delle Indie, aveva ideato il Grande Gioco, la colonizzazione dell’Asia centrale per neutralizzare l’impero russo. La strategia britannica oggi non è diversa.
Londra tenta sempre di dipingere la Russia come una potenza oscurantista. Non si tratta più di inventarsi il Telegramma Zinoviev, che permise di attribuire ai sovietici l’intenzione di interferire nelle elezioni del Regno Unito, ma di far credere che l’ospite del Cremlino è un pazzo che fa abbattere un aereo di linea in Ucraina, nonché avvelenare Sergej e Julia Skripal o Alexei Navalny.
La sua ultima trovata è l’attacco agli aeroporti europei da parte di droni non-identificati. Al diavolo la verità, Londra ne approfitta per convincere gli Stati del Mar del Nord a unirsi alla sua Forza di Spedizione Congiunta (Joint Expeditionary Force), che ha recentemente trasformato in alleanza militare: vuole i Marines del Nord sotto il suo comando. Vorrebbe coinvolgere tutti gli Stati dell’Unione Europea e la Turchia.
Ecco perché i lord ereditari – ce ne sono ancora – fanno il possibile per mantenere Keir Starmer a Downing Street. Il primo ministro è infatti un laburista che è in segreto agente del grande capitale: all’insaputa del proprio partito e dei media partecipava alle riunioni della Commissione Trilaterale dei Rockfeller. Sempre all’insaputa di tutti, ha nominato Peter Mandelson, complice del criminale Jeffrey Epstein, ambasciatore di Sua Maestà a Washington.
L’importante è far credere che il Regno Unito non ha alcun rapporto né con lo Stato di Israele né con Hamas; nascondere il fatto che durante il genocidio di Gaza, al quale l’esercito britannico ha partecipato attivamente, i capi di stato-maggiore israeliani hanno continuato a recarsi in segreto a Whitehall. È meglio fingere, come Christian Turner, successore di Mandelson, che un unico Stato abbia una «relazione speciale» con Washington: Israele.











